CIPRO-REGNO UNITO
 
Cipro-Regno Unito: ministero Esteri Londra, chiesto ad Ankara de-escalation in Zee
 
 
Nicosia, 16 mag 17:15 - (Agenzia Nova) - Il ministero degli Esteri del Regno Unito (Foreign and Commonwealth Office) ha reso noto oggi di aver chiesto alla Turchia di interrompere le attività di perforazione a largo di Pafo (parte sud-occidentale dell’isola) dato che trattasi di un'area "in cui la sovranità è in discussione". Il ministero ha quindi confermato la posizione espressa dal ministro per l’Europa britannico, Alan Duncan, in un recente intervento alla Camera dei comuni, in cui ha detto che le perforazioni non dovrebbero essere avviate in aree dove la sovranità è oggetto di disputa. In una breve dichiarazione, il ministero ha rilevato che il Regno Unito sta seguendo con preoccupazione gli sviluppi nel Mediterraneo orientale. "Vorremmo vedere la situazione ridimensionarsi", si legge nella dichiarazione. "Con riferimento alle perforazioni pianificate dalla Turchia, come dichiarato dal ministro per l'Europa e le Americhe il 14 maggio, la posizione del Regno Unito è che, in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, le trivellazioni esplorative non dovrebbero procedere in nessuna area dove la sovranità è sotto discussione. Abbiamo invitato la Turchia a non perforare in quest'area", si sottolinea nella dichiarazione in cui si evidenzia che l'Onu ha continuato a "riconoscere il diritto sovrano della Repubblica di Cipro di sfruttare il petrolio e il gas nella sua Zona economica esclusiva riconosciuta a livello internazionale”.

Oggi il governo cipriota ha detto di aspettarsi che la posizione del Regno Unito sulla questione della Zona economica esclusiva di Cipro sia in linea con la legge internazionale e con la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, come ribadito dal suo portavoce, Prodromos Prodromou. "Il presidente della Repubblica (Anastasiades) si aspetta dalla Gran Bretagna di avere una posizione in linea con la legge internazionale, la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e, naturalmente, in linea con la posizione espressa fin dall'inizio dal ministro degli Esteri del Regno Unito, in linea con la posizione generale dell'Ue, annunciata dalla vicepresidente della Commissione, signora Mogherini”, ha aggiunto Prodromou. Prodromou ha chiarito che Anastasiades ha spiegato all'inviato speciale delle Nazioni Unite, Jane Holl Lute, che la violazione dei diritti sovrani della Repubblica nella sua Zona economica esclusiva non aiuta a creare il clima appropriato e non consente la ripresa del dialogo al fine di risolvere la questione cipriota. Inoltre, Prodromou ha affermato che Anastasiades ha nuovamente ribadito al rappresentante Onu la disponibilità della parte cipriota greca a partecipare a una nuova serie di colloqui, al fine di raggiungere una soluzione praticabile e funzionale al problema di Cipro.

Il presidente cipriota Nicos Anastasiades ha definito ieri “inaccettabili” le dichiarazioni del ministro per l’Europa britannico, Alan Duncan, secondo cui le perforazioni alla ricerca di idrocarburi non dovrebbero essere avviate in aree dove la sovranità è oggetto di disputa. Duncan ha così risposto martedì alla Camera dei Comuni di Londra ad una interrogazione sulla decisione della Turchia di avviare le prospezioni nella Zona economica esclusiva (Zee) di Cipro. Secondo Anastasiades una simile dichiarazione sarebbe “inaccettabile” sottolineando che il ministro britannico “si è comportato allo stesso modo in passato”. Il capo di Stato ha inoltre annunciato che necessarie rimostranze saranno fatte al primo ministro britannico Theresa May.

Ieri l'Alto commissario britannico Stephen Lillie è stato richiamato al ministero degli Esteri di Nicosia per chiarimenti circa le dichiarazioni di Duncan. Parlando dopo la riunione di governo, il portavoce Prodromos Prodromou ha dichiarato che le autorità di Nicosia porteranno avanti le proprie iniziative a Londra attraverso l'Alto Commissario "sulle dichiarazioni infelici" dal ministro per l'Europa britannico. "Il governo di Cipro farà dichiarazioni ufficiali al governo britannico su quanto è stato detto sulla Zee di Cipro", ha affermato Prodromou chiarendo che il presidente Anastasiades invierà a breve una lettera a premier May sulla questione.

