SPECIALE ENERGIA
 
Speciale energia: Consiglio Ue dà mandato avvio negoziati per modernizzare trattato sulla Carta
 
 
Bruxelles, 16 lug 14:00 - (Agenzia Nova) - Il Consiglio dell'Unione europea ha conferito ieri mandato alla Commissione europea per avviare i negoziati sulla modernizzazione del trattato sulla Carta dell'energia (Tce), l'accordo multilaterale che fornisce un quadro per il commercio e gli investimenti nel settore dell'energia e ha adottato le corrispondenti direttive di negoziato. Questo con l'obiettivo di modernizzare le disposizioni del Tce, così da tenere conto degli obiettivi di sviluppo sostenibile e climatici, e delle norme moderne di tutela degli investimenti e della risoluzione delle controversie tra investitore e Stato. Lo si apprende dal Consiglio dell'Ue che ha sottolineato che il Tce modernizzato dovrebbe mirare a facilitare in modo sostenibile gli investimenti nel settore dell'energia, garantire la certezza del diritto e assicurare un livello elevato di tutela degli investimenti. Uno dei principali elementi delle direttive di negoziato consiste nel garantire che gli obiettivi in materia di cambiamenti climatici e di transizione all'energia pulita siano rispecchiati nel Tce modernizzato. Questo comporta di precisare che l'Ue può imporre, a quanti dei paesi terzi partecipano al mercato, di rispettare la legislazione applicabile dell'Unione e degli Stati membri, compresa quella relativa alla politica ambientale e di sicurezza. L'obiettivo dell'Ue sarà quello di allineare le disposizioni in materia di tutela degli investimenti alle norme moderne degli accordi recentemente conclusi dall'Ue e dai suoi Stati membri. Cercherà inoltre di garantire che il Tce modernizzato continui a mirare a un elevato livello di tutela degli investimenti. Il Tce modernizzato dovrebbe ribadire esplicitamente il cosiddetto "diritto di legiferare", ossia il diritto delle sue parti contraenti di adottare misure a tutela della salute, della sicurezza, dell'ambiente e altri obiettivi di politica pubblica. L'Ue intende inoltre chiarire che le disposizioni relative alla tutela degli investimenti non possono essere interpretate come un impegno delle parti contraenti di non modificare le proprie leggi. Le disposizioni che riguardano la risoluzione delle controversie tra investitore e Stato dovrebbero rispecchiare l'approccio seguito dall'Ue negli accordi di tutela degli investimenti e la sua posizione nelle riforme multilaterali in corso. (Beb)
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