EGITTO
 
Egitto: morte Morsi, portavoce Ohchr chiede indagine “indipendente”
 
 
Il Cairo, 18 giu 16:33 - (Agenzia Nova) - L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr) ha chiesto un’indagine "approfondita e indipendente" sulla morte dell’ex presidente egiziano Mohamed Morsi, deceduto ieri all’età di 67 anni dopo essere stato colto da malore durante un’udienza in tribunale, e sepolto all’alba di oggi a Nasr City, nella zona est della capitale. "Qualsiasi morte improvvisa in carcere deve essere seguita da un'indagine tempestiva, imparziale, completa e trasparente da parte di un organismo indipendente per far luce sulle cause della morte", ha affermato Rupert Colville, portavoce dell’Ohchr a Ginevra. "L'ex presidente Mohammed Morsi era detenuto dalle autorità egiziane al momento della sua morte, lo Stato ha la responsabilità di assicurare (...) il rispetto del diritto alla vita e alle cure mediche", ha detto Colville. Nel marzo 2018, una commissione britannica indipendente, guidata dal deputato conservatore Crispin Blunt, aveva criticato l’isolamento dell'ex capo dello Stato, che soffriva da tempo di diabete, ipertensione e altri problemi collegati al malfunzionamento del fegato. "L'indagine dovrebbe quindi anche prendere in considerazione tutti gli aspetti del trattamento inflitto dalle autorità a Morsi per verificare se le condizioni della sua detenzione abbiano avuto un impatto sulla sua morte", ha aggiunto Colville.

Nelle scorse ore vi è stato un duro botta e risposta tra l’organizzazione non governativa Human Rights Watch (Hrw) e le autorità egiziane a proposito della morte di Morsi. Sarah Leah Whitson, direttore per il Medio Oriente e il Nord Africa della Ong, ha accusato il governo egiziano di essere responsabile della morte in stato di detenzione del politico egiziano: “Questa notizia terribile era interamente prevedibile, dal momento che governo non ha provveduto a fornire adeguata assistenza medica”, ha spiegato la Whitson, accusando le autorità del Cairo di “negligenza criminale” per “il disumano e crudele imprigionamento, il confinamento solitario, la deprivazione delle visite delle famiglie e le cure mediche”. La risposta del Servizio d’informazione dello Stato egiziano è altrettanto forte: “I tweet della Whitson contengono solo false accuse che confermano la tradizione di Hrw di diffondere falsità”. Secondo le autorità del Cairo, Hrw sta “sfruttando politicamente” la morte di Morsi “in nome dei diritti umani”. Non solo: "La Whitson salta alle conclusioni (...) approfittando della morte di un cittadino egiziano per fare dichiarazioni politiche e accuse criminali infondate, che non hanno alcuna relazione con i diritti umani”, conclude Hrw. (Cae)
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