ALBANIA
 
Albania: Calavera (Commissione Ue), "ingiustificati gli attacchi alla riforma giudiziaria"
 
 
Tirana, 24 mag 14:33 - (Agenzia Nova) - Gli attacchi alla riforma giudiziaria sono ingiustificati: lo ha affermato il direttore per i Balcani occidentali presso la Commissione europea, Genoveva Ruiz Calavera, che copre anche l'incarico di Capo dell'Operazione internazionale di monitoraggio, (Oim) organo istituito dall'Unione europea e gli Stati uniti per assistere il processo di rivalutazione dei magistrati, teso a ripulire il sistema dagli elementi corrotti, incapaci e sospettati di legami con la criminalità. In una sua lunga opinione, pubblicata dalla delegazione dell'Ue a Tirana, Calavera sottolinea che "alcune persone possono temere la riforma giudiziari, e sono disposti ad ostacolarla, ma ciò non potrà essere consentito", scrive Calavera. La sua reazione avviene dopo che il presidente albanese della Repubblica, Ilir Meta, ha messo in dubbio il successo della riforma, attaccando anche la missione europea di assistenza giuridica all'Albania, Euralius.

"E' la responsabilità di tutte le istituzioni albanesi, dei partiti politici e della società civile di assicurare che attraverso questo processo viene garantito il rafforzamento dell'indipendenza, dell’imparzialità e della responsabilità della magistratura", scrive la direttrice per i Balcani occidentali, osservando che "i prossimi mesi saranno decisivi mentre l'Albania passerà dalla fase di transizione della riforma giudiziaria a quella della sua piena attuazione. Gli organi di rivalutazione garantiranno l'esame dei casi prioritari, in modo che le nuove istituzioni possano essere completate". Calavera conclude la sua opinione ribandendo che "l'Ue, insieme agli Stati Uniti all'Oim, continuerà a sostenere questo processo in modo che il popolo albanesi possa trarre beneficio dalla riforma e si senta orgoglioso del cambiamento che ha richiesto e di cui ha tanto bramato".

L'andamento della riforma giudiziaria ha suscitato polemiche tra il presidente Meta e la Delegazione dell'Unione europea a Tirana. Il Capo dello Stato ha dichiarato che “in molti lo considerano un successo. Ma a distanza di tre anni dalla sua approvazione – ha affermato - potrei dire che se fosse stato veramente un successo, l'Albania non sarebbe rimasta nemmeno un minuto senza la Corte costituzionale", del tutto bloccata a seguito del processo di verifica dei magistrati. Dei nove membri che la compongono, la Corte è praticamente ferma, poiché solo uno è riuscito a passare la verifica dei patrimoni, della formazione professionale e dell'integrità morale. Il capo dello Stato ha parlato di un processo avanzato "con le retoriche e le pressioni. La riforma non potrebbe essere fatta basandosi sui singoli nomi, ma nel rispetto degli standard". Il presidente della Repubblica ha criticato anche il ruolo della missione europea di assistenza giuridica, Euralius, che a suo parere sarebbe diventato parte dei "giochi politici" con la riforma.

Non si è fatta attendere la replica della Delegazione dell'Unione europea, secondo la quale "la professionalità, l'impegno e l'integrità di Euralius vanno lodati. Il loro aiuto è stato indispensabile per portare avanti l'agenda delle riforme", si legge nella dichiarazione della Delegazione. La riforma giudiziaria, tesa a ripulire il sistema dai magistrati corrotti, incapaci e sospettati di legami con la criminalità è stata fortemente sponsorizzata dall'Ue e dagli Stati Uniti. La Commissione europea e le altre istituzioni dell'Ue lo hanno considerato "un atto importantissimo che non trova precedenti, in nessuno degli altri paesi candidate o in via di adesione all'Unione". A parere della delegazione Ue "si tratta di un processo complesso, ma che si trova sulla giusta via".

“È importante – prosegue la dichiarazione della Delegazione Ue - che tutte le istituzioni lo sostengano. Una volta concluse le procedure per la selezione dei candidati, tutte le istituzioni competenti, inclusa la presidenza della Repubblica, devono garantire la nomina dei candidati con la massima priorità". Il capo della Stato, dovrebbe scegliere tre membri della Corte tra nove candidati che gli saranno proposti. Altri tre saranno nominati dal parlamento e il resto dalla Corte Suprema. Sul caso è intervenuto anche il premier Edi Rama, secondo il quale "grazie al processo della verifica, oggi la Corte costituzionale è una culla vuota, ma senza avere dentro il diavolo. E ciò è più della metà di un lavoro che richiede pazienza", ha scritto Rama su Twitter. Mentre per la Delegazione Ue "la riforma giudiziaria e il processo di integrazione europea devono essere una priorità per ogni politico albanese, devono essere motivo di unità e non di divisione".

Alle dichiarazioni della delegazione Ue e del premier Rama ha replicato poi Tedi Blushi, il portavoce di Meta, riconfermando la posizione del presidente della Repubblica. "Il capo dello Stato non impedisce a nessuno di cantare vittoria, sia in coro che singolarmente", aggiungendo che Meta "non solo ha fatto tutti i possibili sforzi, in modo trasparente e sistematico, documentato ed informalmente, ma proseguirà i propri sforzi per il rispetto della costituzione nell'attuazione della riforma giudiziaria, per evitare i ritardi, il collasso, l'attuazione unilaterale e il controllo del sistema. Il presidente, nel rispetto anche dei cittadini – sottolinea la reazione del portavoce – non si stancherà, anche in futuro, di lavorare in questo spirito" (Alt)
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