CROAZIA
 
Croazia: Procura generale, inchiesta Agrokor va avanti fino a conclusione attività necessarie
 
 
Zagabria, 20 mag 16:18 - (Agenzia Nova) - L'inchiesta sul caso del gruppo croato Agrokor non sarà chiusa prima del completamento delle attività necessarie nell'ambito dell'inchiesta stessa: è quanto hanno reso noto dalla Procura generale di Zagabria secondo quanto riporta l'agenzia "Hina". Secondo i termini di legge l'inchiesta avrebbe dovuto vedere la sua conclusione entro la giornata di oggi. "I termini per il prolungamento delle indagini previsti dalla legge sono di natura tale per cui l'inchiesta proseguirà fino alla conclusione delle attività necessarie, dopo di che verrà presa una decisione", hanno replicato a "Hina" dalla Procura. I mezzi d'informazione nazionali avevano in precedenza diffuso la notizia secondo cui la Procura non avrebbe rispettato i termini imposti dalla legge poiché non sarebbe ancora pronto il report finanziario-contabile riguardante l'inchiesta.

L'avvocato del fondatore di Agrokor, Fran Olujic, ha detto in una dichiarazione per l'emittente "N1" che, se l'inchiesta non fosse stata conclusa entro i termini di legge, la Procura non avrebbe probabilmente subito delle conseguenze e a quel punto la difesa avrebbe inviato un'obiezione scritta al giudice. Il fondatore del gruppo agroalimentare croato Agrokor, Ivica Todoric, è stato rilasciato in libertà vigilata il 20 novembre 2018, dopo che la sua difesa ha versato una cauzione di circa un milione di euro. I legali di Todoric Cedo Prodanovic e Jadranka Slokovic hanno allora spiegato che le persone che hanno versato la cauzione di Todoric sono "degli amici". Slokovic ha inoltre detto che "questi amici ci hanno messo tre giorni a raccogliere la cifra richiesta dal tribunale".

Il Tribunale della regione di Zagabria ha stabilito in precedenza che la cauzione deve essere versata sul conto e che non può comprendere immobili. Todoric è stato quindi rilasciato dal carcere dove si trovava in custodia cautelare dopo l'estradizione dal Regno Unito avvenuta due settimane prima. Nel periodo precedente all'arresto la ristrutturazione del gruppo agroalimentare è stata al centro di un aspro dibattito politico. Secondo il presidente del Partito socialdemocratico (Sdp, maggiore forza d'opposizione in Croazia), Davor Bernardic, il premier croato Andrej Plenkovic avrebbe mentito rigettando un proprio coinvolgimento "nelle irregolarità" che hanno accompagnato la ristrutturazione del gruppo Agrokor. Bernardic ha così commentato la pubblicazione delle trascrizioni della deposizione dell'ex vicepremier Martina Dalic, dimessasi proprio a causa della crisi di Agrokor, davanti agli inquirenti dell'Ufficio per la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione (Uskok).

Bernardic ha affermato che "Plenkovic ha guidato il processo che ha portato alla fuoriuscita di 500 milioni di kune (67 milioni di euro) da Agrokor". Bernardic ha sottolineato che "le trascrizioni hanno confermato che tutti erano a conoscenza delle irregolarità e che tutti hanno mentito, da Plenkovic fino al ministro delle Finanze Zdravko Maric". Il sito di informazione "Index.hr" ha pubblicato nel maggio 2018 una serie di mail della vicepremier Dalic riguardanti la stesura della cosiddetta lex Agrokor, la legge che ha permesso al governo di Zagabria di partecipare al processo di ristrutturazione del gruppo dopo la crisi debitoria di quest'ultimo. Una parte delle mail ha fatto emergere la partecipazione di avvocati e consulenti privati alla stesura della legge, mentre una seconda parte delle mail pubblicate da "Index" ha evidenziato il ruolo decisivo dell'avvocato croato Boris Savovic, ruolo confermato anche dal fatto che la legge sarebbe stata chiamata in una fase iniziale di stesura "lex Savovic".

Il legale croato si trovava in questo modo in palese conflitto d'interesse poiché al contempo lavorava per l'istituto di credito russo Vtb, che figura tra i principali creditori di Agrokor. Nel corso di un'udienza parlamentare la vicepremier Dalic ha sostenuto di non avere conosciuto Savovic prima della stesura della legge, affermando inoltre che l'ufficio legale di Savovic "ha avuto il compito di tradurre la legge italiana che ha permesso la ristrutturazione di Parmalat". Savovic avrebbe in seguito proseguito il proprio incarico anche nelle fasi successive della stesura.

Il premier croato Plenkovic ha sostenuto di essere "dispiaciuto" per il fatto che l'esempio di Parmalat non è stato in ultima analisi applicato al processo di ristrutturazione di Agrokor. Le dimissioni della vicepremier Dalic, presentate dopo la pubblicazione delle mail, sono state definite dalla presidente della Croazia Kolinda Grabar Kitarovic come "un atto saggio e responsabile sul piano politico". Il fatturato del gruppo Agrokor ha contribuito negli ultimi anni al Prodotto interno lordo (Pil) della Croazia con una quota del 15-20 per cento. (Zac)
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