SUD SUDAN
 
Sud Sudan: contestazioni in parlamento durante presentazione del budget
 
 
Khartum, 20 giu 19:17 - (Agenzia Nova) - I deputati del Sud Sudan hanno contestato la presentazione del budget da parte del ministro delle Finanze, Salvatore Garang Mabiordit. La protesta, riferiscono i media locali, si è focalizzata sul mancato pagamento degli stipendi nel settore dell'educazione. "I nostri insegnanti non vengono pagati, e noi cosa stiamo facendo? Presentiamo il nuovo budget mentre gli stipendi non vengono versati", ha dichiarato la deputata di opposizione Elizabeth Adut in parlamento. Il governo del presidente Salva Kiir sta affrontando diverse difficoltà interne. La scorsa settimana Kiir ha sollevato dall’incarico il ministro del Petrolio Ezekiel Lol Gatkuoth, in carica da quasi tre anni, nominando al suo posto Awow Daniel Chuang, già direttore generale del ministero del Petrolio. Gatkuoth era in carica dal 2 agosto 2016, in seguito alla defezione dal Movimento di liberazione popolare del Sudan all’opposizione (Splm-Io) di una fazione guidata dal primo vicepresidente Taban Deng, che in seguito si è unita al governo del presidente Kiir. Sulla rimozione di Gatkuoth non è stata fornita alcuna motivazione ufficiale, tuttavia secondo quanto riferisce la stampa locale a pesare sarebbero state le divergenze emerse in seno al partito circa l’eccessiva influenza dell’ex ministro. Lo scorso febbraio, infatti, il ministro per le Risorse idriche e l'irrigazione Sophia Pal Gai aveva accusato Gatkuoth di aver interferito nelle attività del suo ministero e di aver fornito servizi idrici in varie aree degli stati di Giuba, del Liech settentrionale e di Ruweng senza coinvolgere il suo ministero.

Le critiche a Kiir sono scoppiate in particolare dopo la sua decisione di rinviare di almeno un anno la formazione di un governo di unità transitorio nel quadro dei colloqui di pace intrapresi con il leader dei ribelli Riek Machar per porre fine alla guerra civile del 2013. Il rinvio respingeva così di fatto la proposta avanzata dall’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad) di formare il nuovo governo entro sei mesi: in base a quanto previsto dall’accordo di pace rinnovato, firmato il 12 settembre scorso ad Addis Abeba, le parti in conflitto avrebbero infatti dovuto formare un governo di unità transitorio entro il 12 maggio, tuttavia una riunione dell’Igad ospitata a inizio maggio sempre ad Addis Abeba ha approvato l'estensione del termine di altri sei mesi. L’ultima versione dell’accordo di pace, firmata a settembre, prevedeva un periodo di transizione di otto mesi al termine del quale si sarebbe dovuto formare un governo di unità nazionale, tuttavia i profondi disaccordi fra le parti hanno provocato forti ritardi nell’attuazione della “road map”. In questo contesto, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha prorogato di un anno l’embargo sulle armi e le sanzioni imposte al Sud Sudan. La risoluzione, presentata dagli Stati Uniti, è stata adottata con 10 voti favorevoli e cinque astensioni (Russia, Cina, Guinea Equatoriale, Costa d'Avorio e Sudafrica) e rinnova fino al 31 maggio 2020 l’embargo sulle armi, il congelamento dei beni e il divieto di espatrio di otto personalità accusate di alimentare il conflitto civile nel paese. (Res)
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