SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Somalia, ministro Trenta su anniversario battaglia Mogadiscio, “dovere di ricordare” morti italiani
 
 
Roma, 02 lug 15:45 - (Agenzia Nova) - Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha ricordato oggi il 26mo anniversario della battaglia di Mogadiscio in cui morirono tre militari italiani. “Era il 2 luglio 1993 quando le due colonne italiane, Alfa e Bravo, composte da circa 500 militari, tra professionisti e di leva, iniziarono a muovere verso i punti ben definiti della città di Mogadiscio. A distanza di poche ore però, i nostri uomini avrebbero trovato l'inferno e il coraggio di rialzarsi e combattere in un punto denominato ‘Check Point Pasta’. Mogadiscio diventava così, per noi italiani, teatro del primo conflitto armato dalla Seconda guerra mondiale”, ha scritto Trenta su Facebook. Nella battaglia rimasero uccisi il sottotenente Andrea Millevoi, il sergente maggiore Stefano Paolicchi e il caporale Pasquale Baccaro, mentre 22 militari italiani rimasero feriti “e per molti la memoria è ancor oggi indelebile”, ha ricordato il ministro, secondo cui “a distanza di 26 anni abbiamo il dovere di ricordare e raccontare quella battaglia in cui, oltre 600 miliziani di Aidid, provarono a fermare 500 giovani soldati che in pochi minuti, da valorosi italiani, si riscoprirono diavoli nel fuoco africano da cui riuscirono a liberarsi con la sola forza della compattezza e della determinazione da cui il nostro paese deve sempre prendere da esempio”. Oggi, 2 luglio, "anniversario di quella che è conosciuta come la Battaglia del pastificio, combattuta a Mogadiscio questo stesso giorno di 26 anni fa, nel 1993. Una data e una missione da ricordare poiché quella fu la prima missione in cui l'Italia partecipò sotto l'egida dell'Onu", ha ricordato su Twitter il sottosegretario alla Difesa, Raffaele Volpi. “Sono trascorsi 26 anni dal 2 luglio 1993 quando tre nostri militari Andrea Millevoi, Pasquale Baccaro e Stefano Paolicchi persero la vita e 22 rimasero feriti, tra questi Gianfranco Paglia, oggi tenente colonnello, decorato con la Medaglia d’oro al valor militare. Fu quella la prima missione Onu cui l'Italia partecipò. Altre ne sarebbero seguite. La civiltà di un paese, la grandezza di uno Stato si misurano anche dalla capacità di ricordare sempre i propri caduti che con onore hanno difeso la bandiera”, è il commento, sempre su Twitter, di Andrea Armaro, ex portavoce degli ex ministri della Difesa Roberta Pinotti e Arturo Parisi. Il 2 luglio 1993, durante l'operazione Canguro 11 decisa dal Comando Italfor, forze italiane divise in due colonne meccanizzate effettuarono un rastrellamento alla ricerca di armi nel distretto di Haliwaa, quartiere a nord di Mogadiscio, verso vari obiettivi vicini all'ex pastificio della Barilla abbandonato, vicino al quale era stato costituito un posto di blocco denominato appunto "Pasta". Le due colonne, rispettivamente Alfa e Bravo, provenivano la prima dalla zona del porto vecchio di Mogadiscio e la seconda dalla città di Balad, altro importante presidio italiano durante la missione, situato a circa venti chilometri da Mogadiscio. L'obiettivo del rastrellamento era il quadrilatero di 400 metri per 700, compreso fra il "Pasta" e "check-point Ferro". (Res)
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