MADAGASCAR
 
Madagascar: l'attentato ad Antananarivo alimenta le tensioni fra sostenitori e oppositori del presidente Rajaonarimampianina
 
 
Antananarivo, 27 giu 2016 18:15 - (Agenzia Nova) - La situazione già tesa vissuta in Madagascar nelle ultime settimana è stata scossa ieri sera da un attentato avvenuto all’interno di uno stadio della capitale Antananarivo il cui bilancio provvisorio è di almeno due vittime e 70 feriti. L’attacco si è verificato durante un concerto gratuito organizzato nell’ambito delle celebrazioni per il 56esimo anniversario dell’indipendenza nazionale e, secondo quanto riferito da fonti della sicurezza, si è trattato di "un atto terroristico" condotto attraverso l'esplosione di una granata. Al momento non c'è stata alcuna rivendicazione, sebbene le forse di sicurezza ritengono che ci sia “una personalità nota” dietro all’episodio. Il primo ministro Olivier Solonandrasana Mahafaly ha visitato i feriti in un ospedale della capitale e ha definito l'attentato un atto "disgustoso e vergognoso". Già nel 2014 l'esplosione di una bomba nello stesso stadio aveva provocato la morte di un bambino e il ferimento di diverse altre persone. La situazione politica nel paese è da mesi estremamente caotica a causa delle forti tensioni fra i sostenitori e gli oppositori del presidente Hery Rajaonarimampianina.

Nei giorni scorsi, il livello di tensione è particolarmente cresciuto nella capitale, in seguito alla diffusione su internet di un video del senatore dell'opposizione, Lylison René Rolland, ricercato da oltre un mese, ma al momento ancora latitante. Le autorità malgasce sospettano che stia cercando di destabilizzare il governo. L’attentato di ieri ha quindi scatenato una serie di accuse reciproche tra governo e opposizione. Lo stesso presidente malgascio ieri ha indirettamente accusato gli avversari politici di aver tramato l'attacco. In una dichiarazione, Rajaonarimampianina ha denunciato "coloro che, per motivi politici, usano violenza indiscriminata”. "Troppo facile – hanno risposto i principali oppositori - Non siamo soliti interpretare così la democrazia e abbiamo sempre detto che avremmo aspettato il 2018. A mio avviso (l’attacco, ndr) è un fallimento di tutte quelle persone che sono responsabili della sicurezza", ha dichiarato Guy Rivo Randrianarisoa, il portavoce dell'ex presidente Marc Ravalomanana.

Il presidente del Senato, Honoré Rakotomanana, ha invece chiesto il rispetto della Costituzione: "La pace si costruisce insieme. Può darsi sia stata l'opposizione e se così fosse, abbiamo bisogno di un cambiamento democratico, non un’alternanza caratterizzata dalla violenza. E l'opposizione democratica che vuole creare problemi", ha denunciato. Infine, secondo il presidente dell’Assemblea nazionale Jean Max Rakotomamonjy è necessario rivedere il settore della sicurezza del paese: "Non possiamo fare altro che condannare con la massima fermezza questo tipo di comportamento che noi identifichiamo come terrorismo. Purtroppo, quello che spesso accade altrove può succedere anche da noi. E così, ora più che mai, dovremmo valutare l’adozione di ulteriori misure per rafforzare i dispositivi di sicurezza dipsiegati sul territorio del Madagascar". Il paese infatti ospiterà il Vertice della Francofonia a fine novembre 2016.

La violenza interna è stata alimentata anche da un assalto armato condotto la scorsa settimana nel sud-ovest del Madagascar dal gruppo criminale dei dahalos, il cui bilancio è stato di 31 persone fra cui 10 bambini e un poliziotto. L'assalto è avvenuto contro un autobus diretto da Tulear a Beroroha, ed è stato preceduto da un attacco contro un veicolo armato, per mano degli stessi banditi. Per far fronte ai ripetuti attacchi, soprattutto ai danni dei turisti, e ai furti di bestiame nelle zone rurali, le autorità malgasce hanno creato un'unità speciale anti-dahalos, composta da 75 militari. Un dispositivo che, però, al momento risulta ancora insufficiente per placare le violenze del gruppo armato. Anche dal punto di vista politico, la situazione del Madascar è stata piuttosto caotica negli ultimi mesi. Lo scorso aprile la presidenza malgascia ha infatti annunciato la nomina di Olivier Mahafaly come nuovo primo ministro, dopo le dimissioni di Jean Ravelonarivo. Il decreto di nomina di Mahafaly era stato annunciato da Roger Ralala, segretario generale della presidenza, e aveva posto così fine alla confusione che circondava il ritiro del suo predecessore, che nei giorni precedenti aveva negato di aver rassegnato le dimissioni nonostante l'annuncio della presidenza.

Mahafaly è il terzo premier in Madagascar sotto la presidenza di Hery Rajaonarimampianina, salito al potere nel gennaio 2014. Il partito presidenziale, Forze nuove per il Madagascar (Hvm), aveva ottenuto una schiacciante maggioranza alle elezioni per il nuovo Senato lo scorso 29 dicembre, con oltre il 60 per cento dei voti espressi. Secondo quanto emerso dai risultati ufficiali, un totale di 12.664 grandi elettori, tra sindaci e consiglieri municipali, si sono recati alle urne per eleggere 42 senatori. Il successo ha rafforzato il potere di Rajaonarimampianina, sempre alla ricerca di legittimità popolare. Candidato apolitico ed ex ministro delle Finanze durante il periodo di transizione (2009-2013), il presidente è stato eletto al ballottaggio delle elezioni del 2013 (con il 53 per cento dei voti), grazie al sostegno dell'ex presidente Andry Rajoelina, salito al potere nel 2009 dopo aver destituito l’allora capo dello stato Ravalomanana.

"Il presidente può contare anche sul sostegno della Camera alta, e il Madagascar potrà finalmente trovare un po' di pace e stabilità", aveva dichiarato Ulrich Andriantiana, ministro dei Trasporti e del Turismo, già in carica con Rajoelina. Tuttavia, il contesto economico e sociale rimane molto teso nel paese dove, nonostante una crescita economica leggermente superiore agli anni precedenti (3 per cento nel 2015), il paese continua ad affondare nella miseria. Secondo i dati della Banca mondiale, due cittadini su tre vivono al di sotto della soglia di povertà, con meno di un dollaro al giorno. Proprio la Banca mondiale, attraverso la sua Associazione internazionale per lo sviluppo, ha concesso la scorsa settimana un finanziamento da 65 milioni di dollari al Madagascar per migliorare e rafforzare la trasmissione e la distribuzione dell'energia elettrica prodotta dal paese africano. (Res)
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