Sulle attività della Turchia nella Zee cipriota, si è espresso martedì anche il presidente greco Prokopios Pavlopoulos durante la sua visita a Pechino. Occasione in cui il capo di Stato ha reso noto di avere ricevuto “comprensione” da parte dell’omologo cinese Xi Jinping sulla posizione di Atene rispetto alle azioni condotte dalla Turchia. Pavlopoulos ha incontrato a Pechino il capo di Stato cinese nell’ambito della sua visita di Stato in Cina. "Ho spiegato che la soluzione del problema di Cipro basata sul rispetto della sovranità di Cipro, così come la difesa della Zee di Cipro - che è anche una Zee dell'Unione europea – richiedono il rispetto sia per il diritto internazionale e diritto europeo. E penso, senza voler esagerare in questa direzione, che c'è una comprensione da parte della Cina, che è estremamente importante dato che, in questo momento, abbiamo anche la comprensione sia degli Stati Uniti che della Natp e, in particolare, della Unione europea”, ha dichiarato Pavlopoulos.

"Noi greci consideriamo la Grecia parte della comunità internazionale, come partner dell'Ue, e stiamo lavorando in questo contesto", ha aggiunto il presidente greco che rispetto ai rapporti con la Cina ha detto: “Abbiamo chiarito che stiamo perseguendo le migliori relazioni possibili con la Cina, ma sempre nel pieno rispetto del diritto internazionale per quanto riguarda le relazioni economiche e il commercio, l'acquis europeo e il quadro europeo per le stesse relazioni”. Il capo di Stato ellenico ha osservato che "è nell'interesse della Cina e dell'Occidente e dell'Europa lavorare insieme in questa direzione, perché questa cooperazione economica sarà la base per una più ampia cooperazione e co-creazione a livello internazionale, di cui tutti abbiamo bisogno”. Pavlopoulos ha aggiunto che il fondamento di questa cooperazione potrebbe e dovrebbe essere il “Dialogo delle civiltà”.

Anche il commissario europeo per l'Allargamento e la politica di vicinato, Johannes Hahn, ha detto nei giorni scorsi di condividere la “grave preoccupazione” del ministro degli Esteri cipriota, Nicos Christodoulides sui piani di trivellazione della Turchia all'interno della Zona economica esclusiva (Zee) di Cipro. Hahn e Christodoulides si sono incontrati a Bruxelles, a margine del recente Consiglio Affari esteri. Il commissario europeo ha reso noto su Twitter di avere avuto "un buon incontro con il ministro degli Esteri di Cipro, Nikos Christodulides", rilevando che condivide "la sua grave preoccupazione per i piani di trivellazione della Turchia nella zona economica esclusiva di Cipro". Secondo quanto riferito dai media ciprioti, il capo della diplomazia di Nicosia ha informato i suoi omologhi sulle ultime provocazioni della Turchia all'interno della Zona economica esclusiva dell'isola (Zee). A margine Christodoulides avrebbe anche organizzato una serie di incontri con altri ministri degli esteri dell'Ue. Una posizione comune all’Ue dovrebbe arrivare al prossimo vertice informale del Consiglio europeo all'inizio di giugno, come annunciato all’ultimo summit di Sibiu in Romania dallo stesso presidente, Donald Tusk.

La Turchia ha emesso nei giorni scorsi un nuovo avviso di navigazione, annunciando il blocco della navigazione in un'area a sud delle acque territoriali greche, entro l'arcipelago di Castelrosso, per un'esercitazione militare. La Turchia intende bloccare l'area per un'esercitazione navale con munizioni. Questo avviso è solo l'ultimo di una delle tante azioni turche per mettere pressione ad Atene, Nicosia e i loro alleati nella zona. Pochi giorni fa, infatti, ha suscitato clamore l'attività esplorativa di una imbarcazione turca nella Zona economica esclusiva (Zee) di Cipro. Nicosia ha sollevato la questione davanti alle istituzioni Ue. (Res)
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