KOSOVO-SERBIA
 
Kosovo-Serbia: presidente Thaci auspica che vertice di Parigi apra la strada ad accordo
 
 
Pristina, 15 giu 16:32 - (Agenzia Nova) - Il vertice di Parigi, convocato per il prossimo primo luglio dal presidente francese Emmanuel Macron e dal cancelliere tedesco Merkel, aprirà la strada per un accordo tra Serbia e Kosovo. Lo ha detto il presidente kosovaro, Hashim Thaci, in un'intervista al settimanale francese "L’Express". Rispetto al prossimo incontro con la controparte serba, Aleksandar Vucic, a Parigi, il capo di Stato ha auspicato che i colloqui possano “spianare la strada per un accordo con la Serbia”. “Se non riusciremo a stabilire buoni rapporti con Belgrado – ha aggiunto - non diventeremo mai membri dell'Unione europea o della Nato. Questa è un'opportunità d'oro. Se perdiamo questa opportunità, i nostri figli saranno quelli che pagheranno per questa perdita”. Secondo Thaci, in caso di ulteriore stallo nei negoziati per la normalizzazione dei rapporti, si andrebbe incontro ad un "conflitto congelato, una situazione che rischierebbe di intensificarsi in qualsiasi momento”. Il presidente kosovaro si è detto “fiducioso nel pragmatismo e nella visione” del presidente francese, Emmanuel Macron. “È consapevole del problema e sa che è importante per l'Europa”, ha aggiunto.

Ieri il vice assistente del segretario di Stato Usa, Matthew Palmer, in un'intervista all'emittente "Radio Free Europe", ha dichiarato che l'iniziativa per la riconciliazione tra Kosovo e Serbia lanciata dal cancelliere tedesco Angela Merkel e dal presidente francese Emmanuel Macron non è alternativa al dialogo mediato dall'Unione europea. Secondo gli Usa, ha spiegato Palmer, i summit organizzati a Berlino e Parigi "sono pensati per aiutare il dialogo mediato dall'Ue per la normalizzazione dei rapporti tra Kosovo e Serbia". Palmer ha ribadito l'auspicio che Pristina cancelli i dazi imposti sulle importazioni di prodotti serbi in modo da permettere "quanto prima" la ripresa del dialogo con Belgrado. A modo di vedere del rappresentante Usa, "idealmente (la ripresa del dialogo) significherebbe reciproco riconoscimento e un percorso verso l'integrazione Ue di entrambi i paesi".

"Il Kosovo è interessato ad arrivare alla riconciliazione con la Serbia", ha detto nei giorni scorsi il primo ministro kosovaro Ramush Haradinaj nel suo discorso in piazza Skanderbeg a Pristina, in occasione del 20mo anniversario dell'ingresso delle truppe Nato in Kosovo alla fine del conflitto nei Balcani nel 1999. Parlando alla presenza dell'ex presidente Usa Bill Clinton, dell'ex segretario di Stato Madeleine Albright, del vice assistente del segretario di Stato Matthew Palmer, oltre che dei vertici politici di Kosovo e Albania, Haradinaj ha affermato che "la pace è fatta dai più forti". "Il nostro popolo vuole la riconciliazione con la Serbia", ha detto il premier kosovaro invitando il presidente serbo Aleksandar Vucic a "riconoscere il Kosovo nei suoi confini attuali". "Dovremmo concentrarci sulla creazione di nuovi posti di lavoro e sulla lotta alla corruzione nei nostri paesi", ha auspicato Haradinaj dicendosi pronto ad un accordo con Belgrado.

Il primo ministro kosovaro Haradinaj ha ribadito la scorsa settimana la sua opinione secondo cui i dazi sulle importazioni di prodotti serbi non sono un ostacolo per il dialogo tra Pristina e Belgrado. Secondo Haradinaj, è invece la mancanza di disponibilità da parte della Serbia al riconoscimento internazionale del Kosovo a danneggiare questo processo. "Abbiamo chiesto un accordo quadro che includa anche la libertà di movimento", ha affermato Haradinaj, che in vista del summit di Parigi del primo luglio ha sostenuto che, prima di andare avanti, dovrebbero essere chiari quelli che saranno i punti di un possibile accordo tra Kosovo e Serbia. "Se il dialogo riprenderà in autunno, dobbiamo avere un accordo quadro per sapere quello che il dialogo includerà", ha dichiarato il premier kosovaro, precisando nuovamente che i confini serbo-kosovari non possono in alcun modo essere oggetto di discussione.

