LIBANO
 
Libano: vertice economico Lega araba, grandi assenti e occasione mancata per Beirut
 
 
Beirut, 18 gen 17:58 - (Agenzia Nova) - Si è tenuta oggi la conferenza stampa d'apertura del quarto summit per lo sviluppo economico degli Stati membri della Lega araba, che prenderà ufficialmente il via domani a Beirut con l'assenza della maggior parte dei capi di Stato arabi. Malgrado la grande attenzione posta dal Libano, paese ospitante, nell’organizzazione logistica e diplomatica dell’evento, a Beirut sono attesi infatti soltanto i capi di Stato di Mauritania e Somalia, rispettivamente Mohamed Ould Abdel Aziz e Mohamed Abdullahi Mohamed Farmajo. L’assenza dei capi di Stato degli altri 20 paesi membri viene percepita oggi dalla stampa libanese con rammarico, un’occasione mancata per il paese ospitante di sfruttare l’evento per rafforzare i rapporti bilaterali con alcuni Stati della Lega araba, soprattutto con quelli che ospitano i libanesi della diaspora.

Sul piano dei contenuti c’è grandissima attenzione sul summit perché la crisi economica è forte in tutta la regione e ci si aspetta delle proposte. Tra i temi in agenda la possibilità di creare un’unione doganale e un mercato petrolifero comune, secondo le attese. Secondo l’ultimo rapporto del Fondo monetario internazionale, la crescita in tutta la regione del Medio Oriente e Nord Africa (Mena), è trascinata verso il basso dal crollo dell’economia iraniana e per l’aumento dei costi dell’energia. Le ultime previsioni parlano di un 2 per cento per quest’anno (contro il 3,2 per cento delle previsioni di aprile) e del 2,5 per cento per il 2019 (contro il 3,6 per cento). Al termine del summit, che si concluderà domenica 20 gennaio, è attesa la Dichiarazione di Beirut. Nella stessa giornata si terrà il discorso conclusivo del capo dello Stato, Michel Aoun, alla presenza, tra gli altri degli ambasciatori stranieri presenti in Libano.

Secondo quanto annunciato nei giorni scorsi dal consigliere economico del movimento patriottico libero, Charbel Cordahi, ha illustrato i temi al centro del summit. Il Consiglio dell'unità economica araba nel 2005 ha stabilito una zona di libero scambio che prevedeva una diminuzione progressiva delle tariffe doganali (10 per cento all'anno) e l'eliminazione delle barriere non tariffarie. Tra le altre raccomandazioni emerse nel precedente summit economico che verranno esaminate nel corso del fine settimana, "la creazione di un mercato petrolifero arabo, che è molto importante per il Libano", ha detto Cordahi. Un altro punto che verrà discusso durante il summit è la possibilità di aumentare la partecipazione degli Stati nei capitali dei fondi di sviluppo arabi.

I fattori che hanno inciso sulla presenza non ai massimi livelli dei paesi invitati passano dalle polemiche per l’assenza della Siria, alla possibile partecipazione della Libia e ovviamente l’assenza di un governo. Sul boicottaggio del summit da parte dei capi di Stato arabi può aver influito il clima non propizio generato dalle polemiche intra-libanesi sia sulla partecipazione della Siria che della Libia. A tal proposito sono emerse le storiche opposizioni tra l’Alleanza dell’8 marzo, composta dal partito sciita Hezbollah e dal Movimento patriottico libero, fondato dal presidente Aoun, e il partito sunnita al Mustaqbal del premier designato Saad Hariri. L’Alleanza dell’8 marzo, infatti, ha spinto affinché la Siria – estromessa dalla Lega araba nel 2011 – partecipasse al summit e anche oggi il ministro degli Esteri Gebran Bassil ha detto che la Siria deve rientrare all’interno della Lega araba e non bisogna attendere un permesso straniero. In occasione dell’apertura dei lavori del summit per lo sviluppo economico dei paesi della Lega araba a Beirut, Bassil ha affermato: “Oggi, la Siria è il vuoto più grande nel nostro summit”. Altre polemiche hanno riguardato la partecipazione della Libia, a cui il partito sciita Amal si è opposto in relazione alla scomparsa dell’imam Musa al Sadr nel 1978 proprio nello Stato nordafricano.

Nel corso della conferenza stampa congiunta di oggi tra Bassil e il segretario generale della Lega araba, Ahmed Aboul-Gheit, quest’ultimo ha spiegato che le sfide che affronta la regione araba nell’ambito dello sviluppo richiedono una nuova visione che va in parallelo con il progresso tecnologico nel mondo. “E’ necessaria un’integrazione araba che consenta ai paesi di coordinare le loro strategie nella sicurezza alimentare, nell’abolizione della povertà e nella protezione dei diritti delle donne”, ha aggiunto il numero uno della Lega araba. Da parte sua, il capo della diplomazia libanese ha spiegato che i partecipanti hanno appoggiato i 29 articoli dell’agenda del summit e c’è consenso sulla risoluzione dei problemi economici. Sempre oggi, nel corso di una riunione, il rappresentante permanente dell’Arabia Saudita all’interno della Lega araba, Oussama Nugali, che ha presieduto il precedente summit economico nel 2013 a Riad, ha illustrato i progetti compiuti finora. “Il summit di Beirut ha luogo in un contesto di numerose sfide”, ha spiegato, annunciando che in questi tre giorni verranno discussi temi legati alla sicurezza alimentare, alle energie rinnovabili e alla protezione dei diritti dei bambini. (Res)
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