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Brasile: procuratori Lava Jato criticano decisione Corte suprema di sospendere processo contro Flavio Bolsonaro
 
 
Brasilia , 17 lug 18:28 - (Agenzia Nova) - I procuratori brasiliani del pool dell'inchiesta anti-corruzione Lava Jato hanno criticato la decisione del presidente della Corte suprema (Stf), Dias Toffoli, di sospendere i processi che si basano sulla condivisione di dati dell'Agenzia delle entrate e del Consiglio di controllo delle attività finanziarie (Coaf), organo inquirente legato al ministero dell'Economia, senza previa autorizzazione del giudice. La reazione dei magistrati è arrivata dopo che ieri, 16 luglio, il presidente della Corte suprema, Dias Toffoli, ha accolto con favore una richiesta della difesa del senatore Flavio Bolsonaro, figlio del presidente Jair, sospendendo temporaneamente tutte le indagini in corso sul politico accusato dalla procura dello stato di Rio de Janeiro di associazione per delinquere e riciclaggio di denaro.

La difesa di Bolsonaro aveva presentato ricorso alla Corte suprema sostenendo che le indagini in corso sarebbero partite da informative di polizia giudiziaria, effettuate dal Coaf, legato al ministero dell'Economia, e dall'agenzia delle entrate, senza previa autorizzazione della giustizia. Il giudice Toffoli ha concesso una sospensione delle indagini in attesa del pronunciamento sul merito da parte della Corte suprema, fissando la data di udienza al prossimo 21 novembre. Fino a quella data le indagini saranno congelate.

Secondo il procuratore, Eduardo El Hage, coordinatore del pool Lava Jato alla procura di Rio de Janeiro, la sentenza della Corte porterà all'interruzione di "quasi tutte le indagini di riciclaggio di denaro in Brasile", scrive in una nota diffusa alla stampa. Per il procuratore infatti, il requisito dell'autorizzazione giudiziaria per l'uso di report del Coaf "ignora il macrosistema globale di lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo e aumenta il grado di congestione del già ingolfato sistema giudiziario brasiliano". Il pubblico ministero descrive per questo la decisione di Toffoli come "una battuta d'arresto incommensurabile" e afferma di sperare che la valutazione fatta da Toffoli concedendo la sospensione venga annullata dalla Corte che si riunirà per discutere nel merito a novembre.

Anche il direttore degli affari legali dell'Associazione nazionale dei procuratori della Repubblica (Anpr), Patrick Salgado, ha affermato che se la valutazione di Toffoli venisse confermata porterà "un danno enorme" alle indagini. "È una decisione contraria rispetto a quanto già deciso in precedenza dalla stessa Corte suprema", ha affermato. Inoltre, se a novembre i giudici dovessero confermare la decisione, questa non avrebbe effetto retroattivo ma comprometterebbe il futuro di molte indagini. La richiesta di sospensione delle indagini inoltrata della difesa del senatore Flavio Bolsonaro è solo l'ultima presentata dagli avvocati del politico, accusato dalla procura dello stato di Rio de Janeiro di associazione per delinquere e riciclaggio di denaro.

Appena lo scorso febbraio la difesa di Bolsonaro aveva presentato un'altra richiesta alla Corte, invocando in quell'occasione un trasferimento dell'inchiesta dalla procura di Rio de Janeiro alla Corte suprema stessa, che giudica i reati commessi dai parlamentari cui viene riconosciuto un 'foro privilegiato'. Tuttavia la Corte aveva rigettato il ricorso dichiarandosi incompetente. "La lettura iniziale rivela che il richiedente ha svolto all'epoca dei fatti narrati l'ufficio di rappresentante dello stato nella assemblea legislativa di Rio de Janeiro", si legge nella motivazione del giudice. "Essendo stato eletto senatore della Repubblica il 18 dicembre, la situazione giuridica non si rientra secondo la Costituzione federale nella competenza della Corte suprema".

La svolta nelle indagini contro Bolsonaro è arrivata lo scorso maggio, quando la procura dello Stato di Rio de Janeiro aveva affermato di avere raccolto indizi che proverebbero l'esistenza di una "organizzazione criminale" operante all'interno della segreteria politica dell'allora deputato dello stato di Rio, Flavio Bolsonaro. L'organizzazione sarebbe stata creata con l'intenzione di drenare illegalmente risorse pubbliche, appropriandosi di parte degli stipendi di dipendenti e consulenti della segreteria dell'allora deputato, assunti su indicazione di Bolsonaro dall'Assemblea legislativa dello stato di Rio.

L'indagine della magistratura, i cui dettagli sono stati rivelati dal quotidiano "OGlobo" e dalla rivista "Veja", descrive in dettaglio numerose transazioni finanziarie sospette che coinvolgono Flavio Bolsonaro e alcuni suoi collaboratori tra il 2007 e il 2018. Il denaro drenato illegalmente sarebbe stato usato per l'acquisto di immobili da parte di Flavio Bolsonaro, che sarebbero stati rivenduti con valore molto superiore poco dopo per giustificare le entrare illecite di Bolsonaro, riciclando il denaro sporco proveniente dagli stipendi 'scremati' dei consulenti dell'Alerj (assemblea legislativa dello stato di Rio de Janeiro).

Il documento, composto da 87 pagine, è stato presentato dalla procura al giudice del tribunale dello stato di Rio de Janeiro, Flavio Nicholas, come allegato alla richiesta di rimozione del segreto bancario sui conti correnti del senatore Flavio Bolsonaro e di altre 94 persone indagate nell'ambito dell'inchiesta per appropriazione indebita, riciclaggio di denaro e organizzazione criminale relativa a un giro di operazioni finanziarie atipiche gestite dall'assistente dell'allora deputato dello stato di Rio Fabricio Queiroz, figura chiave della vicenda.

Tra i conti che saranno passati ora al setaccio ci sono quelli della moglie di Flavio Bolsonaro, quelli della società della donna, la Bolsotini Chocolates e Café Ltda, quelli delle due figlie di Queiroz, Nathalia ed Evelyn Fernanda. In tutto 94 ex funzionari della segreteria politica di Bolsonaro, i loro parenti e le imprese ad essi collegate saranno sottoposti a indagini bancarie relative a quel periodo. Tra gli indagati ci sono anche Danielle Nobrega e Raimunda Magalhaes, sorella e madre dell'ex poliziotto militare Adriano Magalhaes da Nobrega, ritenuto capo dell'organizzazione criminale Ufficio del crimine, sospettato di essere coinvolto nell'omicidio della consigliera municipale e attivista, Marielle Franco. (Brb)
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