SPECIALE ENERGIA
 
Speciale energia: Iraq, la visita di Abdul Mahdi in Arabia Saudita conferma la politica di apertura di Baghdad
 
 
Baghdad, 19 apr 14:00 - (Agenzia Nova) - Riveste particolare significato la visita condotta questa settimana in Arabia Saudita dal capo del governo dell’Iraq, Adel Abdul Mahdi. La nascita del suo esecutivo, nell’ottobre scorso, era stata interpretata dalla pressoché totalità degli osservatori locali e internazionali come un segnale di riavvicinamento di Baghdad all’Iran. Le indicazioni in tal senso erano diverse. Da una parte lo suggeriva il curriculum di Abdul Mahdi, che fin dai primi anni Ottanta si era avvicinato alle idee dell’ayatollah Ruhollah Khomeini aderendo a quel Supremo consiglio islamico iracheno (Isci) che inizialmente era composto da esiliati iracheni a Teheran. Ne sarebbe diventato il rappresentante in Iran tra il 1992 e il 1996. Dall’altra parte, pesavano le dinamiche che avevano portato alla nascita del nuovo governo. L’ipotesi di un nuovo mandato per l’ex premier Haider al Abadi era decaduta a seguito delle rivolte scoppiate a partire dall’estate del 2018 a Bassora, principale città del sud del paese, aizzate secondo alcune fonti proprio da milizie sciite legate all’Iran. Non vi è dubbio che Teheran fosse insoddisfatta dall’operato di Abadi, considerato troppo vicino agli Stati Uniti. La rottura si era avuta probabilmente dopo che l’allora premier iracheno aveva annunciato l’intenzione di sostenere le nuove sanzioni che all’epoca gli Stati Uniti stavano preparando contro l’Iran. Chiusa l’esperienza Abadi, il nome di Adel Abdul Mahdi era uscito fuori dopo una riunione a Beirut tra i leader delle prime due forze politiche sciite irachene – il predicatore Moqtada al Sadr e il leader della Mobilitazione popolare Hadi al Ameri – e il generale Qassem Soleimani, capo della Forza Qods dei Guardiani della rivoluzione islamica. Una simile gestazione aveva suggerito a molti analisti che l’Iraq avrebbe assunto una posizione più allineata a quella dell’Iran nel quadro dei polarizzati equilibri regionali, come peraltro già accaduto nei primi anni di governo di Nouri al Maliki. In realtà, prima con le dichiarazioni d’intenti e poi con i fatti, il nuovo governo di Abdul Mahdi ha conseguito una politica estera sorprendentemente equilibrata. (Irb)
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