SUDAFRICA
 
Sudafrica: presidente Ramaphosa giura come parlamentare, il vice Mabuza rinuncia
 
 
Pretoria, 22 mag 14:50 - (Agenzia Nova) - Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha giurato oggi come deputato del Congresso nazionale (Anc), il partito vincitore delle elezioni generali dell’8 maggio, al parlamento di Città del Capo. Il giuramento, come riferisce la stampa sudafricana, è avvenuto mentre il suo vice David Mabuza ha rinunciato a farlo chiedendo un rinvio per via delle accuse di corruzione che pendono su di lui. “Il vicepresidente ha dichiarato che vorrebbe avere l'opportunità di affrontare queste accuse”, si legge in una dichiarazione diffusa dall’Anc. Nei mesi scorsi la Commissione per l'integrità dell'Anc ha accusato Mabuza di “aver messo in cattiva luce il partito” con la sua condotta. Nel frattempo prosegue la cerimonia di giuramento dei deputati del nuovo parlamento, che sempre nella giornata di oggi dovranno eleggere i presidenti dei due rami legislativi (l’Assemblea nazionale e il Consiglio nazionale delle province) e il nuovo capo dello Stato che, in base ai risultati elettorali, sarà espressione dell’Anc. Scontata dunque la conferma del presidente in carica Cyril Ramaphosa, già alla guida del paese dal febbraio 2018. Quest’ultimo sarà il sesto presidente eletto del Sudafrica dalla fine del regime dell’apartheid, nel 1994.

La cerimonia d’insediamento è invece prevista per il prossimo 25 maggio e vi sono attesi circa 4.500 invitati, fra cui tutti i capi di Stato e di governo della Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe (Sadc), oltre che leader di paesi africani appartenenti alle altre organizzazioni economiche regionali continentali, all'Unione africana e ad altre organizzazioni internazionali. Alle elezioni dell’8 maggio l’Anc, pur conquistando il 57,5 per cento e la maggioranza assoluta dei seggi (230), ha ottenuto il suo peggior risultato dalla fine dell’apartheid, perdendone ben 19 rispetto alle elezioni del 2014. Al secondo posto si è classificata l’Alleanza democratica (Da), che si è confermata il secondo partito del paese con il con il 20,8 per cento (84 seggi, cinque in meno rispetto l 2014), seguita dai Combattenti per la libertà economica (Eff) che hanno ottenuto il 10,8 per cento (44 seggi, ben 19 in più delle precedenti elezioni). Il tasso di affluenza alle urne è stato invece pari al 66 per cento (17,6 milioni). Un totale di 26,7 milioni di elettori sono stati chiamati al voto per rinnovare i 400 membri del parlamento (200 deputati nazionali e 200 rappresentanti delle nove province del paese). (Res)
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