UGANDA
 
Uganda: ambasciatore Napeyok a “Nova”, noi leader regionali grazie a presidente Museveni
 
 
Roma, 28 mar 17:15 - (Agenzia Nova) - Il presidente ugandese Yoweri Museveni ha contribuito a rendere l’Uganda un “leader regionale” e a stabilizzare il paese, in precedenza diviso e in conflitto al suo interno. È quanto ha dichiarato ad “Agenzia Nova” l’ambasciatore ugandese Elizabeth Paula Napeyok, a margine della presentazione dell’iniziativa editoriale “Focus on Africa”, avvenuta oggi presso la sede della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) di Roma. Dall’entrata in carica di Museveni (nel 1986), “l’Uganda è diventato un paese leader regionale, contribuisce attivamente alla stabilizzazione della regione dei Grandi laghi, ha guidato i negoziati nella crisi in Burundi, partecipa alla missione Amisom (di cui è primo contributore con oltre 6 mila uomini) per stabilizzare la Somalia ed è attivo nella lotta al terrorismo internazionale. Prima di allora, il paese era in conflitto su tutto – dalla religione alla politica all’economia. Museveni ha contribuito molto all’unità del paese, ha sconfitto il tribalismo”, ha detto l’ambasciatore, citando come esempio di “tolleranza” la legge anti-settarismo, il mutuo rispetto fra le tribù, le religioni e i partiti.

All’obiezione circa l’eccessiva durata in carica del capo dello Stato (che nel 2021 correrà per un sesto mandato alle elezioni presidenziali dopo aver fatto approvare una legge che abolisce il limite di 75 anni di età per ricoprire l’incarico), la diplomatica ha replicato: “Essere stato al potere così a lungo ha consentito (a Museveni) di realizzare molte cose. Da quando Museveni è al potere sono aumentate le vaccinazioni, è diminuita drasticamente la mortalità infantile, sono state costruite scuole e il numero di bambini scolarizzati è salito da 2 a 9 milioni”. Nonostante ciò, la comunità internazionale e numerose organizzazioni per i diritti umani hanno a più riprese denunciato la compressione delle libertà fondamentali, la discriminazione e gli arresti arbitrari nei confronti di esponenti dell’opposizione, tra cui Kizza Besigye e Robert Kyagulanyi (alias Bobi Wine): “L’Uganda è un paese libero ma l’opposizione non è responsabile e non costituisce un’alternativa valida”, ha osservato l’ambasciatore.

Quanto alla crisi diplomatica con il Ruanda, infine, la diplomatica ha chiarito che i due paesi “restano fratelli e non sono in conflitto”, tuttavia il governo ugandese “è stato molto chiaro sulla questione: il Ruanda deve dimostrare le sue accuse nei confronti dell’Uganda (di ospitare nel suo territorio i ribelli ruandesi)”. La questione, secondo l’ambasciatore Napeyok, rischia tuttavia di “compromettere seriamente” l’integrazione regionale. “Non siamo contro il Ruanda, così come credo che il Ruanda non sia contro l’Uganda. Ma noi non accogliamo i cittadini ruandesi per consentire loro di attaccare il Ruanda”, ha concluso. Le relazioni diplomatiche fra Uganda e Ruanda – già fredde da anni dopo che Kigali ha accusato Kampala di detenere illegalmente suoi cittadini, mentre Kampala accusa Kigali di effettuare attività di spionaggio – hanno conosciuto un’escalation in seguito alla decisione delle autorità ruandesi di chiudere il valico di frontiera di Katuna alle merci ugandesi. In seguito alla decisione, il governo dell'Uganda ha convocato l'ambasciatore del Ruanda a Kampala per chiedere chiarimenti. (Mam)
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