SPECIALE ENERGIA
 
Speciale energia: minacce alle petroliere riportano Stretto Hormuz ai tempi della guerra Iran-Iraq
 
 
Roma, 16 lug 14:00 - (Agenzia Nova) - Le minacce alla navigazione nel Golfo Persico stanno spingendo Stati Uniti, Regno Unito e alleati regionali a ripensare le politiche di sicurezza per proteggere petroliere e navi commerciali che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz, come già avvenuto negli anni ‘80 durante la guerra tra Iran e Iraq (1980-1988). La situazione di tensione sta già avendo le prime ripercussioni sui costi di trasporto. Secondo quanto riferisce il network economico “Bloomberg”, i premi assicurativi per le navi che entrano nella regione sono passati dai 30 mila dollari di gennaio 2019 a 185 mila di giugno, mentre le tariffe per il trasporto hanno raggiunto nel mese di giugno la cifra di 26 mila dollari al giorno. L’appello lanciato lo scorso 9 luglio dagli Stati Uniti per creare una coalizione internazionale militare volta a proteggere il traffico marittimo ha spinto diversi paesi della regione ad attuare nuove politiche di sicurezza dei porti e del traffico navale, in attesa di maggiori dettagli sulla proposta di Washington. Emirati e Arabia Saudita hanno già predisposto misure aggiuntive alla sicurezza delle loro navi e alle infrastrutture portuali dopo i sabotaggi avvenuti tra maggio e giugno nel Mare dell’Oman (che hanno coinvolto ben sei petroliere). Domenica, 14 luglio, il Qatar ha inaugurato la più grande base della Guardia costiera del paese alla presenza del primo ministro Abdullah bin Nasser bin Khalifa al Thani e del comandante delle forze navali degli Stati Uniti in Medio Oriente, vice ammiraglio Jim Malloy. Il comandante della Quinta flotta degli Stati Uniti con sede in Bahrein, ha detto che la nuova base rappresenta "una meravigliosa opportunità per meglio interfacciarsi con la guardia costiera del Qatar". Il sito di oltre 600 mila metri quadrati mira a facilitare la messa in sicurezza di tutte le acque territoriali dell’emirato. L’inaugurazione della base è avvenuta poche settimane dopo la visita negli Stati Uniti dell’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al Thani, che ha segnato un rilancio delle relazioni bilaterali in termini di sicurezza e potenziale ruolo di Doha come mediatore nello scontro tra Washington e Teheran. Anche il Kuwait sta prendendo provvedimenti per mettere in sicurezza le proprie acque territoriali e come annunciato lo scorso 14 luglio dal responsabile per l’Autorità marittima e portuale, Sheikh Yousef Abdullah al Nasser al Sabah, è stato predisposto un piano per proteggere i principali porti del paese membro dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec). (Res)
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