CINA
 
Cina: la medicina tradizionale punta a espandersi nel mercato internazionale
 
 
Pechino, 27 mag 08:27 - (Agenzia Nova) - La 72ma Assemblea mondiale della sanità, l'organo legislativo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la cui sessione annuale si è chiusa ieri a Ginevra, in Svizzera, ha esaminato e approvato l'undicesima Classificazione internazionale delle malattie (Icd-11), includendo, per la prima volta, la medicina tradizionale cinese (Tcm). Lo riferisce la stampa cinese. "Questo è significativo per l'internazionalizzazione del settore Tcm in quanto aiuterà la Cina a stabilire una rete di statistiche sulla sanità Tcm legate agli standard internazionali", ha dichiarato al "Global Times" Liu Baoyan, presidente dell'Associazione cinese di agopuntura-moxibustione. Secondo Liu, questo passaggio favorirà anche l'integrazione della Tcm con i sistemi medici e sanitari dei paesi di tutto il mondo.

Stando a quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale cinese "Xinhua", la Tcm è utilizzata in 183 paesi e regioni e Pechino ha firmato accordi di cooperazione nel settore con oltre 40 governi, regioni e organizzazioni straniere tra cui Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Germania, Francia, Canada e Italia. Inoltre, in paesi e regioni lungo le rotte della Via della seta sono stati istituiti diversi centri di medicina tradizionale cinese. Paesi come Singapore e la Thailandia hanno parzialmente o totalmente legalizzato alcune pratiche Tcm. La Cina ha stabilito meccanismi intergovernativi con la Corea del Sud, Singapore e la Malesia. L'industria ha raccolto oltre 860 miliardi di yuan (130 miliardi di dollari) nel 2016, e cresce del 20 per cento all'anno, secondo dati dell'Amministrazione statale della medicina tradizionale cinese della Cina.

La decisione dell'agenzia delle Nazioni Unite per la salute, tuttavia, non è stata universalmente accolta. Alcuni scienziati stranieri hanno messo in dubbio la sicurezza dei farmaci a base di erbe cinesi e l'assenza di studi sulla loro efficacia basati su esperimenti in doppio cieco. Anche i sostenitori dei diritti degli animali hanno avvertito che la decisione metterebbe in pericolo animali come la tigre, il pangolino, l'orso e il rinoceronte, i cui organi vengono utilizzati per alcune terapie Tcm. Persino in Cina i critici temono reazioni avverse ai farmaci (il caso più noto è quello delle iniezioni di Houttuynia, la pianta camaleonte, che hanno ucciso almeno 44 persone). "Esistono problemi nello sviluppo dell'industria Tcm", ha ammesso parlando col "Global Times" Zhou Lihua, un esperto del centro di ricerca sull'Aids presso l'Università di Henan della medicina tradizionale cinese. "Tuttavia, la Tcm si basa su più di 2.500 anni di pratica medica cinese e ha dimostrato di essere efficace", ha aggiunto. (Cip)
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