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Imprese: Huawei risponde a nuove accuse di affiliazione governativa
Pechino, 26 apr 06:39 - (Agenzia Nova) - Huawei Technologies ha risposto ieri alle accuse secondo cui le quote aziendali detenute dai dipendenti sono controllate in realtà dal Partito comunista cinese, tramite un sindacato approvato dal Partito. Secondo gli Stati Uniti, tale struttura rappresenta una copertura formale per il controllo statale di fatto dell’azienda. Jiang Xisheng, segretario capo del consiglio di amministrazione aziendale, ha respinto tali accuse: “Huawei è di proprietà dei suoi dipendenti”, ha dichiarato il funzionario. “Nessuna agenzia governativa finanzia l’azienda o ne detiene le azioni. Questo significa che l’impresa opera indipendentemente conseguendo al contempo una crescita costante a lungo termine”. I dubbi sulla struttura della proprietà azionaria di Huawei sono stati avanzati la scorsa settimana da uno studio dei professori Christopher Balding e Donald Clarke, pubblicato negli Stati Uniti. I due autori contestano l’indipendenza di Huawei, sostenendo che le “quote azionarie dei dipendenti” - siano in realtà un mero sistema di condivisione degli utili, e che l’azienda sia “controllata di fatto dallo Stato”.

Il settimanale tedesco "Wirtschaftswoche" ha riferito la scorsa settimana che il colosso tecnologico cinese Huawei ha firmato un "accordo anti spionaggio" con la parte tedesca, in risposta alle preoccupazioni di sicurezza espresse da Berlino per la partecipazione dell’azienda alla costruzione dell'infrastruttura mobile tedesca 5G. Il fondatore di Huawei, Ren Zhengfei, ha ricordato che il mese scorso la compagnia cinese e il ministero dell'Interno tedesco hanno condotto consultazioni, e concordato la firma di un accordo che impegna Huawei ad astenersi dall’agevolare qualunque attività di spionaggio da parte da attori di Stato tramite l’installazione di “backdoors” sulle proprie apparecchiature elettroniche. La Germania avrebbe anche chiesto al governo cinese di firmare un accordo di anti spionaggio simile, e di impegnarsi a rispettare la legge sulla protezione dei dati dell'Unione europea. Il mese scorso la Germania ha fissato standard più severi per i fornitori di apparecchiature di rete, ma non ha elencato specificamente Huawei come interlocutore speciale, indicando che le regole devono essere applicate allo stesso modo a tutti i fornitori.

Pochi giorni fa, Ken Hu, vicepresidente di Huawei, ha annunciato che l’azienda ha firmato 40 contratti per costruire e gestire l'infrastruttura di telecomunicazione di quinta generazione (5G) entro il 15 aprile, preparandosi per il lancio commerciale della nuova tecnologia. "Il 5G sta arrivando molto più rapidamente di quanto ci aspettassimo", ha detto Hu nel suo discorso. Entro un anno dalla definizione degli standard, sono state costruite oltre 100 mila stazioni base, quattro chipset sviluppati e oltre 40 smartphone 5G, ha spiegato il manager. "Prevediamo che al 5G occorreranno tre anni (2019-2022) per raggiungere la pietra miliare di 500 milioni di utenti nel mondo", ha affermato Hu. Huawei prevede che il numero di utenti 5G in tutto il mondo raggiungerà i 2,8 miliardi entro il 2025.

Lo stesso Ren Zhengfei nei giorni scorsi ha dichiarato che l'azienda non escluderebbe la vendita dei suoi chip 5G ad Apple. L'imprenditore in un'intervista a "Cnbc" ha dichiarato di essere aperto a eventuali offerte di Apple o di altri concorrenti. Ren, inoltre, ha definito il fondatore di Apple, Steve Jobs, un "super-gigante" perché ha creato l'era della rete mobile. Al momento Apple non ha ancora lanciato un iPhone 5G, ma ha un proprio processore 5G. Il chip 5G sviluppato da Huawei è disponibile al momento solo per gli smartphone dell'azienda. È improbabile che Apple possa utilizzare il processore Kylin 980 di Huawei, ma la probabilità di adottare il modem chip 5G di Huawei è più elevata.

