DIFESA
 
Difesa: El Salvador, Bukele annuncia reclutamento "massiccio" nell'esercito
 
 
San Salvador, 17 lug 17:53 - (Agenzia Nova) - Il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ha annunciato l'avvio di un "massiccio" reclutamento di elementi per le forze armate, parte di un programma di rafforzamento della lotta contro la delinquenza. "Per la prima volta da decenni, iniziamo un processo massiccio di reclutamento nelle nostre Forze armate", ha scritto il capo dello stato in un messaggio pubblicato sul proprio profilo Twitter. L'operazione, ha spiegato Bukele, comporterà l'ingresso "a titolo volontario" di 2.000 nuovi elementi nell'esercito. La lotta alla criminalità organizzata è questione centrale nell'agenda politica del governo salvadoregno. Subito dopo le elezioni, il governo ha approvato il "Piano di controllo territoriale", la nuova strategia varata dal governo per contrastare le organizzazioni criminali e riportare gli indici di violenza del paese a livelli accettabili. Il piano prevede un'azione di "tolleranza zero" nei confronti delle pratiche criminali contro cui, secondo l'attuale governo, è stato dato poco peso nel tempo.

Nella giornata di ieri il ministro della Difesa, René Merino, aveva esortato tutti gli attori istituzionali coinvolti a unire gli sforzi nel portare avanti con convinzione il "Piano di controllo territoriale". "E' necessario lo sforzo da parte del governo così come di tutti gli altri organismi che possono contribuire al successo del Piano. Se non remiamo tutti nella stessa direzione è difficile ottenere risultati", ha detto il ministro nel corso di un'intervista per l'emittente Canale 21. Il piano prevede innanzitutto un'azione di "tolleranza zero" nei confronti delle pratiche criminali contro cui, secondo l'attuale governo, è stato dato poco peso nel tempo. In questo capitolo rientra la decisione di incrementare la presenza delle forze di sicurezza nelle zone ritenute nevralgiche della criminalità.

In contemporanea è stato disposto il regime di emergenza all'interno dei penitenziari che prevede tutte le celle chiuse 24 ore al giorno e l'oscuramento del segnale dei telefoni cellulari. Di fatto, riportano i media locali, gran parte degli ordini di estorsioni, omicidi e altri reati arrivano proprio dai carcerati grazie ai cellulari e ai servizi internet che permettono loro di mantenere i contatti con le bande criminali di appartenenza. Il 15 luglio, l'ufficio di sicurezza del governo del presidente Nayib Bukele ha rivelato che tra giugno e luglio ci sono stati 262 omicidi e che nella prima metà del mese la cifra di omicidi si è ridotta a 70, contro i 98 contati nello stesso periodo del 2018. In precedenza lo stesso Bukele aveva segnalato che nei primi giorni di applicazione del piano il tasso di omicidi è sceso al 7,1 per cento della popolazione dinanzi al 12,7 per cento del quinquennio precedente.

Poco dopo il suo insediamento, avvenuto lo scorso 1 giugno, aveva parlato di un intervento "integrale" per riportare la legalità su territorio. Una azione congiunta delle forze di sicurezza e di iniziative civili: "Lo Stato inizierà a controllare il territorio con tutte le sue capacità: educazione, salute, infrastruttura. Riportiamo lo Stato nel suo insieme, per recuperare il territorio in modo integrale", spiegava il neo presidente. "Esiste una struttura parallela formata dalle bande", ha detto Bukele segnalando che i piani di intervento militare portati avanti dai precedenti governi erano di fatto inefficaci perché nel momento in cui polizia ed esercito tornavano in caserma i criminali riprendevano il controllo del territorio.

La parte più consistente della nuova strategia sarà sempre affidata al ministero della Sicurezza, ha spiegato Bukele rimarcando però il peso degli altri dicasteri, ciascuno nelle proprie competenze impegnato a promuovere cultura, sviluppo e crescita economica per togliere terreno alla criminalità. A partire da un "massiccio" intervento di investimenti nel sistema educativo, compreso il ripristino degli istituti danneggiati dalle emergenze climatiche e ambientali. (Mec)
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