VENEZUELA
 
Venezuela: Colombia ospiterà prossima riunione Gruppo di Lima a febbraio
 
 
Bogotà, 11 feb 20:51 - (Agenzia Nova) - Il Gruppo di Lima terrà una nuova riunione sulla crisi in corso in Venezuela prima della fine di febbraio in Colombia. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri colombiano Carlos Holmes Trujillo ricevendo oggi le credenziali del rappresentante diplomatico in Colombia dell’autoproclamato presidente venezuelano Juan Guaidó, Humberto Calderón Berti. “Colgo l'occasione per annunciare che entro la fine di febbraio ci sarà un nuovo incontro del gruppo di Lima. L'incontro si terrà in Colombia", ha dichiarato il ministro.

L'ultima riunione del Gruppo di Lima si è tenuta ad Ottawa lo scorso 5 febbraio. In quell'occasione l'organismo internazionale, nato per aumentare la pressione sul governo di Nicolas Maduro, ha accolto nelle proprie fila il rappresentante dell'autoproclamato presidente del Venezuela, Juan Guaidò, firmando una dichiarazione nella quale respinge ogni iniziativa internazionale che punti ad alimentare un dialogo interno al paese. Alla riunione hanno partecipato i governi di Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Panama, Paraguay e Perù.

Il documento licenziato a fine riunione ricorda che i tentativi di "dialogo propiziati da diversi attori internazionali sono stati manipolati dal regime di Maduro e trasformati in manovre dilatorie". Il gruppo scarta quindi ogni iniziativa politica che punti alla riapertura di un confronto interno al paese. Il gruppo ritiene che "ogni iniziativa politica o democratica che si svilupperà deve avere come obiettivo appoggiare la road map costituzionale presentata dalla Assemblea nazionale e dal presidente incaricato, Guaidò".

Nella riunione di Ottawa il gruppo ha lanciato un nuovo appello al "ripristino immediato della democrazia in Venezuela attraverso la creazione di elezioni libere e giuste, convocate dalle autorità legittime, in accordo a gli standard internazionali e nel più breve tempo possibile". Al tempo stesso si lancia un allarme sulle "persistenti e serie violazioni ai diritti umani commessi in Venezuela", censurando "gli atti di violenza e repressione delle manifestazioni popolari che hanno causato numerose morti, feriti e arresti". Il testo ribadisce la "preoccupazione per la grave situazione umanitaria" e definisce "imperativa" la necessità di far entrare aiuti nel paese, lanciando un invito alle Nazioni Unite, alle sue agenzie e alla comunità internazionale di "prepararsi a prestare assistenza".

La crisi in corso nel paese latino ha visto un'escalation dopo che lo scorso 23 gennaio il presidente del parlamento venezuelano Guaidò, 35 anni, ha prestato giuramento come capo dello Stato ad interim, nel corso di una manifestazione nazionale convocata per "ripristinare l'ordine costituzionale del paese". Subito dopo sono arrivati i riconoscimenti, tra gli altri, del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, del brasiliano Jair Bolsonaro e del segretario generale dell'Organizzazione degli stati americani (Osa), Luis Almagro. Si sono aggiunti poi altri paesi latinoamericani, tra i quali l'Argentina, il Cile, la Colombia e il Perù. Al fianco di Nicolas Maduro, denunciando pesanti ingerenze negli affari interni del Venezuela, rimangono la Bolivia, Cuba ma anche la Turchia, la Federazione Russa e la Cina.

Dall'inizio di febbraio un gran numero di paesi dell'Ue ha iniziato a riconoscere Guaidò come presidente legittimo ad interim. Un passaggio avviato poco dopo la scadenza dell'ultimatum lanciato a Nicolas Maduro di convocare nuove elezioni presidenziali "libere" ed "giuste". Il 4 febbraio il gruppo di Lima, riunito ad Ottawa (Canada) ha deciso di accogliere nelle proprie fila il rappresentante dell'autoproclamato presidente del Venezuela Guaidò, firmando una dichiarazione nella quale respinge ogni iniziativa internazionale che punti ad alimentare un dialogo interno al paese. I governi che hanno partecipato alla riunione - Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Panama, Paraguay e Perù - "accolgono con grande soddisfazione la richiesta del presidente incaricato Juan Guaidò, di accogliere il governo legittimo del Venezuela al Gruppo di Lima, dandogli il benvenuto".

Il 7 febbraio, il gruppo di contatto internazionale voluto dall'Unione europea si è riunito a Montevideo (Uruguay), per esaminare in quel modo poter accompagnare una soluzione pacifica della crisi. Il documento finale, non firmato da Messico e Bolivia, invita a sostenere una "risoluzione pacifica, politica, democratica e venezuelana alla crisi, escludendo l'uso della forza, attraverso elezioni presidenziali libere, trasparenti e credibili". Al tempo stesso ratifica l'impegno di "garantire l'ingresso degli aiuti umanitari".

Il gruppo invierà una missione tecnica nel paese a marzo per attuare gli obiettivi e attraverso il presidente uruguaiano, Tabaré Vazquez, parlerà con "i contatti necessari, gli attori venezuelani rilevanti, i partner internazionali e regionali" con l'obiettivo di stabilire le necessarie garanzie per elezioni credibili e democratiche, e per fornire l'assistenza umanitaria necessaria. Il gruppo di contatto internazionale sul Venezuela si riunirà all'inizio di marzo per esaminare i progressi dei suoi lavori relativi alla crisi nel paese. (Mec)
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