VENEZUELA
 
Venezuela: Gruppo di Lima e Gruppo di Contatto Ue pronti a incontro
Caracas, 15 mag 13:24 - (Agenzia Nova) - Il Gruppo di Lima, l'insieme dei paesi americani particolarmente critici nei confronti del governo venezuelano di Nicolas Maduro, spera "nei prossimi giorni" di potersi riunire con il Gruppo internazionale di contatto sul Venezuela dell'Unione europea. Lo ha detto l'ambasciatore peruviano presso le Nazioni Unite, Gustavo Meza-Cuadra, al termine dell'incontro a porte chiuse tenuto martedì in sede di Consiglio di sicurezza. Il diplomatico, riferiscono i media locali, ha assicurato che le due parti sono in contatto per stabilire luogo e formato dell'incontro. La proposta di un incontro era stata formulata dal gruppo di Lima nella riunione tenuta il 3 maggio e ratificata dal Gruppo di contatto riunito in Costa Rica il 6 e 7 maggio. Un appuntamento reso più urgente dal momentaneo stallo della diplomazia: "Fino a quando il Consiglio di sicurezza rimane diviso sul tema, molti paesi hanno espresso il loro appoggio agli sforzi del Gruppo di Contatto e del Gruppo di Lima, che condividono l'obiettivo di libere ed eque elezioni in Venezuela", ha detto Meza-Cuadra.

Durante l'incontro di martedì, sono state infatti ribadite le divisioni interne al Consiglio di sicurezza. Gli Stati Uniti hanno rilanciato l'allarme per "l'escalation" della "repressione" portata avanti dal governo di Nicolas Maduro nei confronti dell'opposizione, mettendo l'accento sull'arresto del vicepresidente dell'Assemblea nazionale (an); Edgar Zambrano. La posizione degli Stati Uniti, fermamente contraria alla permanenza di Maduro al potere, era stata ribadita sempre nella giornata di ieri durante i colloqui che il segretario di Stato mike Poompeo ha avuto a Sochi, Russia, tanto con il suo omologo Sergej Lavrov, quanto con il presidente Vladimir Putin. "È giunta l'ora che Maduro se ne vada. Ha solo causato danno e miseria al popolo venezuelano e speriamo che l'appoggio russo a Maduro finisca", ha detto Pompeo. Lavrov ha da perte sua ribadito che "non si può imporre la democrazia con la forza", e che spetta al popolo venezuelano scegliere il proprio futuro, definendo "estremamente importante "che tutte le forze politiche avviino un dialogo tra di loro".

Oltre all'incontro con il Gruppo di Lima, l'iniziativa animata dall'Ue ha deciso l'invio di una missione di alto livello a Caracas per avviare un dibattito su possibili formule utili all'uscita dalla crisi, centrate sul dialogo e sulla celebrazione di nuove elezioni presidenziali. Il gruppo, aveva detto l'Alto rappresentante per la politica estera del'Unione Europea (Ue), Federica Mogherini al termine della riunione, è pronto a mettere sul tavolo un ventaglio di possibili strumenti di soluzione della crisi, frutto di "contatti diretti" avuti nelle ultime settimane, "se i diversi interlocutori a Caracas lo ritengono utile". Non si tratta di "un piano di pace", sottolineava la vice presidente della Commissione Ue, ma di azioni "che possono aiutare" a far evolvere la situazione. Il gruppo di Contatto internazionale coordinato dall'Ue comprende otto paesi del Vecchio Continente - Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito - e quattro partner latinoamericani, Costa Rica, Uruguay, Ecuador e Bolivia.

La crisi in corso in Venezuela ha visto un'escalation dopo che lo scorso 23 gennaio Guaidò ha prestato giuramento come capo dello Stato "ad interim". Subito dopo sono arrivati i riconoscimenti, tra gli altri, del presidente degli Stati Uniti Trump, del brasiliano Jair Bolsonaro e del segretario generale dell’Organizzazione degli stati americani (Osa) Almagro. Si sono aggiunti poi altri paesi latinoamericani, tra i quali l’Argentina, il Cile, la Colombia e il Perù. Guaidò ha quindi ottenuto il riconoscimento di molti paesi europei. Sullo sfondo rimane la proposta di mediazione per un dialogo interno al paese, avanzata per la prima volta da Messico - paese che conferma la sua ferma volontà di non ingerenza - e Uruguay. Al fianco di Maduro, denunciando pesanti ingerenze negli affari interni del Venezuela, rimangono la Bolivia, Cuba ma anche la Turchia, la Federazione Russa e la Cina. A questi, più di recente si sono aggiunti i 15 paesi africani aderenti alla Comunità di sviluppo dell'Africa australe (Sadc).

Il 30 aprile, alle prime luci dell'alba, Guaidò chiamava il paese a una nuova mobilitazione generale contro il presidente Nicolas Maduro. Al suo fianco, alcuni militari e il carismatico oppositore Leopoldo Lopez liberato dai domiciliari con la complicità di almeno un elemento del servizio di intelligence. Una mossa sostenuta con rinnovato vigore dal fronte internazionale a sostegno di Guaidò e che sembrava poter aprire una nuova fase nella crisi politica. Nel giro di poche ore, però, veniva svelato che il numero di militari pronti a lasciare Maduro era esiguo (e senza nessun nome di particolare richiamo) e che la base aerea inizialmente presentata come sede delle operazioni non era mai stata ai presa. Lo stesso Lopez, in serata, finiva per ottenere ospitalità nella residenza dell'ambasciatore di Spagna a Caracas. Maduro dava in breve per conclusa la crisi e prometteva punizioni per "i golpisti", rivendicando la compattezza delle forze armate attorno al governo e "il sangue freddo" dinanzi alle "provocazioni" di chi avrebbe "sperato nel bagno di sangue per giustificare una invasione armata".

Pochi giorni dopo lo stesso Guaidò ammetteva al "The Washington Post" il sostanziale insuccesso dell'operazione pur promettendo di non fermare la lotta e accogliendo con interesse la disponibilità degli Usa a ipotizzare l'uso della forza. Nei giorni seguenti le autorità venezuelane hanno avviato le azioni utili a sanzionare i presunti responsabili del "colpo di stato". Su tutti ha fatto notizia l'arresto proprio del vicepresidente dell'An, Edgar Zambrano, per cui è stata disposta la "privazione di libertà". L'oppositore è stato accusato dalla Corte suprema (Tsj) di in flagranza di tradimento, cospirazione e ribellione civile. Insieme a lui, è stata revocata l’immunità parlamentare ad altri deputati: Ramos Allup, Luis Florido, Jose Blanco, Mariela Magallanes, Simon Calzadilla, Dairene Delgado e Americo De Grazia. De Grazia e Magallanes sono stati accolti nella residenza dell’ambasciatore italiano a Caracas; Blanco nell’ambasciata argentina. Il 14 maggio è stata la volta di Juan Andres Mejia, Freddy Superlano, Sergio Vergaga, Miguel Pizarro e Carlos Paparoni. (Brb)
 
 
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