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Iran-Usa: “New York Times”, da Ahmadinejad e Zarif segnali d’apertura verso Trump
 
 
Washington, 19 lug 19:53 - (Agenzia Nova) - Sia l’ex presidente Mahmud Ahmadinejad che l’attuale ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif hanno lanciato nelle ultime ore dall’Iran segnali d’apertura verso gli Stati Uniti, ventilando la possibilità di un dialogo con l’amministrazione del presidente Donald Trump. Lo riferisce il “New York Times”, che ha pubblicato estratti di una lunga intervista telefonica all’ex presidente della Repubblica islamica. “Trump è un uomo d’azione”, ha osservato Ahmadinejad. “È un imprenditore ed è dunque in grado di calcolare costi e benefici e di prendere una decisione. Noi gli diciamo: calcoliamo i costi e benefici a lungo termine per i nostri paesi, non guardiamo solo al breve”. Il “New York Times” ricorda come l’ex presidente sia ancora una figura influente in Iran e come possa essere considerato, da alcuni punti di vista, come “la versione iraniana di Trump”: Ahmadinejad ha infatti ancora un importante seguito tra la popolazione a basso reddito che ricorda con favore i tempi dei sussidi sotto la sua amministrazione e ha un seggio nel Consiglio di discernimento, organismo di nomina della Guida suprema della Rivoluzione islamica, ayatollah Ali Khamenei, per la supervisione dell’operato dei funzionari eletti.

"La pace, l'economia e la cultura del mondo trarrebbero grande beneficio da noi che lavoriamo insieme", ha affermato Ahmadinejad. "Gli Stati Uniti vogliono affrontare questioni più ampie rispetto al Jcpoa (l’accordo sul nucleare iraniano). Le questioni in gioco sono più importanti e più ampie rispetto alla sopravvivenza o meno del Jcpoa”, ha osservato l’ex presidente. Ahmadinejad ha inoltre rivelato di aver scritto in questi anni ben tre lettere a Trump: la prima nel febbraio 2017 per congratularsi per la sua elezione; la seconda nel giugno 2018 dopo il ritiro unilaterale degli Usa dall’accordo sul nucleare iraniano; l’ultima lo scorso giugno nel pieno delle tensioni tra i due paesi nel Golfo Persico. Non è chiaro se Trump abbia mai ricevuto le lettere inviate tramite l’ambasciata della Svizzera a Teheran che cura gli interessi degli Stati Uniti. Anche il capo della diplomazia Zarif, che in passato ha più volte insistito sull’impossibilità di negoziare con gli Stati Uniti a meno che questi non rientrano nell’accordo sul nucleare da cui Trump si è ritirato lo scorso anno, ha dichiarato ieri di esser pronto a incontrare senatori Usa per discutere una possibile soluzione alla crisi. Per la prima volta Zarif ha inoltre aleggiato la possibilità di passi in avanti intrapresi da Teheran in cambio della simultanea rimozione delle sanzioni reimposte dagli Stati Uniti. (Res)
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