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Balcani: presidente commissione Esteri Camera, missione Kfor esempio approccio regionale

Roma, 16 mag 2019 15:06 - (Agenzia Nova) - La missione della Nato in Kosovo (Kfor) rappresenta un esempio valido anche riguardo l’approccio che l'Alleanza dovrebbe tenere per affrontare le sfide nella sponda sud. Lo ha detto la presidente della commissione Esteri della Camera dei deputati, Marta Grande, in apertura del convegno organizzato dalla Nato Foundation sulle "Prospettive nei Balcani" presso l'Aula dei Gruppi parlamentari. “I Balcani sono una regione a noi vicina sia storicamente che geograficamente”, ha osservato Grande definendo la regione “una cerniera tra Occidente e Oriente, tra Europa e Asia, tra cattolicesimo, ortodossia e islam”. Con la fine della guerra fredda, ha proseguito, “l’area posta tra Adriatico e Sava, sospesa tra integrazione euro-atlantica e vicinanza russa, è divenuta versante sud orientale dell’Ue”. E alle “tradizionali fragilità” si sono aggiunte “nuove sfide transnazionali”: l’immigrazione, il radicalismo e la criminalità organizzata “che hanno richiesto una “risposta sempre più assertiva” da parte della Nato e dell’Ue.

Secondo la presidente della commissione Esteri della Camera, i Balcani occidentali sono quindi un “hub di lavoro per paesi dell’Alleanza atlantica", in quanto quelli della regione sono Stati che si trovano "nel mezzo del processo di consolidamento", “ancora oggi percorsi da faglie sotterranee e da fratture profonde”. Grande ha quindi ricordato la missione Nato Kfor, il cui mandato è stato rinnovato l’anno scorso e “ci accingiamo a riconfermare nelle prossime settimane”. Secondo Grande, queste fratture, sommate a “vecchie tensioni nazionalistiche mai sopite”, possono rappresentare un rischio di instabilità per l’Europa anche a causa della diffusa presenza di foreing fighter tornati in patria dopo i conflitti in Medio Oriente.

“I Balcani sono il nuovo banco di verifica dell’effettività della Nato”, ha dichiarato Grande secondo cui la capacità di gestire le minacce ibride, non solo nel fianco orientale ma anche meridionale, rappresenta anche una possibilità di dimostrare la persistente rilevanza dell'Alleanza atlantica a livello globale. Questo ruolo spetta anche all’hub per il sud di Lago Patria: in questo senso, Grande ha sottolineato l’importanza di “un approccio a 360 gradi” da parte della Nato, che non deve guardare solo a est ma anche a sud. Dal 2016, ha osservato, si sta recuperando una “visione a tutto tondo”, come attestato proprio dalla creazione dell’hub per il sud voluta dall'Italia. “In uno scenario altamente frammentato e imprevedibile, l’impegno dell’Alleanza deve essere solido e ben definito, caratteristiche che ancora continuano a mancare”, ha dichiarato la deputata evidenziando d’altra parte l’esempio rappresentato dalla missione in Kosovo, con il “contributo rilevantissimo” da parte dell’Italia attestato dalla guida della missione affidata da anni proprio a Roma.

Grande ha infine parlato dell’integrazione dei Balcani nell’Ue. A suo modo di vedere, la data del 2025 per l'adesione di Serbia e Montenegro nell’Ue è una “scadenza così lontana nel tempo, che difficilmente potrà suscitare entusiasmo nella società civile” dei paesi. La presidente della commissione Esteri ha quindi denunciato un “atteggiamento ambivalente” dell’Ue riguardo l’allargamento ai Balcani, un approccio che rischia di "contribuire ad un ulteriore deterioramento” della percezione del progetto comune europeo nella popolazione. Secondo Grande, l’integrazione dei Balcani deve essere al centro della politica estera italiana ed delle prossime istituzioni dell'Ue, che emergeranno dal voto di fine mese. (Pav)
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