VENEZUELA
 
Venezuela: da domani un carnet speciale per l'ingresso dei colombiani sul territorio
 
 
Caracas, 16 giu 18:56 - (Agenzia Nova) - Il governo venezuelano ha annunciato che da domani, 17 giugno, sarà sviluppato un sistema di registrazione dei cittadini che varcano in entrata e uscita la frontiera con la Colombia. Un sistema, ha detto il commissario dello stato di Tachira, Freddy Bernal, pensato per garantire che "le attività alla frontiera si svolgano in pace e in armonia". Il processo verrà sviluppato grazie a un "Carnet di controllo migratorio frontaliero", un documento "unico e inviolabile", di cui dovranno dotarsi i colombiani in entrata sul territorio nazionale. Bernal ha garantito che lo sviluppo di questo programma permetterà nel giro di non molti giorni di aggiornare un archivio delle persone che passano abitualmente il confine nazionale tale che nel futuro, con il semplice riconoscimento dattilare, i colombiani potranno recarsi in Venezuela senza costo e in tempi rapidi.

La misura si produce poco dopo che il presidente Nicolas Maduro ha annunciato la riapertura del confine con la Colombia. Caracas aveva disposto la chiusura dei due collegamenti pedonali, oltre alle frontiere con Brasile e con le dipendenze olandesi nei Caraibi, lo scorso 23 febbraio, nel giorno in cui il leader oppositore Juan Guaidò e diversi governanti stranieri avevano organizzato dalla città colombiana di Cucutà l'ingresso nel paese di "aiuti umanitari" raccolti dalla comunità internazionale. Il governo venezuelano, che non aveva mai dato il consenso all'ingresso di mezzi stranieri sul territorio, aveva denunciato l'iniziativa come un tentativo mascherato di violare la sovranità nazionale, alimentando tensioni utili a "giustificare un'azione di forza" per far cadere il governo.

Quello dell'emergenza umanitaria è uno dei tanti temi attorno ai quali ruota la polemica tra il governo Maduro, le opposizioni e parte della comunità internazionale. Per Caracas gran parte di questa emergenza è conseguenza delle sanzioni comminate dagli Stati Uniti "in violazione del diritto internazionale": misure che privano il governo delle risorse utili a garantire la giusta assistenza alla cittadinanza. Emblematico è in queste ultime settimane il caso dei programmi assicurati dalla compagnia energetica Pdvsa per pazienti ricoverati all'estero, con fondi che - denuncia il governo - sono però bloccati presso istituti finanziari e banche che temono di agire contro il volere di Washington. Le opposizioni ritengono al contrario che l'emergenza sia figlia dell'incapacità del governo - preda di trame di corruzione- di amministrare le risorse. (Brb)
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