MESSICO
 
Messico: governo si dichiara contrario a nuove restrizioni Usa su ingressi da frontiera comune
 
 
Città del Messico, 15 lug 23:42 - (Agenzia Nova) - Il governo del Messico si è dichiarato contrario alle nuove restrizioni imposte dagli Stati Uniti alle richieste di asilo dei migranti che arrivano attraverso la frontiera meridionale con il paese centroamericano. "Il Messico non è d'accordo con misure che restringono l'acceso al diritto di asilo e rifugio a quelle persone che temono per la loro vita e la loro sicurezza nel loro paese di origine", ha dichiarato oggi in una conferenza stampa il ministro degli Esteri messicano, Marcelo Ebrard. "Il governo messicano si manterrà attento alle implicazioni che questa decisione potrebbe comportare per i richiedenti asilo di altri paesi che vogliono fare ingresso negli Stati Uniti attraverso la loro frontiera meridionale", ha aggiunto Ebrard, che ha quindi rassicurato che la decisione di Washington non riguarda i cittadini messicani.

La presa di posizione del Messico è arrivata in risposta al decreto che punta a restringere drasticamente le possibilità di asilo per i migranti centroamericani che arrivano nel paese attraverso il Messico annunciato oggi da parte dell'amministrazione del presidente Donald Trump. Secondo una nuova norma, che dovrebbe entrare in vigore domani - martedì 16 -, i migranti che passano prima per un altro paese non potranno chiedere asilo alla frontiera sud degli Usa. Un vincolo, mettono in evidenza i media messicani, che si applica anche ai minori che abbiano attraversato la frontiera senza genitori. Secondo il comunicato congiunto del dipartimento alla Giustizia e alla Sicurezza nazionale, potranno continuare a chiedere asilo le persone che dimostrano di essere oggetto di una tratta di esseri umani o che abbiano chiesto asilo in un altro paese, senza successo. Una possibilità che rimane garantita anche nel caso in cui il paese attraverso cui il migrante è passato non abbia stipulato un trattato internazionale che disciplina l'accoglienza per i rifugiati.

La nuova normativa, si legge nella nota, stabilisce uno "standard" per gli immigranti che cercano di entrare nel paese attraverso la frontiera sud, "fissando maggiori restrizione o limiti per gli stranieri che cercano asilo negli Usa". Washington rileva che "la grande richiesta di asilo senza motivazioni costituisce una pressione straordinaria sul sistema migratorio della nazione". "Gli stati Uniti sono un paese generoso ma sta venendo completamente sopraffatto" dagli adempimenti legati "alla cattura e all'esame di centinaia di migliaia di stranieri lungo il confine meridionale", recita il procuratore generale William P. Barr nella dichiarazione.

Gli Stati Uniti, prosegue il decreto, hanno registrato un drammatico aumento del numero di stranieri incontrati lungo o vicino al confine meridionale con il Messico. Questo aumento corrisponde ad un forte aumento del numero e della percentuale di stranieri che adducono la paura di persecuzioni o torture nel momento in cui vengono arrestati o sorpresi dal dipartimento per la sicurezza interna. Anche il numero di casi censiti dal dipartimento di Giustizia per procedimenti dinanzi a un giudice dell'immigrazione è aumentato in modo esponenziale, più che triplicato tra il 2013 e il 2018. Si prevede che tali numeri continueranno ad aumentare per tutto il resto del 2019 e oltre", aggiunge la nota segnalando che "solo una piccola percentuale di questi individui" ottiene l'asilo.

L'amministrazione Usa di Donald Trump conferma dunque la volontà di voler affrontare il problema migratorio più volte descritto come una "emergenza nazionale". Il Tema doveva essere anche al centro di un incontro alla casa Bianca con il presidente del Guatemala, Jimmy Morales. Visita annullata all'ultimo dal governo del paese centroamericano, immerso in una polemica relativa proprie alle decisioni che si sarebbero potute prendere a Washington. Nei giorni scorsi era infatti emersa la notizia di un accordo per rendere il Guatemala "terzo paese sicuro" per i migranti in attesa di asilo politico. Una ipotesi che aveva spinto alcuni ex funzionari di governo a presentare presso la Corte costituzionale istanze per certificare l'illegalità di un simile accordo. Pur negando l'esistenza dell'intesa, ma nel tentativo di evitare ulteriori polemiche, Morales ha quindi deciso che il viaggio verrà rinviato a dopo il pronunciamento della Corte. E l'alto tribunale ha di fatto messo in guardia il presidente dal procedere nella direzione indicata dalle indiscrezioni. Lo strumento riporterebbe legalmente oltre confine tutti quei cittadini che altrimenti si fermerebbero in territorio statunitense per l'intera durata del processo, mesi se non anni. (Mec)
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