HONG KONG
 
Hong kong: provvedimento estradizioni, nuovi scontri tra manifestanti e forze dell’ordine
 
 
Hong Kong, 13 giu 04:23 - (Agenzia Nova) - La Polizia di Hong Kong è ricorsa a gas lacrimogeni e proiettili di gomma ieri, 12 giugno, per impedire a migliaia di manifestanti di fare irruzione presso la sede del Consiglio legislativo di Hong Kong, dove è in discussione un controverso emendamento di legge che consentirebbe per la prima volta l’estradizione di sospetti di reati verso la Cina continentale. Secondo le autorità di Hong Kong, gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine hanno causato almeno 70 feriti. La Polizia ha ammesso di essere ricorsa ai gas lacrimogeni per la prima volta dalle manifestazioni pro-democratiche del 2014. “I manifestanti hanno assalito più volte il cordone di sicurezza della Polizia, intraprendendo azioni pericolose come dare alle fiamme oggetti e utilizzare tubi in ferro appuntiti e mattoni per attaccare gli agenti, ignorando ripetutamente gli avvertimenti”, recita un comunicato diffuso dall’amministrazione di Hong Kong.

Da martedì migliaia di manifestanti bloccano le strade attorno alla sede del Consiglio legislativo di Hong Kong, costringendo i deputati a sospendere il dibattito sul controverso emendamento di legge. Attivisti pro-democrazia hanno chiamato a raccolta i cittadini affinché circondino l’edificio parlamentare da oggi, dopo l’annuncio da parte dell’assemblea, guidata da Andrew Leung, che l’emendamento potrebbe essere votato il prossimo 20 giugno. Le manifestazioni seguono quelle di domenica scorsa, 9 giugno, che a detta degli organizzatori hanno chiamato a raccolta oltre un milione di persone, in una delle marce più massicce dalla restituzione dell’ex colonia britannica alla Cina, nel 1997. Il capo esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, ha ribadito che la sua amministrazione intende ottenere l’approvazione del provvedimento quanto prima.

I media di Stato cinesi affermano che “forze straniere” stiano tentando di danneggiare la Cina alimentando il caos ad Hong Kong, dove domenica un milione di persone ha protestato contro un nuovo disegno di legge sulle estradizioni. In un editoriale pubblicato lunedì mattina, il quotidiano “China Daily” difende il provvedimento allo studio dell’amministrazione di Hong Kong: “Qualunque persona di giudizio equilibrato riterrebbe la proposta di emendamento un progetto di legge legittimo, sensibile e ragionevole, che rafforzerebbe lo stato di diritto e la giustizia ad Hong Kong”, sostiene l’editoriale. “Sfortunatamente, alcuni residenti di Hong Kong sono stati fuorviati dal fronte dell’opposizione e dai suoi alleati stranieri, per sostenere una campagna anti-estradizione”. Secondo l’editoriale, i cittadini di Hong Kong hanno ricevuto informazioni errate in merito alla proposta di emendamento, mentre altri protestano a fini politici. “Alcune forze straniere stanno cogliendo l’opportunità per avanzare la loro strategia tesa a danneggiare la Cina tramite il Caos ad Hong Kong”, ha scritto il “China Daily”, senza precisare l’identità di tali attori stranieri. Un altro quotidiano cinese, il “Global Times”, ha definito i gruppi di opposizione di Hong Kong e i loro sostenitori internazionali “Agitatori politici”.

Una vasta marcia di protesta contro il controverso disegno di legge dell’amministrazione di Hong Kong, che aprirebbe all’estradizione di cittadini dell’isola verso la Cina continentale, è degenerata in scontri e violenze tra forze dell’ordine e gruppi di manifestanti. Gli organizzatori affermano che alla protesta, che si è tenuta nella giornata di domenica, 9 giugno, abbia preso parte oltre un milione di persone: ciò farebbe della manifestazione la più massiccia dalla riunificazione di Hong Kong alla Cina, nel 1997. Il governo cittadino sta promuovendo un disegno di legge che autorizzerebbe le estradizioni verso qualunque paese non abbia sottoscritto un trattato con l’Isola, inclusa appunto la Cina continentale. La proposta ha generato un vasto movimento di protesta che ha unito vari segmenti della società e dell’opposizione politica di Hong Kong. La manifestazione si è svolta senza incidenti, ma dopo la mezzanotte l’intervento delle forze dell’ordine per disperdere manifestanti accampatisi fuori dalla sede del parlamento ha innescato scontri violenti.

La situazione ad Hong Kong è tesa. Il 4 giugno scorso, l’annuale veglia organizzata nella città per commemorare l’anniversario della sanguinosa repressione delle proteste di Piazza Tiananmen ha attratto oltre 180mila persone, un numero record nei 30 anni da quella triste pagina della storia cinese. Come ogni anno, la veglia al lume di candela è stata organizzata al Victoria Park di Hong Kong. A fornire la stima delle partecipazioni è stata l’Alleanza di Hong Kong per il sostegno ai movimenti democratici patrioti della Cina, che ha organizzato l’evento. “Sono commosso per l’immensa partecipazione”, ha commentato il presidente dell’Alleanza, Ho Chun-yan, un veterano dell’attivismo democratico di Hong Kong. Quest’anno gli organizzatori della manifestazione hanno tracciato un parallelo tra la soppressione delle proteste a Piazza Tiananmen e un controverso disegno di legge discusso dal Consiglio legislativo di Hong Kong, che apporterebbe modifiche alle attuali misure sull’estradizione, consentendo a singoli cittadini di essere estradati verso paesi coi quali l’Isola non abbia in vigore trattati formali di estradizione, come la Cina continentale.

Hong Kong ha ricordato il 30mo anniversario delle repressioni di Piazza Tiananmen, in Cina. Secondo documenti diplomatici e statistiche circolate negli scorsi anni, il bilancio della repressione delle proteste studentesche e pro-democratiche da parte del governo cinese fu compreso tra centinaia e 10mila vittime. Pechino ha sempre negato qualunque forma di repressione, e ancora oggi derubrica le violenze a una “sommossa controrivoluzionaria” e una “turbolenza politica” risolta, e che non necessita di alcun approfondimento. I movimenti democratici di Hong Kong, invece, commemora le vittime delle violenze sin dall’anno successivo Alle proteste del 1989. (Cip)
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