SPECIALE ENERGIA
 
Speciale energia: innovazione e opportunità, grandi aziende si confrontano a Roma per il primo "Innovation day" di Acea
Roma, 22 mag 14:00 - (Agenzia Nova) - L’innovazione come un'opportunità per esaltare la propria vocazione industriale, anche in campo energetico e infrastrutturale. Senza mai dimenticare i cambiamenti nella società che, inesorabilmente, modificano le abitudini delle persone anche in termini di consumo. Le più grandi aziende italiane nel campo energetico si sono confrontate ieri mattina a Roma sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dalle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale per la gestione delle reti e la distribuzione di energia. Ad organizzare questo primo "Innovation Day" è stata Acea che per l’occasione, presso lo Spazio 900 dell’Eur, ha svelato anche gli ultimi ‘gioielli’ dell’innovazione: dal lampione smart, capace di monitorare la qualità dell’aria alle condizioni meteorologiche, ai droni per le ispezioni termografiche per rilevare eventuali perdite nelle condotte. Senza dimenticare il "Water Management System", utilizzati per analizzare e monitorare i dati provenienti dalla rete idrica. Ampio spazio è stato dedicato alla collaborazione avviata da Acea nell’ultimo anno con il mondo delle startup, che ha dato vita a oltre 15 sperimentazioni che hanno coinvolto diverse direzioni e aree industriali del Gruppo. Novità ed innovazioni tecnologiche di cui si è discusso nel corso della tavola rotonda "Innovazione e futuro sostenibile delle Multiutilities", tra intelligenza artificiale, utilizzo dei dati e nuovi modelli organizzativi’, a cui ha partecipato anche il padrone di casa Stefano Donnarumma, amministratore delegato di Acea. Accanto a lui Luca Valerio Camerano ceo A2A, Luigi Ferraris ceo Terna, Paolo Gallo ceo Italgas, Vincenzo Loia professore di Management & Innovation Systems Disa-Mis, Dip. di Scienze Aziendali Uni Salerno, ed Elisabetta Ripa ceo Open Fiber. "La rivoluzione della misurazione del gas o dell'acqua è un aspetto importantissimo", ha voluto subito rimarcare Donnarumma, ricordando che "nell’idrico, contrariamente all'energia o al gas, ancora non sono arrivati contatori digitali di massa. Ma quello che si scopre misurando in modo digitale è che le perdite non sono proprio quelle di cui si parla, il 38 per cento, e che la gestione di un acquedotto si può ottimizzare non solo per ridurre le perdite ma per la gestione della risorsa alla fonte". "È molto importante - ha rimarcato - correlare l'aspetto della disponibilità di un dato, la sua gestione e la pianificazione industriale. Per questo servono i giusti investimenti. Qui si rivoluziona davvero tutto". "Il tema dell’innovazione - ha sottolineato invece Paolo Ferraris di Terna - è un elemento chiave anche per il mondo delle multiutilities, con cambiamenti che hanno un forte impatto. L’avvento dell’energia rinnovabile è stato il primo generatore di questo cambiamento ed infatti Terna ha previsto un investimenti di 700 milioni nell’innovazione e nella digitalizzazione nei prossimi 5 anni". Questo anche perché nel tempo si sta passando dalla "gestione di watt a alla gestione di byte. Ci stiamo preparando a gestire il mondo elettrico in maniera completamente diversa e rivoluzionaria rispetto al passato". Fra le nuove modalità anche "reti smart dotate di sensori per il monitoraggio ed il funzionamento della rete stessa". Dal canto suo il Ceo di A2A Camerano ha ricordato che "è in atto un grande cambiamento tecnologico ed anche un cambiamento socio comportamentale dei clienti, che modificano la modalità di fruizione dei servizi e in alcuni casi si trasformano in produttori di energia". Tre, secondo Camerano, le grandi sfide per il futuro delle aziende del settore energetico: la "gestione dei processi di forte automazione all’interno dell’azienda, il tema della personalizzazione e della gestione di offerte e servizi personalizzati, ed il governo delle complessità di gestione all’interno dell’azienda, anche per la quantità di informazioni che quotidianamente arrivano da sensori e rilevatori nell’ambito dei vari sistemi di raccolta dati". La sfida, su questo ultimo punto, è la "capacità di trasformare questi dati in strategie per l’azienda". Anche perché "l’innovazione non deve essere un qualcosa di straordinario, ma deve diventare la normalità: il cambiamento come fattore ordinario e non straordinario". È stata invece Elisabetta Ripa, di Open Fiber, a ricordare che “negli ultimi anni tutte le aziende di Tlc si sono profondamente misurate nel recupero di efficienza per essere competitivi in un mercato con nuovi player. Da qui la scelta della digitalizzazione che abbiamo intrapreso. Grazie a questo Open Fiber ha una struttura di 850 persone che crescerà fino a 1.000, ma poi si fermerà, che compete con colossi da 15.000 o 40.000 dipendenti come Telecom Italia". (Xcol3)
 
 
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