SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Libia, Haftar a "Panorama", sono l'unico che combatte terroristi ed estremisti
 
 
Roma, 26 giu 15:45 - (Agenzia Nova) - Le operazioni dell'Esercito nazionale libico (Lna) non si fermeranno prima del raggiungimento di tutti gli obiettivi militari, "il morale è alto" e il dialogo arriverà "in tempi più favorevoli per il suo successo". Così il generale Khalifa Haftar in un'intervista a "Panorama". "Sostenuto da Russia, Egitto e Francia in primis, l'uomo forte di Bengasi si dice sicuro della vittoria. Dopo aver liberato la Cirenaica da ribelli e terroristi e dopo aver negoziato con le tribù del deserto, gli manca solo Tripoli da conquistare. Che, però, ancora resiste grazie allo sforzo delle milizie di Misurata, la piccola Sparta libica che non si rassegna all'idea di piegarsi a un nuovo dittatore laico", scrive il settimanale. Il generale parla delle operazioni militari in corso. Secondo Haftar la situazione è "eccellente". "Chiedo al popolo libico di non prestare attenzione alle voci che affermano che potremmo ritirarci, o addirittura che pensiamo di fermarci in questa fase. Le operazioni militari non si fermeranno prima di aver raggiunto tutti i nostri obiettivi. Il morale dell'esercito è alto e i comandanti sanno bene che stanno compiendo uno storico dovere nazionale. Hanno ordini chiari. Sanno che la Libia è in pericolo, e che non vi saranno indietreggiamenti rispetto al dovere di salvarla. L'atmosfera per il lavoro politico e il dialogo arriveranno in tempi più favorevoli per il loro successo". Poi Haftar si sofferma su cosa accadrà dopo la conquista di Tripoli. "Entreremo in un periodo di transizione che, questa volta, sarà definito e disciplinato. È importante che vengano svolti diversi compiti di base, al fine di preparare il terreno per la fase permanente. Per esempio, lo smantellamento di tutte le milizie, il disarmo e la concessione di garanzie a coloro che avranno collaborato a tale riguardo. Lo smantellamento di tutti gli organismi generati dall'Accordo di Skhirat, che non solo è scaduto e non ha trovato alcuna uscita dalla crisi, ma che in realtà ha creato altre crisi". Il generale ha proseguito: "Intendo prepararmi per una fase durevole e normalizzata sopra cui lo Stato imperni la stabilizzazione, in modo che si avvii la ricostruzione, lo sviluppo e la rimozione dei detriti dopo lunghi anni di stagnazione. Tra i compiti di tale fase vi sono la formazione di un nuovo comitato costituzionale e una proposta di legge sul referendum, il riequilibrio del settore petrolifero e delle sue entrate". (Res)
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