COLOMBIA
 
Colombia: dirigenti Farc chiedono riunione urgente con presidente Duque
 
 
Bogotà, 15 mag 18:56 - (Agenzia Nova) - I dirigenti della Forza alternativa rivoluzionaria del comune, nata dalle ceneri dell’omonima guerriglia colombiana Farc, hanno chiesto una riunione urgente con il presidente Ivan Duque, dopo l’assassinio di Jorge Enrique Corredor Gonzalez, ex guerrigliero delle Farc, ucciso ieri a Tulua, nell’ovest del paese. L'uomo, conosciuto anche con il nome Wilson Saavedra, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco da uomini armati non ancora identificati. "A che numero di morti dobbiamo arrivare prima che il capo dello stato decida di riceverci?", ha detto il leader del partito Rodrigo Londono, alias “Timochenko”, parlando in conferenza stampa.

Corredor era un “contadino semplice”, che si era unito alla lotta armata “molto giovane, in cerca di una vita migliore per la maggior parte dei colombiani” e “un costruttore di pace, fondamentale per la riconciliazione nella Valle del Cauca”, si legge in un comunicato diffuso dall’ex guerriglia. “Senza dubbio, ci sono settori che vogliono portare l'accordo di pace a un bivio che potrebbe portare a un nuovo ciclo di violenza con conseguenze incalcolabili ", ha avvertito il partito di sinistra, che ha denunciato “l’assassinio sistematico di ex guerriglieri” e una “aggressiva campagna di stigmatizzazione contro le Farc e i suoi membri”.

L'omicidio è stato condannato dal governo colombiano. “La sicurezza degli ex combattenti impegnati nel processo di reinserimento è una priorità per tutte le istituzioni dello Stato”, si legge in un comunicato firmato dal ministro dell’Interno, Nancy Patricia Gutierrez, dall’Alto commissario per la pace, Miguel Ceballos e dal consigliere per il post-conflitto Emilio Archila. Il governo ha annunciato che lavorerà insieme all’Unità speciale della procura per individuare i responsabili.

L'episodio segue di poche settimane l'uccisione di un alto ex combattente delle Farc, registrato in una zona rurale del dipartimento di Norte de Santander, nel nord-est del paese. Secondo quanto riferito dalla comunità locale l'uomo, che stava prendendo parte a un programma di reinserimento, è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco, sparati da un membro dell'esercito colombiano. A denunciare l'omicidio era stato il partito "Fuerza Alternativa Revolucionaria del Comun" (Forza alternativa rivoluzionaria del comune), nato dalle ceneri dell’omonima guerriglia.

Nei giorni scorsi l’ex guerriglia colombiana ha denunciato che il governo di Ivan Duque continua a “fare a pezzi” l’accordo di pace siglato con il governo nel 2016. In particolare, le ex Farc hanno denunciato un preoccupante aumento di omicidi e atti violenti nei confronti dei loro ex guerriglieri. “Questi fatti sono il prodotto della mancanza di garanzie e sicurezza da parte del governo di Ivan Duque, nonostante l’accordo preveda misure e strumenti a tale scopo. Fatti come questi dimostrano che la politica attuale del governo continua a fare a pezzi l’accordo”, ha denunciato il partito. Secondo dati Onu dopo la firma degli accordi di pace almeno 85 ex combattenti delle Farc sono stati assassinati.

Il 24 novembre del 2016 il governo colombiano del presidente Juan Manuel Santos e l'ex guerriglia delle Farc firmavano l'accordo che metteva fine a una guerra interna durata oltre 50 anni. Avviati ufficialmente nel settembre del 2012, i negoziati hanno in primo luogo portato al disarmo dei ribelli e reso possibile la partecipazione dell'organizzazione alla vita politica del paese. Consegnate le armi a una missione delle Nazioni Unite, gli ex guerriglieri si sono radunati in campi di raccolta allestiti dal governo per ricevere una prima assistenza e poter essere identificati prima di abbandonare definitivamente la selva - per decenni loro teatro d'azione - e rientrare nella vita civile. Grazie agli accordi, l'ex guerriglia ha potuto organizzarsi in un partito politico. Alla fine di agosto si è celebrato il congresso fondativo del partito "Fuerza Alternativa Revolucionaria del Comun" (Forza alternativa rivoluzionaria del comune), sigla che conserva intatto l'acronimo Farc.

Il trattato di pace garantisce alla nuova formazione politica la possibilità di presentare le sue liste alle elezioni e, per le prossime due legislature, di avere comunque assicurati cinque seggi alla Camera e cinque al Senato. L'attuale trattato di pace sostituisce quello bocciato dall'elettorato colombiano in un plebiscito convocato all'inizio di ottobre del 2016. I "no" ottennero poco più del 50 per cento dei voti e il testo fu sottoposto a una revisione che tenesse in conto le obiezioni dei contrari all'accordo, un fronte in cui tuttora spicca il nome dell'ex presidente Alvaro Uribe Velez. Prima di rituffarsi nelle trattative, nel dicembre del 2016, Santos veniva insignito del premio Nobel per la pace, riconoscimento agli sforzi comunque intrapresi per tentare una svolta storica nel paese. Il testo frutto della nuova mediazione non fu sottoposto a plebiscito, spiegava il governo, per evitare che una spaccatura nel paese potesse produrre danni maggiori dei benefici legati alla fine del conflitto.

Il testo veniva quindi definitivamente ratificato il 29 e 30 novembre, da Senato e Camera. Di ispirazione marxista, le Farc sono state a lungo la principale organizzazione ribelle della Colombia. Le azioni terroristiche portate avanti nei decenni si sono spesso intrecciate con le azioni delle potenti reti del narcotraffico che imperversano nel paese. La sigla è stata nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere del Dipartimento di Stato Usa e in quella dell'Unione europea fino a settembre del 2016. Dal 2011 il gruppo è guidato da Rodrigo Londono Echeverri, conosciuto con il nomignolo di "Timochenko". Questi è anche il massimo dirigente delle nuove “Farc" (Mec)
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