EUROPEE
 
Europee: Timmermans, se uniti siamo più forti di Russia e Usa
Bruxelles, 15 mag 22:24 - (Agenzia Nova) - L'Europa, se è unita, è più forte di Russia e Stati Uniti. Lo ha detto il candidato alla presidenza della Commissione europea per il partito socialista europeo (Pse), Frans Timmermans, nel dibattito tra candidati. "Se siamo uniti siamo più forti di Russia e Stati Uniti, ma se c'è in Europa chi va dietro a Trump che vuole indebolire l'Unione europea o c'è chi va a braccetto con Putin, come si può creare l'unita? Dobbiamo capire quale è la posta in gioca. E' la prima volta nella storia che un presidente degli Usa pensa che sia nel proprio interesse avere una Europa debole e divisa. E questo è un pericolo perché se siamo deboli e divisi non riusciremo a difendere i nostri valori nel mondo. Quindi dobbiamo essere uniti e dobbiamo convincere quelle forze politiche che pensano che sia meglio puntare su Putin, come Salvini, che così facendo non fanno gli interessi dei cittadini. Se non lo facciamo, saranno loro a dettare la musica alla quale balleremo", ha detto.

Per la candidata dei Verdi, Ska Keller, bisogna dire "no" all'ingresso di prodotti Ogm dagli Usa, ma soprattutto bisogna essere coerenti. "L'Ue nel mondo ha un ruolo importante da svolgere. L'Europa è una presenza di pace per i diritti umani e lo stiamo già facendo. Siamo il principale donatore in tema di diritti umani, ma non siamo coerenti perché vendiamo armi ai dittatori. Dobbiamo impedire l'esportazione di armi in zone di guerra. Noi dobbiamo difendere i diritti umani ovunque", ha dichiarato. Il candidato del Partito popolare europeo (Ppe), Manfred Weber, ha affermato che "gli americani sono ancora nostri amici, abbiamo tanti valori comuni. Ma quello che accade alla Casa Bianca non corrisponde alla nostra impostazione in politica. Io offro questo al presidente: 'Facciamo un accordo su beni industriali e sul commercio, ma solo in un ambiente di partenariato. Se volete costringerci, l'Europa deve reagire in modo corrispondente'. La forza e l'unità dell'Europa è quello che ci vuole. Oggi negli affari esteri abbiamo l'unanimità e non funziona, dobbiamo cambiare a maggioranza".

Secondo il candidato della sinistra europea Nico Cué "i trattati di libero scambio ci indeboliscono perché non si riesce a imporre ai partner norme sociali ed ambientali. Significa dare l'autorità a una giustizia in qualche modo privata che mette a rischio gli Stati. La democrazia in Europa significa discutere di questi trattati perché toccano gli agricoltori, l'industria, tutta la popolazione europea". Per il candidato conservatore dell'Ecr, Jan Zahradil, "il mercato transatlantico è una grande opportunità a prescindere da chi è in carica. L'accordo con il Giappone è un'ottima notizia e dobbiamo concentrarci nell'essere pionieri del libero commercio, specie con l'Asia perché il futuro dell'economia mondiale è lì". Mentre per la candidata liberale Margrethe Vestager, "l'Europa è il più grande blocco economico nel mondo. Siamo il più grande partner commerciale per 80 paesi. Dobbiamo essere più determinati, chiedere concorrenza equa e difendere le nostre imprese se non hanno accesso in libera concorrenza in altri mercati. Abbiamo messo in pensione l'idea del libero commercio, perché deve essere accompagnato da valori. L'accordo con Giappone e Canada sono ottimi perché fanno sì che il commercio produce risultati positivi anche in termini di occupazione", ha concluso. (Beb)
 
 
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