Secondo una notizia pubblicata la settimana scorsa su "Engadget", che ha citato persone che hanno familiarità con la questione, Huawei si sta preparando a vendere il chip Barong 5000 5G a Apple. Il quotidiano ha spiegato che la politica di Huawei di non vendere i propri processori e modem ai concorrenti potrebbe cambiare. Il sito web "Engadget" ha sottolineato che, sebbene Apple non abbia commentato la possibilità di acquistare chip cinesi, ci sono almeno due condizioni preliminari che possono far sì che Tim Cook e la sua azienda considerino almeno la proposta di Huawei. Prima di tutto, lo sviluppo del telefono cellulare 5G di Apple è stato bloccato. La società prevede di lanciare un iPhone 5G entro il 2020 e la collaborazione con Huawei potrebbe essere l'unico modo per mantenere la promessa.

Il 12 aprile, Huawei Technologies ha annunciato di voler aumentare le entrate dell'area relativa ai consumatori, che comprende principalmente smartphone e personal computer, fino a 100 miliardi di dollari in tre anni e fino a 150 miliardi in cinque anni. Lo riporta la stampa cinese che spiega che l'annuncio è arrivato dopo che il l'area relativa ai consumatori dell'azienda ha registrato entrate per 52,5 miliardi di dollari l'anno scorso, con un aumento del 45 per cento su base annua. Ciò ha anche contraddistinto Huawei nel raggiungimento dell'obiettivo di 50 miliardi di dollari due anni prima del previsto.

Yu Chengdong, amministratore delegato dell'area relativa ai consumatori di Huawei, ha detto che cinque anni dopo, gli smartphone rappresenteranno circa i due terzi del suo obiettivo di 150 miliardi di dollari di entrate, e computer, smartwatch e altri dispositivi inclusi nell'Internet delle cose potrebbero rappresentare circa il 40 per cento delle sue entrate. Secondo Yu, Huawei probabilmente diventerà il più grande venditore di smartphone entro la fine di quest'anno, anche se i suoi prodotti non sono disponibili negli Stati Uniti e nella Corea del Sud a causa di "fattori non di mercato".

"Se non quest'anno, possiamo raggiungere questa ambizione il prossimo anno. La nostra quota di mercato continua a crescere molto rapidamente", ha detto Yu che spiega che uno su tre smartphone venduti in Cina è di Huawei e spera che nel prossimo futuro possano diventare due su tre. "La società sta anche espandendo la propria presenza nei mercati esteri, diventando già il principale fornitore di smartphone in diversi paesi europei", ha aggiunto Yu. Yu ha anche detto che Huawei è aperta a vendere i suoi modem 5G, un componente chiave degli smartphone, ad Apple, in quanto il gigante tecnologico degli Stati Uniti sta avendo difficoltà a trovare un fornitore appropriato. Nel 2018, Huawei ha spedito oltre 200 milioni di smartphone e l'azienda probabilmente spedirà circa 230-250 milioni di smartphone quest'anno.

Jia Mo, analista della società di ricerche di mercato globale Canalys, ha affermato che è possibile per Huawei raggiungere il suo ambizioso obiettivo di entrate se mantiene il suo attuale tasso di crescita e tutto procede bene. "Huawei sta anche aumentando il prezzo medio di vendita dei suoi smartphone e espandendo la sua presenza nel segmento premium, il che aumenterà significativamente le entrate", ha detto Jia. Ma il mercato globale degli smartphone sta raggiungendo il punto di saturazione, quindi Huawei deve invadere la quota di mercato di altri produttori di smartphone per mantenere un buon slancio, ha aggiunto Jia. (Cip)
 
 
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