SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Repubblica Centrafricana, attacco nel nord-ovest, governo impone a gruppo armato 3R consegna responsabili
 
 
Bangui, 24 mag 15:00 - (Agenzia Nova) - Le autorità della Repubblica Centrafricana (Rca) hanno imposto ai leader del gruppo armato 3R, ritenuto responsabile dell'attacco sferrato martedì in due villaggi al confine con il Ciad in cui sono stati uccisi 34 civili, di consegnare entro 72 ore gli elementi che hanno partecipato alla spedizione. Lo riferiscono i media locali, precisando che il bilancio delle vittime, finora fissato a 26 persone, è aumentato nelle ultime ore. Le autorità di Bangui hanno sospettato da subito del coinvolgimento della milizia 3R, firmataria degli accordi di pace dello scorso 6 febbraio con altri 13 gruppi armati, ma che è stata spesso al centro delle critiche di difensori dei diritti umani con l'accusa di aver commesso violenze su civili. La convinzione, ha spiegato il portavoce del governo Ange-Maxime Kazagui, è che il gruppo abbia agito in rappresaglia contro diverse comunità della prefettura di Ouham Pende, dopo un incidente in cui un uomo di etnia fulana, che il gruppo rappresenta, è stato ucciso. Le Nazioni Unite hanno mobilitato le loro forze per proteggere l'area. L'accaduto è stato annunciato mercoledì su Twitter dal capo della Missione delle Nazioni Unite nella Rca (Minusca), Mankeur Ndiaye, secondo il quale si tratta del più grave massacro avvenuto nel paese dopo la firma del nuovo accordo di pace avvenuta a febbraio. “Minusca condanna con la massima fermezza gli omicidi avvenuti, con oltre 26 morti e molti feriti”, ha scritto Ndiaye. Secondo fonti delle Nazioni Unite, il gruppo armato noto come 3R avrebbe tratto in inganno la popolazione locale organizzando un incontro con gli abitanti dei due villaggi di Koundjili e Djoumjoum. “Quando gli abitanti del villaggio si sono fatti avanti, gli elementi di 3R hanno aperto il fuoco su di loro indiscriminatamente, uccidendo 12 civili a Koundjili e 14 a Djoumjoum”, hanno affermato le fonti, citati dal quotidiano francese “Le Monde”. (Res)
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