INDIA
 
India: Jammu e Kashmir, due militanti uccisi da forze di sicurezza nel distretto di Kulgam
 
 
Nuova Delhi, 22 mag 12:08 - (Agenzia Nova) - Due militanti separatisti sono stati uccisi dalle forze di sicurezza in un conflitto a fuoco avvenuto ieri nello Stato indiano di Jammu e Kashmir, nel distretto di Kulgam, nell’area di Gopalpora. Lo ha reso noto la polizia statale, precisando che i due militanti erano affiliati all’organizzazione Hizbul Mujahideen. Secondo la ricostruzione ufficiale, le forze di sicurezza erano impegnate in un’operazione di perlustrazione nella zona, sulla base di indicazioni di informatori locali sulla presenza di persone sospette; i militanti hanno aperto il fuoco. Sul posto sono state sequestrate armi e munizioni. Nello stesso Stato oggi, nel distretto di Poonch, lungo la linea di controllo, la demarcazione militare (non corrispondente al confine internazionale) che separa il territorio kashmiro controllato dall’India da quello controllato dal Pakistan, si è verificata un’esplosione durante un addestramento, nella quale sono rimasti feriti otto militari dell’Esercito indiano, uno dei quali gravemente. La forza armata ha riferito che si è trattato di un incidente.

Il conflitto del Kashmir, tra guerriglia pakistana e ribellioni separatiste interne all’India, si trascina dal 1947, dalla nascita dell’India (a prevalenza induista) e del Pakistan (a prevalenza islamico) come Stati indipendenti dall’impero coloniale britannico e l’adesione del principato di Jammu e Kashmir, che aveva in un primo tempo sperato nell’indipendenza, all’India, decisione ovviamente sgradita al Pakistan. L’India rivendica l’intero territorio del Kashmir e ne controlla circa il 43 per cento, lo Stato indiano di Jammu e Kashmir. Il Pakistan rivendica a sua volta la regione e ne amministra il 37 per cento circa, corrispondente alle divisioni amministrative chiamate Azad Kashmir e Gilgit-Baltistan.

Si distinguono diverse guerre indo-pakistane legate al territorio kashmiro: del 1947, del 1965 e del 1999. Nonostante le successive dichiarazioni di pace e cessate il fuoco, gli scontri proseguono tuttora, con una recrudescenza che data in particolare dal 2016. Quest’anno la tensione è ulteriormente salita: il 14 febbraio un attentato a Pulwama, rivendicato dall’organizzazione terroristica pakistana Jaish-e-Mohammed (Jem), ha provocato la morte di 40 agenti della Forza di polizia centrale di riserva (Crpf). Il 26 febbraio l’Aeronautica indiana ha lanciato un attacco aereo in Pakistan per colpire postazioni di Jem. Il giorno seguente, l’Aeronautica pakistana ha risposto e ha abbattuto un MiG-21 Bison indiano; il pilota, salvatosi con l’espulsione, è stato arrestato e restituito all’India circa 60 ore dopo.

Quello del Kashmir, tuttavia, non è solo un conflitto tra i due Stati, India e Pakistan, ma anche interno all’India, esploso soprattutto a partire dal 1989, anno delle prime azioni dei ribelli separatisti. Al primo gruppo armato, Jammu & Kashmir Liberation Front (Jklf), sbaragliato dalle autorità indiane, ne sono seguiti altri, fino all’emergere negli anni Duemila di sigle jihadiste come Jaish-e Mohammad o Lashkar-e-Taiba. Si stima che dagli anni Ottanta, tra le azioni pakistane e la repressione indiana, siano morte in Kashmir almeno 40 mila persone, per la maggioranza civili. (Inn)
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