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Ict: hate speech, le associazioni Acli, Fisc e Gslg uniti contro l’odio online
Roma, 11 giu 2018 14:59 - (Agenzia Nova/Key4biz) - L’hate speech, il discorso d’odio, è sempre più diffuso online. Le recenti ingiurie al presidente della Repubblica, durante la formazione del nuovo governo, sono soltanto la punta dell’iceberg di un fenomeno che interroga, in primo luogo, i comunicatori di professione. Qui non abbiamo la pretesa di sostituirci a sociologi e psicologi, ma di dare un contributo alla riflessione comune. Oggi è la volta di Acli, Fisc e Gslg, associazioni da sempre in prima linea nella difesa della libertà e del pluralismo. “La parola odio è per sé stessa antitetica ad ogni valore. A maggior ragione lo è per le Acli che da sempre si battono per favorire solidarietà ed inclusione”. L’odio online, sottolinea il presidente Roberto Rossini, “è un fenomeno strettamente legato alla codardia, perché spesso si cela dietro l’anonimato e riproduce – sempre nella rete – un ‘effetto branco’ che rende tutto lecito, tutto possibile. Ed amplifica gli effetti delle espressioni odiose. Si tratta di una condotta anti-etica ed anti-giuridica”. Il recente episodio dei “vergognosi epiteti rivolti al presidente Mattarella ne è soltanto l’apice: occorre – osserva il presidente delle Acli – agire a tutti i livelli, anche introducendo innovazioni normative per colpire i responsabili. E coinvolgendo tutte le agenzie educative per spiegare ai giovani che l’odio genera odio sia sul web che nella vita reale”.  “In questo contesto comunicativo rischiamo di perdere il senso del peso che hanno le parole, del male che si può fare con ciò che si dice e si scrive. In particolare quanta devastazione è in grado di provocare la violenza che si scatena attraverso messaggi digitali di vario genere”, dichiara don Adriano Bianchi, presidente della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici). (segue) (K4b)
 
 
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