SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Nato, Stoltenberg riceve segretario Usa Esper
 
 
Bruxelles, 27 giu 15:00 - (Agenzia Nova) - Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha accolto il segretario della Difesa ad interim degli Stati Uniti, Marc T. Esper, che ha sottolineato come la sua presenza rappresenti solo un cambio di leadership, ma non di impegno statunitense in seno all'Alleanza. Stoltenberg ha sottolineato che in questi due giorni di lavori della ministeriale difesa si parlerà della "violazione russa del trattato Inf" che è "di grande preoccupazione per tutti gli alleati della Nato" e per questo "continueremo a chiedere alla Russia di tornare alla conformità". Il segretario ha ricordato però, anche che bisogna prepararsi a un "mondo senza il Trattato Inf" e a confrontarsi su "come la Nato risponderà al dispiegamento dei missili russi". Il segretario generale ha menzionato "i buoni progressi nella condivisione degli oneri", elemento "di grande importanza per gli Stati Uniti", ha detto Stoltenberg. "Ora abbiamo nuove cifre, a dimostrazione del reale aumento del 3,9 per cento delle spese per la difesa in Europa e in Canada. Ciò si aggiunge all'aumento che abbiamo visto negli ultimi anni. Significa che abbiamo 5 anni consecutivi di aumento della spesa per la difesa e che gli alleati e il Canada europei avranno aggiunto più di 100 miliardi dal 2016", ha spiegato. Stoltenberg ha parlato anche dell'Afghanistan che "sarà nella nostra agenda. Sosteniamo fortemente gli sforzi degli Stati Uniti per trovare una soluzione negoziata pacificamente. Circa la metà delle truppe nella missione Resolute support sono degli Stati Uniti e il modo migliore in cui la Nato può sostenere gli sforzi per la pace è rimanere impegnata, continuare a formare, consigliare e aiutare le forze afgane e continuare ad aiutare con i finanziamenti", ha conclusto Stoltenberg. Il segretario della Difesa ha ringraziato Stoltenberg per il suo lavoro e la sua leadership e ha sottolineato che la sua presenza al ministeriale Difesa rappresenta un cambio di leadership, "ma non rappresenta un cambio di missione, di priorità o un cambio nell'impegno degli Usa nell'Alleanza". (Beb)
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