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Stati Uniti: Krugman su "la Repubblica", addio alla pax americana
 
 
Roma, 14 mag 09:40 - (Agenzia Nova) - L'economista e saggista statunitense, attualmente professore di Economia e di Relazioni Internazionali all'Università di Princeton, Paul Krugman, in un suo intervento su "la Repubblica" scrive che sua intenzione è far chiarezza su due concetti sbagliati che stanno arroventando il dibattito sul conflitto commerciale. "Non alludo alle idee sbagliate di Trump. Per quel che ne so, non ne sta azzeccando neanche una in politica commerciale. Tuttavia, credo che anche chi critica Trump commetta alcuni errori. Da un lato, sul breve periodo i costi di una guerra commerciale tendono a essere gonfiati. Dall'altro, le conseguenze a lungo termine di quello che sta accadendo sono molto più grandi di quello di cui la maggior parte delle persone sembra rendersi conto. Sul breve periodo, una tariffa doganale è una tassa. Punto. Le conseguenze macroeconomiche dei dazi dovrebbero pertanto essere considerate equiparabili alle conseguenze macroeconomiche di qualsiasi aumento d'imposta". "E questo implica - continua - la difficoltà di giustificare il fatto che la guerra commerciale possa provocare una recessione globale. Ma la politica commerciale non ha a che vedere soltanto con l'economia. Ha a che vedere anche con la democrazia e la pace. Negli Stati Uniti il sistema commerciale postbellico è nato dalla visione del segretario di stato di Franklin Delano Roosevelt, Cordell Hull, che vide nei rapporti commerciali tra le varie nazioni un mezzo per promuovere la pace. Quel sistema, con i suoi contratti multilaterali e i suoi regolamenti per limitare l'azione unilaterale, fin dall'inizio fu un elemento importantissimo della pax americana". (segue) (Res)
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