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I fatti del giorno - Africa sub-sahariana

Roma, 05 apr 2019 12:00 - (Agenzia Nova) - Infrastrutture: disputa porto Doraleh, Gibuti dovrà pagare 385 milioni di dollari a Dp World - La Corte di arbitrato internazionale di Londra (Lcia), che sta mediando nella disputa che da mesi veede contrapposti il governo di Gibuti e l’operatore portuale emiratino Dp World, ha imposto al paese africano di sborsare 385 milioni di dollari di risarcimento per aver violato i termini del contratto stipulato fra le due parti nel 2006 per lo sviluppo del porto di Doraleh. È quanto si legge in una nota della stessa Corte, che ha inoltre conferito a Dp World il diritto di richiedere ulteriori danni se le autorità di Gibuti dovessero portare avanti i piani per lo sviluppo del terminal container del porto di Doraleh con qualsiasi altro operatore. Il terminal era gestito dall’operatore emiratino dal 2006, tuttavia nel febbraio 2018 Gibuti ha annullato il contratto, affermando che la sua sovranità nazionale fosse stata compromessa, e nel settembre scorso ha annunciato la nazionalizzazione “con effetto immediato” dello scalo portuale situato sulle coste del Mar Rosso, con l'obiettivo di “proteggere gli interessi fondamentali” del paese africano e “gli interessi legittimi dei suoi partner”. In una nota diffusa il 10 settembre scorso per comunicare la nazionalizzazione del porto, le autorità di Gibuti hanno sottolineato di aver rescisso il contratto con Dp World “a causa di gravi irregolarità”, definendolo “pregiudizievole per gli interessi fondamentali della Repubblica di Gibuti, per lo sviluppo del paese e per la sua capacità di controllare la sua infrastruttura più strategica”.

Congo-Kinshasa: Tshisekedi a Washington, chiesto sostegno Usa per sbarazzarsi della “dittatura” di Kabila - Il presidente della Repubblica democratica del Congo (Rdc), Felix Tshisekedi, in visita a Washington, ha chiesto il sostegno statunitense per sbarazzarsi del “sistema dittatoriale” del suo predecessore Joseph Kabila. “Sono qui per smantellare il sistema dittatoriale che era in atto nel mio paese”, ha detto Tshisekedi parlando nel corso di una conferenza al Council on Foreign Relations. “La mia presenza qui punta a chiedere agli Stati Uniti di accompagnarci in questa grande avventura il più a lungo possibile, senza questo supporto avremo difficoltà ad uscirne”, ha detto Tshisekedi, accusando il precedente governo di Kabila di “aver ritardato lo sviluppo del paese con la corruzione, la cattiva gestione e l'impunità endemica del paese”, tuttavia ha avvertito che non intende apportare “cambiamenti brutali” per evitare problemi nel paese. Il presidente congolese si è quindi detto preoccupato per la minaccia jihadista che incombe sulla parte orientale del paese (in particolare la provincia del Nord Kivu), paventando la possibilità che dopo la sconfitta dello Stato islamico in Medio Oriente e l’indebolimento dei gruppi jihadisti in altre aree dell'Africa l’estremismo islamico possa stabilirsi in Rdc e sfruttare illegalmente la ricchezza mineraria congolese per finanziare le sue attività. Anche per questo motivo, Tshisekedi ha quindi definito “un errore strategico” le sanzioni dell'amministrazione statunitense contro i leader della Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni) congolese.

Nigeria: presidenza su attuazione nuovo salario minimo, Buhari ha mantenuto la sua promessa - Il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, ha mantenuto le sue promesse sull'attuazione del nuovo salario minimo nazionale. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del governo Femi Adesina, affermando che il capo dello Stato ha mantenuto quanto detto in campagna elettorale. Come "uomo integro", ha detto Adesina, Buhari ha onorato i suoi impegni creando un comitato speciale per l'attuazione del nuovo accordo salariale, e stanziando prossimamente importanti fondi per la realizzazione di nuove infrastrutture nel paese. Il 31 marzo il capo dello Stato ha ricevuto la relazione sull'attuazione del nuovo stipendio minimo nazionale, elaborato dal Comitato tecnico consultivo voluto dallo stesso Buhari nell'intento di risolvere il contenzioso fra i sindacati dei lavoratori e i governatori degli stati federali restii ad applicare la nuova soglia minima approvata.

