INDIA
 
India: Karnataka, in corso alla Corte suprema udienza deputati dimissionari
 
 
Nuova Delhi, 16 lug 10:16 - (Agenzia Nova) - La Corte suprema dell’India ha iniziato questa mattina l’udienza dei membri dimissionari dell’assemblea legislativa dello Stato del Karnataka e proseguirà nel pomeriggio dopo una pausa. Dieci legislatori appartenenti al Congresso nazionale indiano (Inc) e al Janata Dal Secular (Jds) si sono rivolti alla massima autorità giudiziaria del paese accusando il presidente dell’assemblea statale, Ramesh Kumar, di ritardare la valutazione delle loro lettere di dimissioni per cercare di far sopravvivere il governo di coalizione Jds-Congresso. Nel frattempo, l’aula ha fissato al 18 luglio il voto di fiducia al capo del governo del Karnataka, H. D. Kumaraswamy. I deputati dissidenti hanno detto alla Corte che non possono essere costretti a partecipare alla votazione.

La crisi politica nello Stato è esplosa dieci giorni fa, quando dodici legislatori, nove del Congresso e tre del Jds, hanno rassegnato le dimissioni; poi se ne sono aggiunti altri, per un totale di 16, mettendo a rischio la maggioranza. Secondo il leader statale del Congresso, Siddaramaiah, le lettere di dimissioni “non sono state volontarie e spontanee”, ma frutto di collusione col Partito del popolo indiano (Bjp). In India esistono norme anti-defezione, valide sia per il parlamento federale che per le assemblee statali, volte a impedire che un legislatore venga meno alla lealtà verso il proprio partito a causa di ricompense o altri vantaggi, consentendo al partito di origine di chiederne la decadenza.

Il presidente dell’assemblea Kumar si è preso del tempo per accertare la volontarietà e autenticità delle intenzioni dei legislatori dimissionari e per esaminare le richieste di decadenza. Convocato dalla Corte suprema la scorsa settimana, ha spiegato di essere costituzionalmente vincolato a decidere in merito alle richieste di decadenza ricevute dai partiti di appartenenza dei deputati prima di valutare le dimissioni. La Corte suprema, quindi, ha aggiornato il caso a oggi, riconoscendo che chiama in causa questioni più ampie, legate a varie disposizioni costituzionali.

Il Karnataka è stato al centro un anno fa di una vicenda politica che è andata al di là dei confini dello Stato, imponendosi all’attenzione nazionale. Il Bjp, conservatore e nazionalista induista, è emerso come partito di maggioranza relativa dalle elezioni statali del 12 maggio 2018, avendo ottenuto 104 seggi, rispetto ai 40 del 2013. Il Congresso, progressista e laico, che guidava l’esecutivo uscente, si è ridimensionato considerevolmente, da 122 a 78 seggi. Il Jds, socialdemocratico e social-liberista, si è confermato al terzo posto, con 37 seggi. Tuttavia, il Congresso ha reagito prontamente alla sconfitta, con una mossa a sorpresa volta a impedire al Bjp di andare al potere: ha offerto l’alleanza al Jds, che l’ha accettata.

Come candidato del primo partito, B. S. Yeddyurappa ha ricevuto dal governatore l’invito a formare il governo e quindici giorni di tempo per trovare una maggioranza in aula. Il Congresso e il Jds hanno contestato il conferimento del mandato al primo partito invece che alla loro coalizione, avente la maggioranza assoluta, e si sono rivolti alla Corte suprema. La Corte ha ordinato a Yeddyurappa di procedere al voto di fiducia entro 24 ore. Il candidato del Bjp si è dimesso senza sottoporsi al voto e il governatore ha così invitato H. D. Kumaraswamy del Jds a formare l’esecutivo.

Il Karnataka, nell’India sud-occidentale, istituito nel 1956, con capoluogo Bangalore, conta più di 60 milioni di abitanti, due terzi dei quali parlano il kannada, la lingua ufficiale, appartenente alla famiglia dravidica. L’induismo è la religione più diffusa (oltre l’80 per cento). Più della metà della forza lavoro è impiegata nell’agricoltura, che dipende dai monsoni. Tuttavia, lo Stato è anche un importante hub manifatturiero per le aziende pubbliche: Hindustan Aeronautics Limited, National Aerospace Laboratories, Bharat Heavy Electricals Limited, Bharat Earth Movers Limited e Hmt. Ospita diversi centri di ricerca, tra i quali l’Indian Space Research Organisation, il Central Power Research Institute e il Central Food Technological Research Institute.

Dagli anni Ottanta ha assunto un ruolo guida nel campo delle tecnologie informatiche: nello Stato, infatti, hanno sede compagnie di software come Infosys e Wipro. Nel Karnataka, inoltre, si trova il più grande distretto del paese nelle biotecnologie. Di rilievo anche il settore bancario. Sono numerose, infine, le attrazioni turistiche, naturali e culturali: il Karnataka è la quarta destinazione tra gli Stati indiani ed è secondo solo all’Uttar Pradesh per numero di siti protetti. Le rovine di Vijayanagar, capitale dell’ultimo grande regno indù del Deccan, ad Hampi, e il complesso di templi di Pattadakal sono inseriti nella lista del Patrimonio dell’umanità dell’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. (Inn)
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