MEDIO ORIENTE
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Medio Oriente: la collaborazione economica motore del rilancio del processo di pace (5)
 
 
Gerusalemme , 19 lug 17:04 - (Agenzia Nova) - In Cisgiordania, sorge il complesso industriale di Barkan, che ha circa 160 aziende che impiegano 7.200 lavoratori, tra cui 4mila arabi residente in Cisgiordania. Il vicepresidente di Alon Group, aziende nel settore metallurgico, Eran Bodanknin, afferma che “non si può fare la pace con i politici, ma si fa con le persone. Il dirigente sottolinea che “se tratti tutti i dipendenti allo stesso modo, puoi ottenere ciò che vuoi” e spiega come i dipendenti israeliani e arabi festeggino insieme anche le feste. La presenza di un’area industriale è importante per la Cisgiordania, evidenzia l’imprenditore palestinese Jabari, perché altrimenti ci sarebbe la stessa situazione di Gaza, enclave con circa 2 milioni di persone al collasso dal punto di vista umanitario ed economico. La zona industriale di Barkan non è l’unico esempio di cooperazione e coesistenza tra israeliani e arabi. Nel sobborgo di Gerusalemme di Atarot, il gruppo israeliano Rami Levy nel gennaio del 2019 ha inaugurato un centro commerciale di 25mila metri quadrati, dove negozi di arabi e israeliani offrono prodotti alla popolazione locale in un clima di coesistenza. Non si tratta dell’unico esempio di coesistenza. Nel sud del paese, nella località di Lehavim, il gigante SodaStream – acquisito da Pepsi nel 2018 per 3,2 miliardi di dollari – conta tra i suoi dipendenti anche beduini della vicina città di Rahat e palestinesi che ogni giorno giungono dalla Cisgiordania, dopo che nel 2015 l’azienda ha chiuso i battenti ufficialmente per trovare un posto più grande, nel quadro del boicottaggio alimentato dal movimento Bds (Boycott, Divestment and Sanctions). (Mom)
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