SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Yemen, leader ribelli Houthi a "La Stampa", lotta fino alla morte per sconfiggere sauditi e statunitensi
 
 
Roma, 17 giu 16:30 - (Agenzia Nova) - L'unica aggressione è quella attuata dai sauditi ai civili yemeniti grazie al sostegno Usa: continueremo a resistere e a combattere, ai loro raid risponderemo con i i nostri missili, il denaro che arriva dall'Iran non è un'interferenza ma un aiuto alla popolazione. Lo ha dichiarato Seif al Washli, leader del consiglio di presidenza di Ansar Allah, la dirigenza dei ribelli Houthi in Yemen, in un'intervista a "La Stampa" rilasciata nel momento in cui l'acuirsi delle tensioni nel Golfo persico "rischia di avere ricadute pericolose sulla nostra popolazione". La situazione in Yemen è "ogni giorno più disastrosa, non solo da un punto di vista politico, ma da quello economico e umanitario", ha osservato Al Washli. "Non c'è cibo, mancano generi di prima necessità, medicinali, personale medico, la nostra gente deve fare i conti con la devastazione dei bombardamenti della coalizione saudita". Il leader ribelle ha osservato che non vi sono stati sostanziali passi in avanti dopo gli accordi di Stoccolma del dicembre 2018. "Non è cambiato molto. Da parte nostra abbiamo concesso alcuni spazi al personale delle Nazioni Unite nell'ambito di quel piano di pace che però i sauditi non stanno certo rispettando. Le nostre aspettative sull'operato Onu sono basse, sappiamo che possono fare poco specie dinanzi alle aggressioni dei sauditi e all'appoggio degli americani". "Questa guerra - continua - è iniziata prima di (Donad) Trump, in ogni caso gli Stati Uniti non sono mai stati onesta, né con (Barack) Obama né con Trump. Dapprima hanno appoggiato i sauditi fornendogli armi, logistica, intelligence, persino militari sul terreno che addestravano le forze saudite e yemenite. Poi hanno annunciato che si sarebbero tirati fuori dal conflitto, cosa che di fatto non è avvenuta ed è su questo che l'Onu dovrebbe condurre un'inchiesta. È solo propaganda". Il capo dei ribelli intende che "gli Stati Uniti si stanno infilando in questa guerra cavalcando le tensioni nel Golfo per allargare il conflitto su base regionale", osservando che "è un modo per giustificare il loro sostegno a Riad con cui, assieme a Israele e ad altre monarchie sunnite, hanno stretto un patto di ferro per stroncare l'Iran, il mondo sciita e la popolazione yemenita". In merito al sostegno dell'Iran, Al Washli ha dichiarato: "Guardate chi sta combattendo contro di noi, ci sono sudanesi, emiratini, sauditi, una coalizione di 17 Paesi, ma dall'altra parte non c'è un iraniano o un Hezbollah. Guardate cosa sta succedendo con i terroristi, non solo Al Qaeda ma anche l'Isis, che prima non c'era, si sta rafforzando in Yemen, esattamente come è accaduto in Siria. E ancora una volta dietro ci sono i soliti noti, sauditi in testa. Non permetteremo che accada di nuovo". In merito al denaro ricevuto da Teheran, il leader Houthi ha osservato: "I soldi che arrivano dall'Iran non rappresentano un'interferenza ma un aiuto alla nostra popolazione che altri paesi vorrebbero sterminare". Al Washli ha infine aggiunto: "La situazione politica è chiara, i sauditi non vogliono fermare le aggressioni, non vogliono fermare la guerra, noi cosa possiamo fare? Riad, senza gli Usa, non sarebbe in grado di combattere questa guerra, e se continuano ad attaccarci è solo perché dietro di loro c'è l'appoggio di Trump. Da parte nostra non ci sarà nessuna pace senza giustizia, nessuna tregua sino a quando l'America non si farà da parte. Sino ad allora risponderemo alle aggressioni, i nostri missili saranno la loro condanna". (Res)
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