SINGAPORE
 
Singapore: esportazioni in calo del 15,9 per cento a maggio
 
 
Singapore, 17 giu 05:27 - (Agenzia Nova) - Le esportazioni non petrolifere di Singapore hanno subito una contrazione del 15,9 per cento su base annua a maggio, secondo i dati ufficiali pubblicati oggi dall’agenzia per il commercio della Città-Stato. La contrazione, dovuta in parte al brusco calo delle esportazioni verso la Cina, è inferiore a quella del 16,5 per cento prevista in media dagli economisti, ma superiore alla contrazione del 10 per cento registrata nel precedente mese di aprile. Le esportazioni sono aumentate del 6,2 per cento su base mensile, dopo il calo dello 0,7 per cento registrato ad aprile a causa delle minori spedizioni di merci elettroniche e non elettroniche. Il calo delle esportazioni di prodotti elettronici a maggio è stato del 31,4 per cento su base annua. Le spedizioni di circuiti integrati, dischi di memoria e componenti Ic sono calate rispettivamente del 39,8, del 42,4 e del 54,2 per cento.

Singapore sperimenterà quest’anno il rallentamento economico più marcato tra tutti i paesi del Sud-est asiatico, conseguendo una crescita del prodotto interno lordo (pil) dell’1,9 per cento, contro la crescita del 3,1 per cento registrata nel 2018. E’ la proiezione formulata dall’Institute of Chartered Accountants in England and Whales (Icaew), che cita gli effetti del conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina sull’export della Città-Stato. “Come economia aperta e di piccole dimensioni, fortemente dipendente dall’export, la crescita di Singapore subirà probabilmente l’influenza più negativa”, recita il rapporto dell’Icaew. Secondo Mark Billington, direttore regionale dell’istituto per la Grande Cina e il Sud-est asiatico, le rinnovate tensioni commerciali tra le due maggiori economie del globo “giungono in un momento in cui la crescita dell’export attraverso la regione affronta già un ambiente esterno difficile. Con i suoi legami alla Cina e la dipendenza dall’export, Singapore sperimenterà il rallentamento del pil più marcato attraverso la regione, e la sua economia probabilmente scivolerà in recessione nel 2020, se le condizioni esterne subiranno un ulteriore deterioramento”.

Gli Stati Uniti hanno aggiunto Singapore, Malesia e Vietnam alla lista dei potenziali manipolatori della valuta, aumentando così la preoccupazione delle aziende che hanno deciso di spostare la produzione dalla Cina al Sud-est Asiatico per evitare i dazi statunitensi ai danni delle esportazioni cinesi. L’inclusione sulla lista dei paesi “attenzionati” dal dipartimento del Tesoro Usa non comporta alcun tipo di sanzione, ma intensifica le pressioni politiche e diplomatiche a carico dei paesi interessati, già sollecitati da Washington ad importare un maggior quantitativo di merce Usa. Singapore sconta già un deficit della bilancia commerciale nei confronti degli Stati Uniti, ma il suo inserimento nella lista dei potenziali manipolatori della valuta è legato agli interventi della città-Stato sui tassi di cambio, con un acquisto netto di valuta estera equivalente al 4,6 per cento del suo prodotto interno lordo nel solo 2018: ben oltre la soglia limite del 2 per cento fissata dal dipartimento di Stato.

Nel mirino di Washington c’è anche il surplus delle partite correnti di Singapore, che ammonta al 17,9 per cento. In un rapporto pubblicato martedì, 28 maggio, il dipartimento del Commercio afferma che “per raggiungere gli obiettivi di stabilità dei prezzi, le autorità (di Singapore) ricorrono di frequente all’intervento sui tassi di cambio, per aiutare a guidare i tassi e mantenerli entro la forbice obiettivo”. L’Autorità monetaria di Singapore ha diffuso una replica nella giornata di ieri, affermando che la città-Stato “non ricorre né può ricorrere ai tassi di cambio per ottenere vantaggi in termini di esportazioni o di attivo delle partite correnti”. Vietnam e Malesia, invece, sono tra i primi 10 paesi al mondo per attivo della bilancia commerciale nei confronti degli Usa, e vedranno aumentare le pressioni del governo Usa per “aumentare le importazioni e accettare l’apprezzamento delle loro valute”, ha commentato Teppei Ino, senior analyst presso Mufg Bank.

