SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Congo-Kinshasa, Unhcr, 300 mila sfollati da inizio giugno a causa delle violenze nell’Ituri
 
 
Ginevra, 18 giu 16:30 - (Agenzia Nova) - Le recenti violenze nel nord-est della Repubblica democratica del Congo (Rdc) hanno causato oltre 300 mila sfollati dall'inizio di giugno. È quanto denunciato dal portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), Babar Baloch, hnel corso di un briefing con la stampa tenuto oggi preso la sede di Ginevra. “La situazione nella provincia dell’Ituri è peggiorata dalla metà della scorsa settimana, con attacchi multipli che hanno coinvolto i gruppi hema e lendu. Gli attacchi interetnici tra le due comunità avevano già portato a un massiccio spostamento verso la fine del 2017 e l'inizio del 2018, ma la situazione si era calmata”, ha ricordato il portavoce, che ha riferito di “massicci” spostamenti di popolazione in tre dei cinque territori amministrativi della provincia: Djugu, Mahagi e Irumu. “Le persone fuggono dagli attacchi e dai contrattacchi nel territorio del Djugu, con resoconti di entrambe le comunità che formano gruppi di autodifesa sono coinvolti in uccisioni per rappresaglia”, ha detto Baloch. L'Unhcr, ha proseguito il portavoce, teme che questa escalation possa inghiottire gran parte della provincia. “Siamo seriamente preoccupati per la sicurezza dei civili dopo aver ricevuto segnalazioni di uccisioni, rapimenti, mutilazioni e violenze sessuali che si scatenano contro le persone. La maggior parte degli sfollati ha cercato rifugio presso le comunità ospitanti. Circa 30 mila persone sono arrivate nei siti di dislocamento esistenti dove le condizioni erano già disastrose, con molte necessità, tra cui protezione e salute. Attualmente sono in corso operazioni militari nel territorio del Djugu per portare la situazione sotto controllo”, ha aggiunto. L'Unhcr, insieme ai suoi partner, sta collaborando con le autorità per ottenere un quadro più chiaro in quanto gli sfollati hanno urgente bisogno di riparo, beni di prima necessità per la casa e cibo. “La gente ora dorme all'aperto o in edifici pubblici, con la più grande concentrazione di sfollati (10 mila persone) che dormono nella chiesa di Drodro, nel territorio del Djugu, o in prossimità della stessa, senza alcuna assistenza valida”, ha denunciato Baloch. (Res)
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