Francia-Ruanda: Macron riceve membri associazione Ibuka per commemorare anniversario genocidio tutsi - Il presidente francese Emmanuel Macron ha ricevuto questa mattina i membri dell'associazione ruandese Ibuka France, in occasione del 25mo anniversario dal genocidio dei tutsi in Ruanda. Lo riferisce l'Eliseo in una nota. L'incontro si è tenuto alla presenza di Hervé Berville, deputato del dipartimento bretone delle Cotes-d'Armor e rappresentante personale del capo dello Stato francese alla commemorazione che si terrà a Kigali, in Ruanda.

Sudan-Eritrea: Khartum respinge accuse di Asmara, nessun sostegno a gruppi ribelli eritrei - Il governo sudanese ha fermamente respinto le accuse delle autorità dell’Eritrea che ieri hanno accusato Sudan, Turchia e Qatar di essere responsabili di “atti sovversivi” contro Asmara e di aver sostenuto gruppi ribelli eritrei per minare l'accordo di pace con l’Etiopia. In una nota diffusa oggi, il ministero degli Esteri di Khartum ha espresso “stupore” per le dichiarazioni di Asmara, smentendo categoricamente di aver ospitato il gruppo di opposizione eritreo Eritrean Scholars League. “Il ministero ricorda che il Sudan ha a lungo cercato di raggiungere la riconciliazione fra Etiopia ed Eritrea ed è stato uno dei primi paesi a congratularsi con i governi etiope ed eritreo per il ripristino delle loro relazioni”, prosegue comunicato. “Gli sforzi del Sudan per portare la pace e la stabilità nel Corno d'Africa e nella regione nel suo insieme non richiedono prove e sono stati apprezzati e lodati dalla comunità internazionale nel suo insieme”, conclude la dichiarazione. In una dichiarazione diffusa ieri sul portale “Shabait”, di proprietà del ministero dell’Informazione eritreo, il governo di Asmara ha accusato in particolare il Qatar e la Turchia di sostenere il gruppo Eritrean Scholars League per svolgere attività sovversive volte ad “ostacolare il processo di pace e gli sviluppi positivi nei legami tra Eritrea ed Etiopia”, aggiungendo che queste attività sono intraprese in territorio sudanese.

Sudan: previste per domani nuove proteste anti-Bashir - L’Associazione professionale sudanese (Spa), promotrice delle proteste che dal dicembre scorso stanno infiammando il Sudan, ha indetto per domani una nuova manifestazione nella capitale Khartum per chiedere le dimissioni del presidente Omar al Bashir. Lo riferisce la stessa organizzazione in una nota ripresa dal quotidiano “Sudan Tribune”, secondo cui la manifestazione si svolgerà nei pressi del quartier generale del comando dell'esercito sudanese per celebrare il 34mo anniversario della rivolta del 6 aprile 1985, che portò al colpo di Stato con cui l’allora ministro della Difesa, Abd al Rahman Sunwar al Dhahab, destituì il presidente Jafar al Nimeyri. Le nuove proteste sono state indette dopo quelle avvenute ieri nella capitale sudanese, dove la polizia ha fatto ricorso a gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Nei giorni scorsi il presidente Bashir, parlando in occasione dell'inaugurazione della nona sessione del parlamento, ha promesso di esercitare ogni sforzo possibile per raggiungere la pace nel paese e ha definito “legittime” le richieste avanzate dai manifestanti che protestano nel paese, condannando tuttavia le violenze che mettono in pericolo l'ordine pubblico. Il capo dello Stato ha quindi rinnovato l'appello all'opposizione in Sudan e all'estero affinché partecipino al processo di pace. “Rinnoviamo il nostro impegno per un cessate il fuoco permanente e una piena e sincera disponibilità a impegnarsi nel dialogo per raggiungere la pace a qualsiasi prezzo”, ha detto Bashir nel suo intervento, trasmesso in diretta dall’emittente televisiva statale “Sudan Tv”.

Francia-Ruanda: genocidio ruandese, Macron crea commissione di studi su archivi francesi - La Francia istituirà una commissione di studi incaricata di analizzare gli archivi francesi sul Ruanda relativi al periodo fra il 1990 e il 1994. L'obiettivo è "contribuire ad una migliore comprensione e conoscenza" del ruolo della Francia nel paese africano e del genocidio dei tutsi. Lo ha annunciato l'Eliseo in un comunicato diffuso al termine dell'incontro tenuto questa mattina a Parigi fra il presidente francese Emmanuel Macron e i sopravvissuti al genocidio in Ruanda che fanno parte dell'associazione ruandese Ibuka. Commemorando il genocidio contro i tutsi in Ruanda, di cui ricorre quest'anno il 25mo anniversario, il presidente francese ha reso omaggio alla "forza della testimonianza" dei sopravvissuti e ai loro "sforzi per trasmettere alle generazioni più giovani il ricordo" del tragico evento. La commissione annunciata da Macron sarà guidata dal professore Vincent Duclert. L'analisi degli archivi francesi, scrive l'Eliseo, "contribuirà notevolmente a costituire il materiale storico necessario per rendere noto in Francia il genocidio avvenuto in Ruanda". Sarà compito del nuovo gruppo di lavoro presentare la sua prima relazione entro due anni, e proseguire in seguito le attività.