Un totale di 169 progetti di cooperazione sono stati firmati nel quadro di un'iniziativa di connettività Cina-Singapore. Lo ha riferito il mese scorso la stampa cinese. "Il valore complessivo dei progetti ha superato i 26,3 miliardi di dollari alla fine di aprile", ha spiegato Han Baochang, capo dell'ufficio di gestione dell'iniziativa dimostrativa Cina-Singapore (Chongqing) sulla connettività strategica. "La cooperazione ha riguardato principalmente quattro aree principali: i servizi finanziari, il trasporto aereo, la logistica e le tecnologie dell'informazione e della comunicazione", ha detto Han. L'iniziativa Cina-Singapore (Chongqing) sulla connettività strategica mira ad espandere la cooperazione in vari campi. Si tratta della terza iniziativa di cooperazione tra la Cina e Singapore, dopo il Parco industriale di Suzhou, istituito nella provincia orientale cinese di Jiangsu nel 1994, e l'Eco-città di Tianjin inaugurata nel 2008 nel nord della Cina.

Nell'ambito dell'iniziativa dimostrativa Cina-Singapore (Chongqing) sulla connettività strategica, alla fine di aprile è stata inaugurata una nuova rotta per il trasporto terrestre-marittimo che collega la municipalità di Chongqing, nel sud-ovest della Cina, e l'Indonesia. Un treno merci che trasporta 25 container di ricambi auto, del valore di oltre 5 milioni di yuan (circa 740 mila dollari), è partito da Chongqing il 26 aprile ed è stato trasportato via mare in Indonesia. Il trasporto ferroviario ha impiegato circa due giorni da Chongqing al Golfo di Beibu, nella regione autonoma della Cina meridionale del Guangxi; il tempo di trasporto totale verso il paese dell'Asia sud-orientale sarà ridotto a circa 20 giorni, circa i due terzi del tempo richiesto dal tradizionale trasporto fluviale e marittimo. La rotta fa parte del Nuovo Corridoio Internazionale Terra-Mare, un passaggio commerciale e logistico costruito congiuntamente dalle regioni provinciali della Cina occidentale e da Singapore. Finora, i treni merci hanno effettuato 915 viaggi attraverso il corridoio, che collega 173 porti in 73 paesi e regioni in tutto il mondo. 

In occasione della Conferenza sul dialogo delle civiltà asiatiche che si è tenuta mercoledì 15 maggio, il presidente della Cina, Xi Jinping, ha incontrato a Pechino il suo omologo di Singapore, Halimah Yacob. "I due paesi dovrebbero mantenere la tradizione di scambi ad alto livello in modo da fornire una guida strategica per lo sviluppo delle relazioni bilaterali", ha detto Xi che ha invitato le due parti a lavorare per uno sviluppo di alta qualità nella costruzione congiunta dell'iniziativa della Nuova via della seta, oltre a fare buon uso del nuovo corridoio internazionale per il commercio terrestre e marittimo e migliorare la cooperazione nei mercati terzi.

"I due paesi dovrebbero sostenere fermamente la globalizzazione economica e il multilateralismo, promuovere la solidarietà e la cooperazione tra i paesi asiatici e prendere la Conferenza sul dialogo delle civiltà asiatiche come un'opportunità per costruire insieme un'Asia migliore", ha aggiunto Xi. Halimah ha affermato che la conferenza porterà a esplorare benefici per le persone di tutto il mondo. "Singapore ha sostenuto con fermezza l'Iniziativa della Nuova via della seta sin dall'inizio ed è pronta ad approfondire gli scambi economici, commerciali, interpersonali e culturali con la Cina, oltre a sostenere congiuntamente il sistema commerciale multilaterale basato su regole", ha affermato Halimah. (Fim)
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