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Ict: hate speech, le associazioni Acli, Fisc e Gslg uniti contro l’odio online (2)
Roma, 11 giu 2018 14:59 - (Agenzia Nova/Key4biz) - “Assistiamo con rammarico al gusto perverso di vedere l’altro soffrire, allo sdoganamento dell’infamia, alla cinica soddisfazione del mettere in risalto la fragilità e la debolezza altrui. ‘Infierire’ sembra diventata, per alcuni, la parola d’ordine”. Ma, evidenzia don Bianchi, “occorre decisamente contrastare questa pericolosa linea di tendenza. Occorre educare, offrendo però anzitutto come adulti un esempio chiaro, quello della rinuncia ferma ad ogni forma di violenza verbale, scritta o digitale e l’assunzione di uno stile di vero dialogo e confronto. È ciò che continuamente cerchiamo di perseguire anche attraverso un’informazione puntuale e precisa col lavoro delle redazioni dei settimanali cattolici italiani in ogni territorio del nostro Paese”. Per Domenico Volpi (presidente onorario del Gruppo di servizio per la letteratura giovanile) “l’odio sparso dai social, oltre la ovvia ampiezza di diffusione tra persone di diverse capacità di autonomia mentale, ha un effetto: uccide anche il rimorso. Chi commette per risentimento un danno o un fatto di sangue ne vede gli effetti di persona, gli occhi e le sofferenze della vittima restano impressi e ne può prendere coscienza nel tempo che segue. Chi sparge odio dai social non ne vede le vittime e spesso ne allarga l’eco su un’altra categoria (razza, ceto, difetti…) senza vederne gli effetti immediati. Il cuore è assente, i social sono gelidi”. “Qualora invece fosse consapevole di tutte le conseguenze anche nel futuro – conclude Volpi –, posso solo volgere a lui i versi carducciani: ‘Cerchiato ha il senno di fredda tenebra, e a lui nel reo cuore germoglia, torpida, la selva di barbarie’”. (K4b)
 
 
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