SRI LANKA
 
Sri Lanka: autorità arrestano un centinaio di sospetti estremisti islamici
 
 
Colombo, 27 mag 05:18 - (Agenzia Nova) - Le forze armate dello Sri Lanka hanno arrestato circa un centinaio di sospetti nel corso di quattro giorni di operazioni contro i resti dei gruppi estremisti islamici accusati degli attentati di Pasqua, che il mese scorso hanno causato 258 vittime. Lo hanno annunciato le autorità del paese nella giornata di ieri, 26 maggio. Circa 3mila militari sono stati schierati a Colombo e in aree circostanti la capitale, nonché in alcune altre città del paese, per fare da cordone contro la fuga durante le operazioni di ricerca dei sospetti, che si sono svolte a partire da giovedì scorso. Nei primi tre giorni di operazioni le autorità hanno tratto in arresto 87 persone, che sono state consegnate alla Polizia per proseguire le indagini a loro carico. “A questo punto il numero degli arresti effettuati ha probabilmente superato il centinaio”, ha dichiarato ieri sera un funzionario di sicurezza singalese, aggiungendo che parte degli arresti sono stati formalmente effettuati per traffico di droga o possesso illegale di armi.

Le autorità dello Sri Lnaka hanno annunciato l’estensione del coprifuoco all’intera Provincia Nord-occidentale (Nwp), immediatamente a nord di Colombo, dopo che le violenze interconfessionali innescate nel paese dagli attentati dinamitardi della domenica di Pasqua hanno causato la prima vittima. Un uomo di fede musulmana è stato accoltellato a morte da un gruppo di aggressori nell’area di Negombo, a nord della capitale Colombo, nonostante le autorità avessero già imposto un coprifuoco in quell’area. L’incidente, verificatosi nel corso del mese santo del Ramada, segue numerosi episodi di attacchi a luoghi di culto e negozi gestiti dalla comunità islamica singalese, a seguito degli attentati dinamitardi del mese scorso contro chiese e alberghi. Il primo ministro singalese, Ranil Wickremesinghe, ha dichiarato che il coprifuoco proseguirà, ed ha rivolto un appello a tutti i cittadini dello Sri Lanka a non prestare ascolto alle provocazioni o alle voci che circolano sulla rete, per non infiammare ulteriormente la situazione nel paese.

Il governo dello Sri Lanka ha annunciato il 13 maggio la proroga del blocco ai social media decretato nei giorni scorsi, dopo episodi di violenza inter-confessionale a Negombo, una delle città maggiormente colpite dagli attentati islamisti della domenica di Pasqua. L’annuncio della proroga del blocco dei “social” è giunta dopo nuovi episodi di violenza, stavolta a Chilaw, sulla costa occidentale del paese, dove ieri alcune decine di persone hanno scagliato sassi contro una moschea a negozi gestiti da fedeli musulmani. Le autorità hanno annunciato di aver arrestato un 38enne, Abdul Hameed Mohamed Hasmar, che con alcune incitazioni all’odio su Facebook avrebbe innescato la reazione violenta di ieri. Le autorità hanno arrestato anche un gruppo di persone accusate di aver scagliato pietre contro gli esercizi commerciali dei musulmani. Il blocco dei social media interessa anche applicazioni di messaggistica come Whatsapp e Viber.

Questo mese la Chiesa cattolica dello Sri Lanka ha rivolto un appello alla calma ed esortato all’astinenza dagli alcolici, dopo gli episodi di violenza a Negombo, una delle città maggiormente colpite dagli attacchi suicidi della domenica di Pasqua. Il 5 maggio scorso centinaia di militari e membri delle forze di sicurezza sono entrati nella città per imporvi il coprifuoco decretato dalle autorità del paese, a seguito di attacchi contro negozi, abitazioni e veicoli di proprietà di fedeli musulmani, la Chiesa di San Sebastiano, a Negombo, è una delle tre colpite dai terroristi il 21 aprile scorso, in una serie di attacchi suicidi che hanno causato in tutto 257 vittime. Nella serata di ieri, la Polizia singalese ha dichiarato che la situazione nella città è stata posta “totalmente sotto controllo”. L’arcivescovo di Colombo, Malcolm Ranjit, ha visitato ieri la parte cattolica di Negombo nota come “piccola Roma”, e si è rivolto alle autorità perché chiudano temporaneamente gli esercizi che vendono alcolici in quei quartieri.

