MOLDOVA
 
Moldova: Blocco Acum chiede sessione speciale parlamento
 
 
Chisinau, 20 mag 12:47 - (Agenzia Nova) - I 26 deputati del Blocco politico Acum chiedono l'organizzazione di una sessione speciale del parlamento della Moldova: lo ha annunciato uno dei leader del Blocco Acum, Andrei Nastase all'emittente televisiva privata "ProTV Chisinau". Secondo Nastase, la proposta è che la sessione speciale del parlamento venga organizzata il 21-22 maggio e che nell'occasione venga eletta la leadership del parlamento e gli organi di lavoro. "Proponiamo per il 21-22 una seduta speciale del parlamento in cui eleggere il presidente dell'organismo legislativo, le commissioni parlamentari, l'ufficio permanente e, naturalmente, che venga adottata un'agenda che riguarda l'interesse immediato dei cittadini della Moldova, comprese le elezioni locali", ha detto Nastase.

Allo stesso tempo, il politico afferma che "il Blocco Acum rimane aperto alla ricerca di soluzioni costituzionali, legali e morali con coloro che hanno dichiarato che desiderano la liberazione del paese dalla mafia e vogliono che il paese continui come uno Stato di diritto, non come uno Stato prigioniero". "Nella misura in cui queste persone (i socialisti) supereranno la paura, saranno coraggiosi e determinati a combattere, a unirsi a noi nella guerra con la mafia, con la povertà, con l'esodo di massa dal paese, noi siamo pronti", ha detto il deputato.

Secondo quanto affermato la scorsa settimana dal presidente moldavo Igor Dodon, la probabilità di arrivare a elezioni parlamentari anticipate in Moldova è del 90 per cento dato lo stallo nella formazione di un nuovo governo. Il capo dello Stato ha detto che, a suo parere, il Blocco politico Acum sta facendo del suo meglio per non sedersi al tavolo di discussione con il Partito socialista della Moldova per trovare un accordo politico. Le trattative tra i tre maggiori partiti vivono una fase di stallo dopo il risultato delle elezioni parlamentari dello scorso febbraio che hanno generato di fatto uno scenario di ingovernabilità. "Molti nostri sostenitori, dopo gli ultimi eventi, ci chiedono di non fare coalizione con le formazioni di destra. La maggior parte dei nostri sostenitori dicono questo", ha detto Dodon.

Secondo il capo di Stato, il Partito socialista sarebbe pronto a discutere il "pacchetto anti-oligarchico" del blocco Acum solo se i loro deputati accettano il leader dei socialisti, Zinaida Greceanii, come presidente del Parlamento. "Loro hanno detto che sostengono solo due progetti dei socialisti, ma noi invece dobbiamo sostenere tutte le loro iniziative. Le possibilità di una coalizione con il blocco Acum stanno diminuendo". Per quanto riguarda una possibile coalizione con il Partito democratico, Dodon ha chiarito che questo è praticamente impossibile. "Se il Partito democratico viene dal Partito socialista con una proposta e accetterà tutte le richieste, sarà possibile organizzare un incontro. Ma la decisione spetterà solo al Consiglio repubblicano dei socialisti. Se ci sarà una tale proposta, il Consiglio repubblicano verrà convocato. Ma non penso che questo accadrà", ha concluso Dodon.

La situazione politica in Moldova vive una nuova fase di stallo dopo l’esito delle elezioni parlamentari dello scorso febbraio che ha regalato al paese uno scenario tripartitico e sino a oggi l’ingovernabilità. Motivo per cui il presidente moldavo, Igor Dodon, ha chiesto lo scorso 23 aprile alla Corte costituzionale di interpretare diverse disposizioni della legge fondamentale per uscire dall’impasse. Nello specifico si chiedeva se il capo dello Stato avrebbe potuto avviare la procedura di consultazione con i gruppi parlamentari e quindi presentare la candidatura di un nome per la carica di primo ministro in assenza di una leadership del Parlamento. Ieri è arrivata la risposta della Corte in cui si sottolinea che il presidente non può nominare un premier senza che l’Assemblea nazionale si sia formalmente costituita. I giudici della Consulta di Chisinau hanno specificato che l'impossibilità di convocare una prima seduta costitutiva del Parlamento implica la sostanziale incapacità di Dodon di potere conferire l’incarico di primo ministro.

Secondo alcuni analisti, il presidente intendeva nominare un premier "neutrale" che avrebbe avuto però in Parlamento il sostegno del Partito democratico (Pd) e del Partito socialista moldavo (Psme). "L'unico modo per superare la crisi politica rimane l'elezione delle cariche parlamentari. Se ciò non accadrà nelle prossime 3-4 settimane, il Parlamento dovrà essere sciolto e bisogna indire elezioni anticipate, molto probabilmente in autunno", ha detto ieri Dodon all'agenzia di stampa russa "Tass". I nuovi parlamentari eletti dopo le elezioni parlamentari del 24 febbraio non hanno ancora eletto gli organi di governo a causa dell'impossibilità di formare una coalizione di maggioranza. I vari tentativi di formare una maggioranza parlamentare sono tutti falliti. Ci sono state varie discussioni tra i socialisti e i leader del Blocco politico Acum, nuova forza emersi all’ultima tornata elettorale, ma le loro posizioni sono rimaste lontane.

Inoltre Acum, nonostante i vari inviti da parte del Pd a dei negoziati per trovare un accordo, rifiuta una possibile alleanza con la formazione guidata da Vlad Plahotniuc già considerato in campagna elettorale "il capo della mafia moldava". Resta un'ultima soluzione, considerata da diversi osservatori la più plausibile: un'alleanza tra i democratici e i socialisti. Molti sostengono che a questo proposito tutto sarebbe già stato deciso a Mosca e che il tentativo dei socialisti di allearsi con Acum sarebbe stata solo una manovra politica. Tesi che verrebbe confermata dal fatto che alle consultazioni con il presidente moldavo, tra le forze più rappresentative solo Acum si è rifiutato di prendere parte ai colloqui. "La decisione della Corte costituzionale dimostra ancora una volta quanto in basso sia caduta questa istituzione", ha affermato ieri un esponente di Acum, il deputato Sergiu Litvinenco. "Il presidente del Parlamento è solo un moderatore delle sessioni plenarie e in tutto il mondo è così. E la sua esistenza o la sua mancanza non sono in grado di invalidare le disposizioni espresse della Costituzione secondo le quali il governo viene eletto con il voto della maggioranza dei deputati eletti e che le leggi vengono adottate con 51 voti", ha sostenuto Litvinenco. (Moc)
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