FINESTRA SUL MONDO
 
Finestra sul mondo: Italia, Tria esclude emissione minibot per pagare debiti Pubblica amministrazione
 
 
Londra, 19 giu 11:19 - (Agenzia Nova) - Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha escluso l'introduzione di nuovi titoli di Stato per pagare i debiti della pubblica amministrazione, affermando che non vi è alcun bisogno di strumenti come i minibot né adesso né nei prossimi anni. Lo riferisce il quotidiano britannico "Financial Times", a cui Tria ha consesso un'intervista nel corso della visita a Londra che ha effettuato nella giornata di ieri, 18 giugno. Il titolare di Via XX Settembre ha spiegato che, negli ultimi anni, i governi hanno ridotto i maniera considerevole lo stock di pagamenti arretrati dovuti alle aziende che forniscono beni e servizi alla pubblica amministrazione. Tria ha quindi aggiunto: "Possiamo pagare questi debiti usando la nostra moneta, l'euro, per cui non abbiamo bisogno di un'altra valuta". Le dichiarazioni di Tria, annota il "Financial Times", sono giunte poco dopo quelle rese dal vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, ministro dell'Interno e leader della Lega, che nel corso della sua visita a Washington aveva evidenziato come il governo sarebbe andato avanti con l'idea di emettere i minibot. All'inizio di giugno, la Camera dei deputati ha approvato una mozione a favore dell'introduzione di questi innovativi strumenti finanziari; e sebbene l'atto non obblighi in alcun modo l'esecutivo, il tema sta diventano esplosivo per l'Italia. All'interno del governo, gli esponenti "tecnici", come Tria che sulla questione è sostenuto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sono ormai in contrasto con leader politici: Salvini, uscito trionfante dalle elezioni europee del 26 maggio scorso, e il capo politico del Movimento 5 stelle (M5S) Luigi Di Maio. Al contempo, nei rapporti tra Italia e Commissione europea, diversi commissari si sono scagliati contro la proposta dei minibot, bollandola come un modo surrettizio per preparare l'uscita dell'Italia dall'Eurozona. "Vi è davvero il rischio di un'Italiexit?" ha chiesto il "Financial Times" a Tria. Il ministro dell'Economia e delle Finanze ha risposto: "Non so. Non credo. Come economista sarei contrario all'idea. Quel che posso dire è che nel governo nessuno pensa che l'Italia debba uscire dal sistema dell'euro: di questo sono sicuro". Nell'intervista al "Financial Times", Tria ha voluto anche sminuire l'importanza delle divergenze che ha, come "un economista" senza alcun bisogno del consenso degli elettori, con gli esponenti della maggioranza, i quali detengono il vero potere all'interno del governo. Inoltre, il titolare di Via XX Settembre si è anche detto favorevole alla "flat tax" proposta da Salvini, aggiungendo però che a suo parere l'imposta deve essere introdotta in maniera graduale, "rispettando i nostri obbiettivi in termini di finanza pubblica". Quanto al rischio che l'Ue dia corso alla procedura di infrazione per disavanzo eccessivo nei confronti dell'Italia proposta dalla Commissione europea, Tria ha detto di "sperare di poter fare qualcosa". Il ministro dell'Ecomomia e delle Finanze ha quindi aggiunto che per certe cose "ci vuole tempo" e si è detto possibilista su una positiva conclusione del confronto sul bilancio tra Italia e Commissione europea fine di quest'anno. Tuttavia, ha osservato Tria, "tutto dipende da dove vogliamo andare". Infine il ministro dell'Economia e delle Finanze ha dichiarato che i problemi dell'Italia sarebbero alleviati se anche altri paesi dell'Eurozona avviassero programmi di tagli alle tasse o di aumento della spesa pubblica: "Questo è il vero problema in Europa, dovremmo cambiare la politica dell'Ue", ha concluso Tria. (Sit)
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