ENERGIA
 
Energia: ministro Petrolio Sud Sudan, produzione tornerà ai livelli pre-conflitto entro il 2020
 
 
Nuova Delhi, 11 feb 09:58 - (Agenzia Nova) - Il Sud Sudan tornerà a produrre oltre 350 mila barili di greggio al giorno entro la metà del 2020, rispetto ai agli attuali 140 mila barili al giorno (bpd), tornando così ai livelli raggiunti prima dell’inizio del conflitto civile. Lo ha dichiarato il il ministro del Petrolio sud sudanese, Ezekiel Lul Gatkuoth, parlando a margine della conferenza Petrotech a Greater Noida, città satellite di Nuova Delhi. “Entro la fine dell'anno i blocchi 3 e 7 raggiungeranno quota 180 mila bpd, i blocchi 1, 2 e 4 arriveranno a produrre 70 mila bpd e il blocco 5A produrrà 20 mila bpd”, ha detto Gatkuoth, citato dai media indiani. “(Prima dell’inizio del conflitto) producevamo fra i 350 mila e i 400 mila bpd. Prevediamo di tornare a quei livelli entro la metà dell'anno prossimo”, ha aggiunto il ministro, aggiungendo che il Sud Sudan ha firmato un accordo preliminare con la compagnia russa Zarubezhneft per esplorare alcuni dei blocchi. “Sono interessati ai blocchi B1, B2, E1 ed E2”, ha aggiunto Gatkouth, invitando le società indiane a svolgere attività di esplorazione nei nuovi blocchi petroliferi del Sud Sudan.

Nel frattempo, il governo del Sudafrica, che si è impegnato ad investire un miliardo di dollari nel paese, ha annunciato l’intenzione di collaborare con le autorità di Giuba per la costruzione di una nuova condotta e di una nuova raffineria lungo il confine con l'Etiopia. “Abbiamo concordato di costruire una raffineria al confine con l'Etiopia, abbiamo già firmato un accordo con l'Etiopia per l’acquisto di prodotti raffinati”, ha detto Gatkuoth. Il mese scorso le autorità del Sud Sudan hanno avviato i lavori di riparazione dei pozzi di petrolio che sono stati danneggiati nel corso della guerra civile scoppiata nel 2013 e durata cinque anni. L'annuncio delle autorità di Giuba è seguito a quello, dato i primi giorni dell'anno, della ripresa della produzione petrolifera nello stato settentrionale di Unità, anch'essa interrotta durante i cinque anni di conflitto. In quell’occasione il ministro Gatkuoth aveva precisato che il governo ha autorizzato dal 31 dicembre la ripresa delle attività estrattive in cinque pozzi su 16, con l'obiettivo di produrre inizialmente 20 mila barili al giorno.

Prima dello scoppio del conflitto, a dicembre 2013, il Sud Sudan produceva circa 350 mila barili al giorno, poi decimati a 160 mila durante gli scontri. Il paese finanzia con il petrolio circa il 98 per cento delle sue spese fiscali, nonostante diversi sforzi e tentativi siano stati messi in atto per sviluppare entrate alternative. Il Sud Sudan è sprofondato nel conflitto civile nel dicembre 2013 dopo che il presidente Salva Kiir ha accusato l’allora suo vice Riek Machar di aver pianificato un colpo di stato contro di lui. Da allora le violenze sono sfociate in scontri etnici, in particolare tra le etnie dinka (cui appartiene Kiir) e nuer (di cui fa parte Machar), costringendo centinaia di migliaia di persone a fuggire dal paese. Il 12 settembre il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, e il leader della fazione armata dei ribelli Riek Machaar hanno firmato ad Addis Abeba il documento finale di rivitalizzazione dell’accordo di pace per porre fine al conflitto civile scoppiato nel dicembre 2013 e che ha provocato lo sfollamento di oltre 1,4 milioni di persone. (Res)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..