Le autorità singalesi hanno proclamato il coprifuoco a Negombo, città vicina alla capitale Colombo, in risposta all’aumento delle tensioni tra le diverse comunità religiose del paese dopo gli attentati suicidi della domenica di Pasqua. Un ufficiale della Polizia singalese ha dichiarato che il coprifuoco notturno è stato proclamato per prevenire una escalation della violenza di gruppo: oltre 100 fedeli cristiani hanno perso la vita proprio a Negombo, in uno degli attentati a chiese e alberghi che hanno colpito lo Sri Lanka il giorno di Pasqua. Nei giorni scorsi la città è stata teatro di episodi di violenza col danneggiamento di diversi veicoli, anche se fortunatamente non è stata registrata alcuna vittima. Il principale aeroporto dello Sri Lanka si trova proprio nell’area di Negombo, ma secondo le autorità le operazioni sono proseguite senza alcuna interruzione.

Le autorità dello Sri Lanka hanno decretato l’espulsione dal paese di oltre 600 cittadini stranieri, inclusi 200 predicatori islamici, in risposta agli attentati terroristici della domenica di Pasqua, che pure sono stati formalmente imputati a un gruppo islamista domestico. Il ministro degli Affari interni, Vajira Abeywardena, ha dichiarato che i predicatori erano entrati nel paese legalmente, ma avevano ecceduto i termini previsti dai loro permessi di soggiorno; i predicatori sono stati sanzionati ed espulsi dal paese. “Considerata l’attuale situazione nel paese, abbiamo deciso di rivedere il sistema dei visti, e di inasprire le restrizioni ai visti per i predicatori religiosi”, ha dichiarato il ministro. Tra i cittadini stranieri espulsi (dopo gli attentati), circa 200 erano predicatori islamici”. Gli attentati dinamitardi che hanno ucciso 257 persone e ne hanno ferite oltre 500 la domenica di Pasqua sono stati pianificati da un predicatore locale che aveva viaggiato nel Sud dell’India e stretto contatti con militanti islamisti stranieri. Il ministero degli Affari interni non ha fornito la nazionalità delle persone espulse, ma la Polizia ha riferito che molti degli stranieri che hanno ecceduto i termini dei loro permessi di soggiorno provenivano da Bangladesh, India, Maldive e Pakistan.

Gli attentati dinamitardi che hanno colpito lo Sri Lanka causeranno un danno all’economia del paese, limitando la crescita del prodotto interno lordo singalese a circa il 3 per cento nel 2019. Lo ha dichiarato la scorsa settimana il ministro di Stato delle Finanze dello Sri Lanka, Eran Wickramaratne, che comunque ha espresso una proiezioni più ottimistica rispetto al consenso degli economisti, a cui parere il Pil singalese crescerà quest’anno di circa il 2,5 per cento. Organizzazioni internazionali come il Fondo monetario internazionale (Fmi) e la Banca asiatica di sviluppo (Adb) non hanno ancora rivisto le proiezioni relative all’economia dello Sri Lanka alla luce degli attentati e dei loro effetti sul turismo, che è uno dei settori economici trainanti del paese. L’Fmi prevede per quest’anno una crescita dell’economia singalese del 3,5 per cento, mentre l’Adb non ha ancora rivisto la sua proiezione di crescita del 3,6 per cento. Lo scorso anno Colombo ha conseguito una crescita economica del 3,2 per cento. (Inn)
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