Nel corso della sua recente visita a Berlino, dove ha incontrato il cancelliere tedesco Angela Merkel ed altri alti funzionari, il primo ministro kosovaro Haradinaj non ha discusso delle modifiche alle frontiere con la Serbia. Secondo quanto spiegato dallo stesso Haradinaj, "la questione non è stata all’ordine del giorno tra i temi discussi e non sarà più discussa". Il premier kosovaro ha quindi fatto sapere che la visita ha dato un impulso alla liberalizzazione dei visti, poiché il sostegno della Germania può anche incoraggiare altri paesi a sostenere il processo. Al centro della visita c’è stato il vertice di Parigi, convocato il prossimo primo luglio dal presidente francese Emmanuel Macron e dal cancelliere tedesco Merkel per rilanciare il dialogo tra Pristina e Belgrado. Sul vertice di Parigi, che segue quello di fine aprile a Berlino, non ci sarebbe ancora un'agenda precisa, stando alle dichiarazioni delle autorità di Pristina. Al summit di Berlino non sono emersi risultati concreti, se non quello di una riattivazione dei contatti tra Kosovo e Serbia e del ruolo di Francia e Germania come attori influenti nella regione dei Balcani. Pristina e Belgrado rimangono ferme sulle proprie posizioni, con il nodo decisivo del reciproco riconoscimento che viene posto dal Kosovo a giustificazione delle misure restrittive al commercio con la Serbia criticate dalla comunità internazionale.

Merkel ha subito chiarito in conferenza stampa che il summit non ha avuto l'obiettivo di trovare soluzioni immediate ma lo scopo è stato quello di passare in rassegna le varie situazioni nella regione per vedere "dove serve un impulso speciale" per favorire lo sviluppo economico e la stabilizzazione dei Balcani. La normalizzazione dei rapporti tra Kosovo e Serbia è certamente una di queste situazioni particolari, nella visione della Merkel, anche se rimane fondamentale capire che "la regione può andare avanti solamente insieme". L'istituzione dell'Associazione dei comuni a maggioranza serba del Kosovo, un tema accantonato negli ultimi mesi, potrebbe essere uno dei punti principali nell'agenda del summit di Parigi. "Dovremmo sempre tenere in mente che la Costituzione e le leggi del Kosovo sono la base per ogni azione. E riguardo l'Associazione si applicherà lo stesso principio", ha detto la portavoce del governo kosovaro Donjeta Gashi, commentando la possibilità che la questione dell'Associazione dei comuni a maggioranza serba possa riapparire sul tavolo delle discussioni. Ma secondo Gashi, Pristina intenderebbe attuare gli accordi internazionali ma solo nel rispetto delle leggi e della Costituzione del paese.

Un altro tema al centro del vertice di Parigi dovrebbe essere anche quello dei dazi al 100 per cento che Pristina ha imposto sulle importazioni dalla Serbia e dalla Bosnia. Un argomento affrontato anche durante il vertice di Berlino. Secondo il premier albanese Edi Rama, il cancelliere Merkel e il presidente francese Macron "con molta pazienza hanno chiesto più volte a Haradinaj di sospendere temporaneamente la decisione sui dazi, per un periodo di 4 o 6 mesi, impegnandosi di intervenire personalmente sul dialogo fra Kosovo e Serbia". Il premier albanese ha ammesso di essere "intervenuto due volte suggerendo a Haradinaj di accettare questa loro richiesta, pensando che il diretto coinvolgimento della Germania e della Francia è emerso quale una nuova opportunità favorevole per affrontare la questione della finalizzazione del dialogo, al più alto livello politico possibile. Gli ho detto che a mio parere si tratta di una proposta fantastica, che andrebbe accettata", ha sottolineato Rama. (Kop)
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