Russia-Angola: presidente Lourenco conclude visita a Mosca, firmati accordi di cooperazione - Il presidente angolano Joao Lourenco ha concluso la sua visita ufficiale a Mosca, iniziata mercoledì scorso. Lo riferisce l’agenzia di stampa “Angop”, secondo cui prima di lasciare la capitale russa e fare rientro in Angola, Lourenco ha incontrato gli studenti angolani dell'Università dell’amicizia e la solidarietà con i popoli. Durante il suo soggiorno in Russia, il capo dello Stato angolano ha incontrato l’omologo russo Vladimir Putin, il quale è stato insignito della medaglia dell’Ordine Agostinho Neto, la massima onorificenza concessa a cittadini angolani e stranieri, e ha invitato Lourenco a partecipare al Forum Russia-Africa in programma a Sochi il prossimo 24 ottobre. Nei loro colloqui, si legge in un comunicato del Cremlino diffuso al termine dell’incontro, i due leader hanno concordato di rafforzare la cooperazione nella lotta contro il terrorismo e la pirateria attraverso un miglior coordinamento e una maggiore condivisione di informazioni. Putin e Lourenco hanno anche sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione nella prevenzione del riciclaggio di denaro sporco, nella lotta al crimine internazionale e nella lotta alla migrazione illegale.

Africa-Ue: Commissione adotta programmi per 115,5 milioni di euro nel Fondo fiduciario - La Commissione europea ha adottato cinque nuovi programmi e tre integrazioni di programmi attuali del valore di 115,5 milioni di euro nell'ambito del Fondo fiduciario di emergenza dell'Ue per l'Africa per integrare gli sforzi in corso nella regione del Sahel e del lago Ciad. Lo si apprende dalla Commissione europea. "Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un aumento delle violenze diffuse e degli attacchi terroristici nella regione del Sahel e del lago Ciad. I nuovi programmi dell'Ue e le integrazioni ai programmi esistenti per un valore di 115,5 milioni di euro rafforzeranno le nostre azioni in materia di sviluppo e di sicurezza, contribuiranno anche a rafforzare la presenza dello Stato nelle aree fragili, a creare posti di lavoro per i giovani e proteggere i migranti in difficoltà", ha detto in una nota il commissario Ue per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, Neven Mimica. Con la crescente situazione di instabilità nel Sahel, l'Ue si impegna a continuare la cooperazione a livello regionale e nazionale e sosterrà i paesi del G5 Sahel (Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger) nei loro sforzi per fornire una risposta comune alle principali minacce transfrontaliere e alle esigenze di sviluppo regionale, ha fatto sapere la Commissione Ue.

Mozambico: ciclone Idai, Onu chiede ulteriori 60 milioni di dollari per risposta a emergenza - Le Nazioni Unite hanno chiesto ai donatori internazionali ulteriori 60 milioni di dollari per aiutare lo Zimbabwe nella risposta all’emergenza causata dal passaggio del ciclone Idai, portando così la somma totale a 294 milioni di dollari. “L'appello mira a rispondere ai crescenti bisogni umanitari della popolazione dello Zimbabwe, già gravata dal periodo di siccità”, ha detto il coordinatore residente delle Nazioni Unite ad Harare, Bishow Parajuli, parlando nel corso di una conferenza stampa. Secondo le ultime stime aggiornate delle Nazioni Unite, almeno 746 persone sono morte in seguito al passaggio del ciclone Idai in Mozambico (dove si registrano 468 vittime), Zimbabwe (185) e Malawi (60). Secondo i dati dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha), il passaggio del ciclone e le sue dirette conseguenze hanno colpito circa 1,85 milioni di persone, tuttavia il bilancio potrebbe aggravarsi ulteriormente a mano a mano che i soccorritori procedono nelle loro operazioni sul posto. Numerosi appelli internazionali di aiuto e raccolta fondi sono arrivati nelle ultime settimane. Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) ha lanciato un appello per 122 milioni di dollari per sostenere la sua risposta umanitaria nei prossimi nove mesi a favore dei bambini e delle famiglie devastate dalla tempesta e dalle sue conseguenze nei tre paesi colpiti, dove tre milioni di persone, più della metà delle quali sono bambini, hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria. (Res)
 
 
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