BRASILE
 
Brasile: vicepresidente Moura, con Argentina buone relazioni indipendentemente da risultato elettorale
 
 
Brasilia, 15 lug 23:57 - (Agenzia Nova) - Il vicepresidente del Brasile, Hamilton Mourao, ha dichiarato che il Brasile manterrà buone relazioni con l'Argentina indipendentemente dal presidente che verrà eletto nei prossimi scrutini di ottobre. "Le nostre relazioni con l'Argentina sono di Stato, per questo indipendentemente dal governo eletto lavoreremo insieme alla ricerca del benessere dei nostri due paesi" ha dichiarato oggi Mourao in una conferenza stampa. Il chiarimento del vicepresidente brasiliano giunge ad attenuare i toni della forte polemica suscitata ad entrambi i lati della frontiera dalle affermazioni di Bolsonaro circa i possibili contrasti che sorgerebbero tra i due paesi nell'eventualità di una vittoria del candidato kirchnerista Alberto Fernandez. Secondo Mourao il presidente Bolsonaro semplicemente non nasconde le sue preferenze "per la relazione di amicizia consolidata con il presidente Mauricio Macri". "Una cosa è chiara, Argentina e Brasile sono soci inseparabili", ha aggiunto Mourao.

Una vittoria del candidato "kirchnerista", Alberto Fernandez, alle prossime elezioni presidenziali argentine di ottobre potrebbe avere pesanti conseguenze nelle relazioni diplomatiche con il Brasile. Lo ha detto il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, in un'intervista rilasciata ieri al quotidiano "Clarin". "Sono convinto che le dichiarazioni del candidato di Cristina Kirchner di voler rivedere l'accordo tra Unione Europea e Mercosur e la sua visita resa a un condannato a tre gradi di giudizio è un segnale che potremmo avere un contrasto con l'Argentina che non vorremmo avere", ha dichiarato Bolsonaro. Il riferimento è alle dichiarazioni di Fernandez riguardo a una possibile revisione dell'accordo recentemente raggiunto tra Ue e Mercato comune del Sud (formato da Argentina, Brasile, Paraguay ed Uruguay), e alla recente visita all'ex presidente Inacio Lula da Silva nella prigione di Curitiba, lo scorso 4 luglio, considerata evidentemente come un gesto ostile.

Bolsonaro ha insistito quindi sul fatto che "Fernandez dimostra una completa ignoranza di ciò che succede in Brasile". "Qui abbiamo fiducia nelle nostre istituzioni, Lula è stato condannato in tre diversi gradi di giudizio, spero che gli argentini riflettano molto su questa visita a Lula di un suo candidato", ha quindi aggiunto Bolsonaro, secondo il quale il partito dei Lavoratori (Pt) guidato da Lula "aveva un progetto di potere" e che "per questo hanno assalito le imprese statali, ridotto in fallimento Petrobras, e investito milioni in paesi come Venezuela, Cuba, Angola e Bolivia che adesso sono in mora". Il presidente Brasiliano ha quindi approfittato l'occasione per ribadire la sua sintonia politica con l'attuale presidente argentino Mauricio Macri, e con i presidenti del Cile, Sebastian Pinera, e del Paraguay, Marito Abdo Benitez. "La nostra relazione e il sentimento di fraternità che sentiamo reciprocamente ci porterà ad avere una migliore situazione economica", ha detto.

Per quanto riguarda le elezioni argentine la relativa stabilità macroeconomica degli ultimi due mesi ha permesso al presidente Mauricio Macri di migliorare notevolmente la sua performance nei sondaggi in vista delle elezioni presidenziali di ottobre. E' quanto emerge dagli ultimi sondaggi pubblicati dalla stampa argentina. Sebbene il ticket Alberto Fernandez-Cristina Kirchner figuri ancora leggermente in testa nelle proiezioni in vista delle primarie dell'11 agosto e del primo turno previsto per il 27 ottobre, il tandem guidato da Macri con il peronista Miguel Angel Pichetto come vice, ha recuperato parecchio terreno rispetto ai rilevamenti di due mesi fa ed in alcuni sondaggi figura addirittura in testa in caso di ballottaggio. Secondo la società di sondaggi "M&F", che ha rilevato 2000 casi tra il primo e l'8 di luglio, il 39,9 per cento dei votanti propende per Fernandez contro il 38,2 per cento incline per Macri. Lontanissima, al 6,9 per cento, la principale opzione al di fuori di questa polarizzazione rappresentata da Roberto Lavagna.

La situazione si ribalta in vista di un eventuale ballottaggio, con Macri che passa in testa con il 45 per cento delle preferenze contro il 42,9 ottenuto da Fernandez. Un altro sondaggio effettuato da "Opinaia" ha fornito risultati simili, con Fernandez in testa con il 32 per cento, e Macri leggermente indietro al 29 per cento, ma con una maggiore incidenza del voto indeciso/in bianco che qui raggiunge il 21 per cento dei casi rilevati contro il 6,5 del sondaggio di "M&F". Nel ballottaggio inoltre, secondo Opinaia, il candidato kirchnerista risulta ancora leggermente in testa con il 40 per cento delle preferenze contro il 39 per cento dell'attuale presidente.

Il voto che decreterà i nuovi presidente e vice presidente argentini si terrà il 27 ottobre. Una tornata elettorale che servirà anche a rinnovare 130 seggi della Camera dei deputati, 24 del senato e 43 del Parlasur, il parlamento del Mercato comune dell'America del Sud composto da Argentina, Brasile, Paraguay ed Uruguay. I candidati alla presidenza saranno indicati da elezioni primarie attese l'11 di agosto. Sarà proclamato presidente al primo turno il candidato che otterrà almeno il 45 per dei voti totali, o il 40 per cento dei voti con uno scarto di non inferiore al 10 per cento sul secondo. L'eventuale ballottaggio si terrà in una data da definire nel mese di novembre.

Lo scenario elettorale è condizionato dal programma di risanamento fiscale avviato dal governo nel quadro dell'accordo di tipo stand-by (Sba) siglato con il Fondo monetario internazionale (Fmi). Un prestito da complessivi 57,1 miliardi di dollari, il maggiore mai concesso dall'organismo multilaterale. Il risanamento fiscale, assieme alla lotta per controllare l'inflazione, rappresenta oggi la principale preoccupazione dell'esecutivo. Ma se sul primo punto il governo sta ottenendo dei risultati a costo anche di una politica di severi tagli alla spesa con pesanti ripercussioni sull'attività economica, sul secondo la battaglia è lungi dall'essere vinta. Il 2018 si è chiuso con un'inflazione del 47,6 per cento, la più alta in 27 anni, e i rilevamenti del primo quadrimestre proiettano un indice sugli stessi livelli anche nel 2019. (Brb)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..