STATI UNITI
 
Stati Uniti: Cremlino, rapporto Mueller incapace di trovare prove contro la Russia
Mosca, 19 apr 11:59 - (Agenzia Nova) - La versione redatta del rapporto pubblicato dal procuratore speciale Robert Mueller sull’indagine “Russiagate” non contiene alcuna prova o informazione in merito alle presunte interferenze russe nelle elezioni statunitensi del 2016. Lo ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov. “Nel suo complesso, il rapporto non contiene nessuna informazione che non sia già stata pubblicata in precedenza da altri media, né fornisce prove delle nostre presunte interferenze nel processo elettorale statunitense”, ha aggiunto il portavoce presidenziale, ribadendo che la Federazione Russa respinge qualsiasi accusa a riguardo. Le dichiarazioni di Peskov sono state confermate anche dal direttore del dipartimento per il Nord America presso il ministero degli Esteri russo, Georgij Borisenko. "Non c'è nulla di rilevante. In realtà, il documento non fa altro che confermare l'assenza di un qualsiasi argomento a favore della tesi che denuncia le presunte interferenze della Russia nel quadro delle elezioni statunitensi del 2016", ha aggiunto Borisenko, ripreso dall'agenzia "Ria Novosti".

Sono dieci i presunti casi di ostruzione alla giustizia analizzati dal procuratore speciale Robert Mueller nei confronti del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ma non sono emerse prove sufficienti per formalizzare un'accusa. È questo uno dei dettagli emersi dalla pubblicazione completa del rapporto redatto di Mueller sull'indagine “Russiagate” sulle interferenze russe nelle elezioni statunitense e la presunta collusione della campagna di Trump con Mosca. Il rapporto di Mueller fa riferimento a 10 episodi che riguardano Trump, concludendo che "le prove che abbiamo ottenuto in merito alle azioni e alle intenzioni del presidente presentano questioni difficili che ci impediscono di determinare in modo definitivo che non si sia verificata alcuna condotta criminale", afferma il rapporto. "Se avessimo la certezza dopo un'indagine approfondita sui fatti che il presidente chiaramente non ha ostacolato la giustizia, lo diremmo", si legge ancora nel rapporto.

Barr, dopo aver esaminato le informazioni raccolte da Mueller, insieme al sostituto procuratore generale Rod Rosenstein, ha concluso che non c’erano prove sufficienti per incriminare il presidente. Il titolare del dipartimento della Giustizia, insieme al suo vice, ha ribadito poi in conferenza stampa di non essere d'accordo con alcune delle teorie di Mueller: “Il presidente non ha intrapreso alcuna azione che in effetti ha privato il procuratore speciale dei documenti e dei testimoni necessari per completare l'indagine". Il dipartimento di Giustizia ha poi considerato le frustrazioni del presidente Trump per via della pressione mediatica scaturita dal “Russiagate” e le speculazioni politiche sul presunto reato di ostruzione alla giustizia, ha detto il procuratore generale. (Rum)
 
 
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