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Ue: cresce scetticismo su Weber (Ppe) prossimo presidente Commissione
Berlino, 15 mag 21:03 - (Agenzia Nova) - A meno di due settimane dalle elezioni europee del 23-26 maggio, cresce lo scetticismo sulla nomina di Manfred Weber, il candidato del Partito popolare europeo (Ppe), a presidente della prossima Commissione europea. Lo scrive il quotidiano tedesco “Handelsblatt” evidenziando che, per essere nominato presidente della Commissione europea, Weber avrà bisogno della maggioranza dei voti nel Parlamento europeo e del Consiglio europeo. Un esito non scontato, dato che il Ppe e il Partito del socialismo europeo (Pse) dovrebbero perdere la maggioranza che ora detengono insieme nel Parlamento europeo. A Weber potrebbero quindi essere necessari i voti dell'Alleanza dei liberali e dei democratici europei (Alde), che diventerebbero la terza forza del Parlamento europeo qualora al gruppo aderisse La République en marche, il partito del presidente francese Emmanuel Macron. Tuttavia, nota “Handelsblatt”, l'Alde ha “poco in comune” con il candidato del Ppe. ”Weber non ha esperienza di governo, quindi rimane un grande punto interrogativo il come si arrivato a un tale alto compito”, afferma Nadja Hirsch, europarlamentare del Partito liberaldemocratico tedesco (Fdp), che fa parte dell'Alde.

I Verdi potrebbero votare per Weber, ma “non vi sono assegni in bianco”, ha avvertito l'europarlamentare ecologista Reinhard Buetikofer. Inoltre, i Verdi pongono delle condizioni per il loro sostegno al candidato del Ppe, come un chiaro impegno sulla questione del clima, che finora Weber non ha assunto. Al contrario, il capogruppo del Ppe si è detto contrario all'introduzione di un'imposta europea sulle emissioni di CO2. A ogni modo, per “Handelsblatt”, il “maggiore problema” di Weber non è al Parlamento europeo, ma “nelle capitali” degli Stati membri dell'Ue, in particolare a Parigi. Weber ha, infatti, “assolutamente bisogno” dell'appoggio del cancelliere tedesco Merkel, già ottenuto, di Macron e degli altri capi di Stato e di governo riuniti nel Consiglio europeo. Tuttavia, proprio in tale organo, la candidatura di Weber alla presidenza della Commissione europea ha incorato “da subito parecchio scetticismo”, soprattutto da parte del presidente francese. Weber considera Macron “un visionario, ha per lui simpatia, ma non è detto che venga necessariamente ricambiato”. Come nota “Handelsblatt”, il titolare dell'Eliseo “non nasconde di non avere una grande considerazione” del capogruppo del Ppe.

Questa posizione è divenuta evidente al Consiglio europeo tenuto a Sibiu in Romania il 4 maggio scorso, dove Macron ha dichiarato che la candidatura di Weber alla presidenza della Commissione europea “non è una buona soluzione, in linea di principio”. Le dichiarazioni di Macron sono state “esplicitamente” condivise dai primi ministri dei Paesi Bassi e del Lussemburgo, rispettivamente Mark Rutte e Xavier Bettel, “entrambi liberali”, ossia vicini all'Alde. Lo scetticismo con cui nel Consiglio europeo si guarda alla sua candidatura “ha cominciato a innervosire Weber”, che si è chiesto “perché Macron non dica chi sostiene” nella successione all'attuale presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. Tuttavia, Macron rimane in silenzio al riguardo e, secondo alcune indiscrezioni raccolte da “Handelsblatt” al Parlamento europeo, vorrebbe vedere un francese alla presidenza della Commissione europea. Si tratterebbe, in particolare, di Michel Barnier, oggi capo negoziatore dell'Ue per la Brexit e con una lunga esperienza politica sia in Francia sia nell'Ue.

Dal 1993 al 1995, Barnier è stato ministro dell'Ambiente e dal 1995 al 1997 sottosegretario agli Affari europei. A Bruxelles dal 1994 al 1999 come commissario europeo per la Politica regionale, tornato a Parigi, Barnier ha tenuto l'incarico di ministro degli Esteri dal 2004 al 2005 e dal 2007 al 2009 è stato ministro dell'Agricoltura e della pesca. Di nuovo a Bruxelles, Barnier è stato commissario per il Mercato interno e i servizi dal 2010 al 2014. Di fronte a Barnier, Weber, che non ha mai svolto incarichi governativi, è “un peso piuma che non può divenire presidente della Commissione europea perché privo del giusto profilo per quella posizione”, si vocifera negli ambienti istituzionali a Parigi, riferisce “Handelsblatt”. Osteggiato in Francia, Weber potrebbe incontrare ostacoli nella corsa alla presidenza della Commissione europea anche nella sua stessa Germania. Pur appoggiato da Merkel, il candidato del Ppe risulta, infatti, poco noto alla maggioranza dell'elettorato tedesco secondo gli ultimi sondaggi. (Geb)
 
 
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