SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Niger, sventato attacco a carcere di massima sicurezza di Koutoukalé, un morto
Niamey, 14 mag 16:15 - (Agenzia Nova) - Il carcere di massima sicurezza di Koutoukalé, a 45 chilometri a nord-ovest della capitale nigerina Niamey, è stato preso d'assalto in un attacco poi respinto dall'esercito, nel quale è morto almeno un membro delle forze di sicurezza. Lo ha riferito ai media locali il ministro della Giustizia, Marou Amadou, per il quale l'attacco è stato un tentativo di liberare alcuni detenuti da parte di presunti jihadisti o narcotrafficanti del posto. Si tratta della seconda volta che il carcere di massima sicurezza di Koutoukalé - nel quale sono rinchiusi i principali membri di Boko Haram e trafficanti di droga locali - viene attaccato in pochi anni: nell'ottobre 2016 gli agenti della Guardia nazionale avevano respinto un analogo tentativo. La lotta al terrorismo ed alla criminalità organizzata è da tempo una delle principali sfide del governo del presidente Mahamadou Issoufou. Parlando all'inaugurazione del vertice dei capi di Stato e di governo del G5 Sahel a febbraio a Ouagadougou, in Burkina Faso, Issoufou ha osservato che “la lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata va di pari passo con quella per lo sviluppo e i diritti umani. In definitiva, non sono le armi, ma lo sradicamento di queste, che ci permetterà di sconfiggere definitivamente il terrorismo. Il terrorismo e la criminalità organizzata non hanno confini: non solo hanno cancellato i confini geografici tra i paesi, ma anche il tradizionale confine esistente tra sicurezza interna ed esterna. Consapevoli di questo e in considerazione della debolezza delle nostre capacità, abbiamo deciso di mettere in comune le nostre risorse creando la Forza congiunta G5 Sahel”, ha detto Issoufou, ricordando come il G5 Sahel sia stato creato cinque anni fa proprio attorno a due pilastri: sicurezza e sviluppo. Il Niger è parte della forza G5 Sahel, la forza congiunta che unisce militari di Mali, Niger, Mauritania, Ciad e Burkina Faso, e opera dal 2015 su impulso del governo francese. In seguito all'attacco avvenuto nel mese di giugno scorso al suo quartier generale di Sevaré, in Mali, e al mancato stanziamento dei 414 milioni di euro di fondi internazionali promessi per le sue attività, la forza congiunta ha interrotto le attività, con ripetuti tentativi di farle ripartire e sollecitare il sostegno degli investitori. Le operazioni sono riprese il 15 gennaio scorso. (Res)
 
 
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