VENEZUELA
 
Venezuela: ministro Esteri incontra segretario generale Onu Guterres, "intesa su questioni essenziali"
 
 
Caracas, 24 apr 20:40 - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri venezuelano, Jorge Arreaza, ha incontrato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, per discutere della situazione in Venezuela. “Ho avuto una straordinaria riunione con il segretario generale dell’Onu Guterres”, ha scritto il ministro sul suo account Twitter ufficiale. “C'è stata una grande intesa su questioni essenziali riguardo il Venezuela, la nostra regione e la difesa del multilateralismo e della diplomazia della pace”.

Lo scorso 10 aprile il Consiglio di sicurezza Onu ha tenuto una riunione sulla situazione umanitaria nel paese. Nell'occasione il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, ha chiesto alle Nazioni Unite di riconoscere il presidente ad interim Juan Guaidò come presidente legittimo del Venezuela e insediare il suo rappresentante presso il consesso internazionale. “Questo organismo dovrebbe revocare le credenziali del rappresentante del Venezuela alle Nazioni Unite”, ha detto Pence, il quale rivolgendosi all’ambasciatore di Caracas presso l’Onu, Samuel Moncada Acosta, ha dichiarato: “lei non dovrebbe essere qui, dovrebbe ritornare in Venezuela e dire a Nicolas Maduro che il suo tempo è finito”.

Si è trattato della terza riunione che il Consiglio di sicurezza celebra sul tema del Venezuela. Il 28 febbraio si era discussa una risoluzione, firmata dagli Usa, che chiedeva la realizzazione di elezioni presidenziali libere e l'ingresso di aiuti umanitari nel paese. Il testo aveva avuto il via libera di nove dei 15 membri del Cds, ma i veti di Russia e Cina ne hanno impedito l'approvazione. Nella stessa seduta il Cds ha anche respinto un testo con cui la Russia intendeva riaffermare la sovranità e l'integrità territoriale del Venezuela, ribadendo il diritto di Maduro a coordinare le consegne di aiuti. Quattro paesi hanno votato a favore della risoluzione (Russia, Cina, Guinea Equatoriale e Sudafrica), altri quattro si sono astenuti e i restanti dei 15 membri del consiglio l'hanno respinta.

La crisi in corso in Venezuela ha visto un'escalation dopo che lo scorso 23 gennaio il presidente del parlamento venezuelano Juan Guaidò, 35 anni, ha prestato giuramento come capo dello Stato ad interim, nel corso di una manifestazione nazionale convocata per “ripristinare l’ordine costituzionale del paese”. Subito dopo sono arrivati i riconoscimenti, tra gli altri, del presidente degli Stati Uniti Trump, del brasiliano Jair Bolsonaro e del segretario generale dell’Organizzazione degli stati americani (Osa) Almagro. Si sono aggiunti poi altri paesi latinoamericani, tra i quali l’Argentina, il Cile, la Colombia e il Perù. Guaidò ha quindi ottenuto il riconoscimento di molti paesi europei.

L'Unione europea ha a sua volta messo in moto un gruppo di contatto internazionale, con il sostegno del governo uruguayano, con l'obiettivo di portare il paese a elezioni presidenziali "libere, trasparenti e credibili". Al fianco di Maduro, denunciando pesanti ingerenze negli affari interni del Venezuela, rimangono la Bolivia, Cuba ma anche la Turchia, la Federazione Russa e la Cina. A questi, più di recente si sono aggiunti i 15 paesi africani aderenti alla Comunità di sviluppo dell'Africa australe (Sadc).

Nel suo ultimo rapporto World economic outlook il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha rivisto al ribasso le stime di crescita del Venezuela per il 2019. Il paese, teatro di una grave crisi politica ed economica, registrerà quest’anno una contrazione del 25 per cento, rispetto alla stima del 18 per cento diffusa a gennaio. L’organismo mantiene invece stabile la previsione dell’inflazione, che resta del 10.000.000 per cento. “Prevediamo che l’economia del Venezuela si contrarrà nella quarta parte del 2019 e del 10 per cento nel 2020; un crollo maggiore rispetto a quello previsto a ottobre 2018, che rappresenta un freno notevole alla crescita nella regione”, si legge nel rapporto.

Secondo le Nazioni Unite il numero di migranti e rifugiati venezuelani nel mondo ha raggiunto i 3,4 milioni. Secondo i dati delle autorità per l’immigrazione nazionali i paesi dell’America Latina e dei Caraibi ospitano circa 2,7 milioni di venezuelani. In media, rendono noto le agenzie Onu, nel 2018 circa 5 mila persone al giorno hanno lasciato il Venezuela per fuggire alla crisi politica ed economica in corso. La Colombia è il paese ad avere accolto il maggior numero di migranti e rifugiati (1,1 milione), seguita da Perù (506 mila), Cile (288 mila), Ecuador (221 mila), Argentina (130 mila) e Brasile (96 mila) (Brb)
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